La Terapia Intensiva
Quando lo sviluppo ha bisogno di continuità, profondità e tempo
Ci sono momenti nello sviluppo in cui il bambino non ha bisogno di fare di più.
Ha bisogno di condizioni diverse.
- Più tempo.
- Più continuità.
- Più possibilità di costruire un’esperienza che non si interrompa.
- La terapia intensiva nasce da qui.
Non è una terapia “più frequente”
Quando si parla di intensivo, si pensa spesso a un aumento della frequenza.
In realtà, il punto non è la quantità. È la qualità dell’esperienza nel tempo.
Un lavoro frammentato, anche se corretto, può non essere sufficiente quando il bambino:
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fatica a stabilizzare la regolazione
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non riesce a mantenere la relazione
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interrompe frequentemente l’esperienza
-
non integra ciò che vive tra una seduta e l’altra
In questi casi, il problema non è “cosa fare”, ma quanto tempo serve perché qualcosa possa emergere e organizzarsi.
Per chi è pensato
La terapia intensiva non è una proposta standard.
È indicata quando, dall’osservazione clinica, emerge che il bambino ha bisogno di:
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maggiore continuità nell’esperienza
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un contesto più stabile e prevedibile
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tempi più distesi per costruire e consolidare competenze
È spesso utile in presenza di:
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difficoltà nella regolazione
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fragilità nella relazione
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difficoltà nella costruzione dell’attenzione condivisa
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sviluppo comunicativo e linguistico non ancora organizzato
Cosa cambia davvero
Nel lavoro intensivo cambia il ritmo. Il bambino non è continuamente chiamato a ricominciare.
Può:
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restare più a lungo dentro un’esperienza
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attraversare momenti di difficoltà senza interruzioni
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costruire sequenze più complesse
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sviluppare continuità tra azione, relazione e significato
È in questa continuità che alcuni processi iniziano a emergere. Non perché vengono insegnati, ma perché diventano possibili.
Un lavoro che non è “standardizzabile”
Ogni percorso intensivo viene costruito a partire da una valutazione approfondita.
Non esiste un protocollo uguale per tutti.
Il lavoro tiene conto di:
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profilo senso-motorio
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modalità relazionali
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capacità di regolazione
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fase evolutiva del bambino
Questo permette di creare un intervento realmente mirato, che si adatta al bambino e non il contrario.
Il ruolo dell’ambiente e del setting
Nel lavoro intensivo, il contesto ha un ruolo centrale.
Lo spazio, i materiali, i tempi e la presenza dell’adulto sono organizzati in modo da:
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sostenere la regolazione
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facilitare l’ingaggio
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permettere la costruzione di esperienze condivise
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accompagnare il passaggio verso forme più complesse di comunicazione e pensiero
Non è solo ciò che si fa. È come e dove accade.
Esperienza clinica e profondità dell’intervento

Negli anni, il lavoro con bambini con profili complessi ha mostrato come, in alcune fasi dello sviluppo, la continuità dell’esperienza faccia una differenza significativa.
Non si tratta di intensificare l’intervento in modo indiscriminato, ma di riconoscere quando il bambino ha bisogno di un tempo diverso per poter organizzare ciò che vive.
Questo tipo di percorso richiede:
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esperienza clinica
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capacità di osservazione fine
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flessibilità nell’adattare continuamente l’intervento
Tra dubbio e comprensione
Ci sono situazioni in cui non è ancora chiaro se ciò che si osserva rientri in uno sviluppo tipico o meno.
Segnali che compaiono, si modificano, cambiano nel tempo.
In questi casi, il lavoro intensivo può rappresentare anche uno spazio di comprensione.
Un tempo in cui osservare in modo più approfondito,
dare senso a ciò che accade,
e orientarsi con maggiore chiarezza.
Il coinvolgimento della famiglia
Il percorso non riguarda solo il bambino. La famiglia viene accompagnata nella comprensione del funzionamento del bambino e nelle modalità più efficaci per sostenerlo nel quotidiano.
Questo permette di creare continuità anche al di fuori delle sedute.
Quando può fare la differenza
Un intervento intensivo può essere utile quando:
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il bambino fatica a costruire continuità nello sviluppo
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le esperienze sembrano non consolidarsi
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la relazione è fragile o intermittente
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il linguaggio non emerge nonostante stimolazioni
Dove siamo
Il centro si trova a Livorno e accoglie bambini e famiglie in un percorso costruito su misura, a partire dal funzionamento specifico del bambino.
Prima di un intensivo: capire il passo giusto
Per una nuova famiglia, il percorso non parte da un calendario di sedute: parte da una lettura clinica del bisogno e da un obiettivo chiaro.
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Consulenza neuropsicomotoria online con Rossana Giorgi: 60 minuti per definire fino a tre priorità operative e il passo successivo. Totale €182, comprensivo di €2 di marca da bollo.
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Osservazione SPINPlay© in presenza: quando è utile vedere il bambino nel gioco, senza affidarsi a test standardizzati come unica chiave di lettura. Il gioco permette di osservare regolazione, iniziativa, relazione e strategie spontanee in un contesto più vicino al funzionamento reale. Il percorso comprende colloquio prima dell’osservazione, analisi dei video inviati tramite canale protetto, fino a 90 minuti di osservazione e colloquio di restituzione.
Investimento indicativo per il trattamento intensivo
Il costo non è fisso: dipende prima di tutto dal numero di ore concordate e dalla struttura clinica costruita per quel bambino.
Come riferimento, un intensivo per una famiglia si colloca attualmente in media tra €1.000 e €1.300, a cui si aggiungono €2 di marca da bollo: il totale medio indicativo è quindi tra €1.002 e €1.302. La fascia non è un pacchetto né un preventivo: il totale effettivo viene definito solo dopo aver stabilito quante ore sono appropriate.
Non si acquista un pacchetto standard: si investe in un progetto che comprende pianificazione clinica, blocco intensivo, coinvolgimento dei genitori, priorità operative e organizzazione della continuità.
La continuità non è un servizio aggiuntivo
Il lavoro non termina con l’ultima seduta dell’intensivo. La continuità tra un ciclo e l’altro è parte del progetto: può proseguire con i professionisti che già seguono il bambino oppure da remoto con Rossana Giorgi.
Come iniziare
Il colloquio gratuito di 15–20 minuti serve a chiarire organizzazione, disponibilità e quale accesso prenotare; non è una valutazione clinica e non stabilisce da solo l’indicazione all’intensivo.
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Non è una proposta per tutti. Quando è appropriata, però, può creare le condizioni perché il bambino non debba ricominciare ogni volta da capo.