Bambino che non condivide: quando manca il “fare insieme”
Comprendere la costruzione dell’esperienza condivisa nello sviluppo
“Gioca da solo.”
“Non mi coinvolge.”
“Fa le cose, ma senza cercarmi.”
Sono osservazioni che spesso non vengono considerate subito preoccupanti.
Eppure, toccano uno degli aspetti più profondi dello sviluppo.
Non è solo cosa fa il bambino, ma se lo fa con qualcuno.
Non è solo gioco: è esperienza condivisa
Un bambino può:
- usare oggetti
- muoversi nello spazio
- esplorare
Ma questo non significa necessariamente che stia condividendo.
La condivisione implica qualcosa in più:
- includere l’altro nell’esperienza
- coordinare azioni, tempi e attenzione
- costruire qualcosa che abbia senso per entrambi
E’ il passaggio da “fare” a fare insieme.
Quando manca la condivisione: cosa osserviamo
Le ricerche sullo sviluppo mostrano che alcune difficoltà riguardano:
- la costruzione dell’attenzione condivisa
- la capacità di integrare l’altro nell’azione
- l’organizzazione dell’esperienza in modo reciproco
Un bambino può:
- essere molto attivo, ma non coinvolgere
- usare gli oggetti in modo ripetitivo
- non cercare lo scambio
- interrompere facilmente l’interazione
Non è disinteresse, ma difficoltà a costruire l’esperienza insieme.
Perché questo è così importante
La capacità di condividere non riguarda solo il gioco.
È alla base di:
- comunicazione
- linguaggio
- pensiero simbolico
- relazione
E’ il punto in cui l’esperienza diventa significativa.
Non si tratta di “insegnare a condividere”
Dire:
“Dai, fallo con me”
“Coinvolgimi”
Non è sufficiente.
Perché la condivisione non è una regola da apprendere, ma una capacità che si costruisce.
Come lavoriamo su questo aspetto
Nel nostro studio, il lavoro parte da:
- come il bambino organizza l’azione
- come utilizza lo spazio e gli oggetti
- quanto riesce a tollerare la presenza dell’altro
Costruiamo esperienze in cui:
- l’adulto entra gradualmente nell’azione
- il gioco si trasforma e si espande
- si creano sequenze condivise
L’obiettivo non è partecipare “insieme”, ma costruire qualcosa che esista tra bambino e adulto.
Un passaggio fondamentale
Molti bambini non faticano a fare, ma a:
integrare l’altro dentro ciò che fanno
È qui che si costruisce la base della comunicazione.
Quando osservare con attenzione
Può essere utile approfondire quando:
- il bambino gioca sempre da solo
- non cerca l’adulto
- non mantiene interazioni
- il gioco è ripetitivo e poco flessibile
🔗 Collegamenti utili
👉 Se hai osservato anche difficoltà nello sguardo → clicca qui
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Dove siamo
Il centro si trova a Livorno e accoglie bambini e famiglie in un percorso costruito a partire dal funzionamento specifico del bambino.
Contatti
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