Connessioni in atto

Un percorso che unisce e sviluppa

28 Marzo 2026

Autismo a Livorno: un intervento evolutivo centrato sul funzionamento del bambino

Quando un bambino riceve una diagnosi di autismo, la domanda che emerge è spesso:

“Qual è la terapia giusta?”

Nel nostro lavoro, questa non è la prima domanda.

La prima domanda è:

👉 come funziona questo bambino, nel suo modo unico di percepire, agire e stare in relazione?

Perché è da lì che può nascere uno sviluppo reale.

Oltre le etichette: partire dal funzionamento

Il termine “autismo” descrive un insieme di caratteristiche, ma non spiega:

  • come il bambino organizza gli stimoli sensoriali
  • come costruisce intenzioni e azioni
  • come entra (o fatica a entrare) nella relazione
  • come attribuisce significato alle esperienze

Due bambini con la stessa diagnosi possono avere bisogni completamente diversi.

Per questo motivo, il nostro intervento non è standardizzato, ma costruito a partire da un profilo evolutivo e senso-motorio individuale.

Il nostro modello di lavoro

Il lavoro clinico si sviluppa all’interno di una cornice evolutiva e neurobiologica, e integra diversi livelli di osservazione e intervento:

  • il modello DIR/Floortime, come struttura di riferimento per lo sviluppo emotivo, relazionale e comunicativo
  • la comprensione del funzionamento sensoriale e sensomotorio del bambino, inteso come base per l’organizzazione dell’esperienza e dell’azione
  • approcci centrati sul gioco, sul corpo e sull’azione condivisa, come contesto privilegiato di sviluppo
  • contributi delle neuroscienze dello sviluppo e dell’interpersonal neurobiology (es. Daniel Siegel)

All’interno di questa cornice, utilizziamo anche SPINplay (Sensory Processing in Play), un approccio che nasce dall’integrazione della mia esperienza clinica con bambini con profili complessi.

SPINplay permette di lavorare sull’organizzazione sensoriale all’interno di esperienze di gioco condivise e significative, in cui il bambino è attivo, coinvolto e partecipe, evitando proposte decontestualizzate o puramente esercitative.

l lavoro avviene all’interno di un setting clinico specificamente pensato e modulato, in cui spazio, materiali e organizzazione dell’ambiente vengono utilizzati in modo intenzionale per sostenere l’attivazione, la regolazione e la costruzione dell’esperienza.

Si tratta di un modo di lavorare che mette al centro:

  • l’esperienza del bambino nel qui e ora
  • l’uso del corpo e dell’ambiente come strumenti di costruzione
  • la relazione come guida per organizzare e dare senso all’esperienza

👉 In questo senso, il lavoro sull’elaborazione sensoriale non è separato dal gioco, ma avviene dentro il gioco, come parte integrante dello sviluppo.

Cosa accade concretamente nelle sedute

Il lavoro non è centrato sulla prestazione, ma sulla partecipazione.

Questo significa che:

  • seguiamo l’iniziativa del bambino, anche quando è minima per poi espanderla
  • trasformiamo comportamenti ripetitivi in possibilità di interazione
  • utilizziamo il corpo, lo spazio e gli oggetti per costruire esperienze condivise
  • sosteniamo il passaggio da azioni semplici a sequenze più complesse

Nel tempo, questo permette al bambino di:

  • aumentare la regolazione (attivazione, attenzione, transizioni)
  • sviluppare intenzionalità comunicativa
  • costruire idee nel gioco
  • accedere progressivamente al linguaggio come espressione di significato

Un punto chiave: il significato condiviso

Molti bambini nello spettro autistico non faticano solo a “fare” o “dire”, ma a dare senso a ciò che accade.

Il nostro lavoro si concentra proprio su questo passaggio:

👉 trasformare l’esperienza in qualcosa che abbia significato per il bambino

👉 e che possa essere condiviso con l’altro

Questo è il fondamento su cui si costruiscono:

  • comunicazione
  • linguaggio
  • pensiero

 

Quando è indicato questo tipo di intervento

Questo approccio è indicato per bambini che presentano:

  • diagnosi di disturbo dello spettro autistico
  • difficoltà nella relazione e nel coinvolgimento
  • linguaggio assente, emergente o poco funzionale
  • difficoltà nella regolazione (es. iperattivazione, evitamento, rigidità)
  • gioco povero, ripetitivo o poco condiviso

 

Il ruolo dell’adulto: non solo “insegnare”, ma co-costruire

Lo sviluppo emerge dentro la relazione.

Le evidenze in ambito neuroevolutivo (Shonkoff & Phillips, 2000; Siegel, 2012) mostrano che le competenze più complesse nascono da interazioni affettivamente sintonizzate.

Per questo, il lavoro include anche:

  • supporto ai genitori
  • osservazione e adattamento delle modalità interattive
  • costruzione di strategie che possano essere portate nella vita quotidiana

 

Obiettivo del percorso

Non lavoriamo per ottenere risposte corrette nel breve termine.

L’obiettivo è costruire competenze che siano:

  • stabili
  • generalizzabili
  • significative per il bambino

👉 sviluppo reale, non solo comportamento “adattato”.

Contatti

È possibile richiedere un primo colloquio informativo per comprendere se questo tipo di intervento è adatto al profilo del proprio bambino: CLICCA QUI

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