Rossana Giorgi

Chi sono e cosa guida il mio lavoro

Sono Rossana Giorgi, Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva. Da quando ho iniziato, il mio lavoro ruota intorno a una domanda semplice: cosa rende davvero unico questo bambino, e come posso accompagnarlo a partire da lì?

Mi sono formata all’Università di Pisa, con la Laurea e il Master in Psicopedagogia delle Disabilità. Più di recente ho ripreso a studiare: sto frequentando la laurea magistrale in “Scienze Cognitive e Processi Decisionali” all’Università di Milano, con un percorso dedicato alle neuroscienze cognitive applicate. Continuare a studiare, per me, non è un titolo in più: è il modo per restare onesta con la complessità di ciò che incontro ogni giorno in terapia.

L’approccio: DIR/Floortime e Integrazione Sensoriale

Circa quindici anni fa ho incontrato il modello DIR/Floortime, e ha cambiato il mio modo di lavorare. È un approccio che mette il gioco e la relazione al centro dello sviluppo, e che si è incontrato in modo naturale con la prospettiva evolutiva della Neuro e Psicomotricità.

La svolta, però, è stata un incontro. Nel 2015 sono andata a Chicago, allo studio “Amy Zier & Associates”: ho studiato e poi collaborato con Amy Zier, e quella porta, una volta aperta, non si è più chiusa. Da lì in poi ho continuato a cercare i maestri e i colleghi — americani e di altri Paesi — che lavoravano nel modo in cui credevo, costruendo a poco a poco una rete di confronto internazionale.

È anche la ragione per cui, nel mio percorso, i titoli italiani sono pochi: è stata una scelta. Per il DIR/Floortime e l’Integrazione Sensoriale i corsi che ho trovato più utili per la mia crescita sono in larga parte all’estero, là dove questi approcci sono nati e vengono insegnati. Ho preferito studiarli alla fonte, anche a costo di viaggiare, perché è lì che ho trovato la formazione più solida e aggiornata su questi temi — e ancora oggi continuo a formarmi soprattutto così.

Questo cammino mi ha portata a certificarmi come Expert & Training Leader dall’ICDL (The Interdisciplinary Council on Developmental & Learning Disorders), negli Stati Uniti, dove dal 2018 sono anche docente nei corsi di certificazione sul modello. Negli anni il lavoro si è concentrato sempre più sui disturbi dell’elaborazione sensoriale: ho seguito percorsi di mentorship allo STAR Institute di Denver — il riferimento internazionale per ricerca e formazione in questo campo — imparando da Virginia Spielman e dalla fondatrice Lucy Jane Miller. Grazie a questa formazione e ai corsi con la Temple University sono stata la prima in Europa a ottenere la certificazione “Advanced Professional in Sensory Processing Disorder” (ProCert), e il mio nome è nell’elenco dei provider riconosciuti dallo STAR Institute. Collaboro inoltre con la logopedista Michele Ricamato (Chicago).

Cito questi passaggi non per elencare titoli, ma perché spiegano da dove vengono gli strumenti che porto in seduta.

Come lavoro

La mia scelta del DIR/Floortime nasce da una convinzione concreta: per aiutare davvero un bambino bisogna andare oltre la modifica dei comportamenti di superficie. Conta capire le cause profonde e il profilo individuale di ciascuno — le sue differenze, il modo in cui il suo sistema nervoso elabora gli stimoli, ciò che lo regola e ciò che lo disorganizza.

Nella mia esperienza, molti approcci più “strutturati” insegnano abilità precise, ma a volte lasciano indietro proprio le basi: la capacità di giocare liberamente, di regolare le emozioni in situazioni complesse, di condividere un momento con l’altro. È qui che il DIR/Floortime lavora, sulla regolazione e co-regolazione e sulla sintonizzazione affettiva e sensori-motoria tra bambino e adulto.

Per questo il genitore non assiste alla seduta: ne è parte attiva. Il mio compito è anche guidare e sostenere chi si prende cura del bambino, perché è nella relazione di ogni giorno che lo sviluppo prende davvero forma.

Al Centro

Ho fondato il Centro e ne curo l’organizzazione delle terapie, dei corsi e degli eventi, tenendo i contatti con istituti e colleghi internazionali. In terapia mi dedico soprattutto ai percorsi intensivi e all’intervento precoce: il Centro è attrezzato per accogliere bambini molto piccoli, dai primi mesi ai tre anni, e le loro famiglie.

Il DIR/Floortime resta il cuore del lavoro sull’autismo, insieme all’attenzione al profilo sensoriale di ogni bambino. L’obiettivo non è correggere un singolo comportamento, ma sostenere lo sviluppo dalle sue fondamenta, rispettando i tempi e il modo di funzionare di ciascuno.

Una storia personale

La mia dedizione al DIRFloortime ha radici personali. Ricordo ancora quelle cinque ore passate in biblioteca, tra libri e studi, a cercare un approccio che potesse fare davvero la differenza per i bambini con difficoltà evolutive. Non era solo curiosità accademica: era il bisogno di trovare un modello che mettesse al centro non i sintomi, ma il bambino nella sua interezza.

Fu così che incontrai il modello del Dottor Stanley Greenspan. Mi colpì perché riconosceva il peso dell’interazione emotiva e affettiva nello sviluppo, e perché guardava a ogni bambino come a una persona da accompagnare lungo la propria strada, con i suoi tempi e le sue differenze. Da allora ho dedicato il mio lavoro a studiare, applicare e condividere questo approccio, perché continuo a vederne il valore, un bambino alla volta.

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