5 ottobre 2019

L’IMPORTANZA DELL’AUTOSTIMOLAZIONE

By kind permission of Bill Nason

Articolo originale consultabile alla pagina Facebook Autism Discussion Page

Importance of Self-StimulationThe stereotype of the boy sitting in the corner rocking and flapping his hands was once…

Gepostet von Autism Discussion Page am Samstag, 28. September 2019

In passato, quando si parlava di Autismo, l’immagine che più frequentemente ricorreva alla mente era quella del bambino che si dondolava o sfarfallava le mani. Le stereotipie rappresentavano il tratto distintivo del bambino autistico. Nel tempo, molti terapisti, insegnanti e genitori si sono prodigati nel cercare di bloccare questi comportamenti autostimolatori, perchè “troppo autistici”… Purtroppo  non erano state prese in seria considerazione le ragioni per le quali questi comportamenti si verificano e l’importante funzione che l’autostimolazione fornisce all’individuo. Sono atteggiamenti che fanno apparire strani e, per tale ragione, si pensava dovessero essere eliminati, come se, in questo modo, il bambino smettesse di essere autistico. Una posizione, questa, che non teneva assolutamente conto delle esigenze dell’individuo.

Con il tempo, ascoltando sempre di più il modo in cui i soggetti autistici descrivono le loro esperienze, abbiamo imparato quanto lo “stimming” sia importante per loro, quali funzioni supporti e come rappresenti, invece, un meccanismo di coping.

L’autostimolazione ha generalmente un pattern ritmico e ripetitivo. Esempi di stereotipie comuni sono il dondolarsi, lo sfarfallare le mani, il camminare avanti e indietro, il saltare, vocalizzare, lo sfregare o sbattere oggetti, ecc…Questi comportamenti hanno la funzione di aiutare il bambino a regolare il suo livello di arousal, ridurre l’ansia e lo stress e mantenere l’attenzione. Lo stimming può essere uno strumento molto importante per riuscire a gestire il sovraccarico sensoriale.La stimolazione sensoriale, infatti, supporta diverse funzioni, aiutando a regolare il Sistema Nervoso: in condizioni fisiologiche, in una situazione di overload (sovraccarico), viene ridotta la quantità di stimoli sensoriali in entrata, mentre in una situazione di ipo-arousal, la stimolazione viene aumentata.

Lo stimming consente di:

  1. Mascherare: può essere usato per bloccare o mascherare stimoli sensoriali percepiti come spiacevoli. In condizioni di sovraccarico sensoriale (ambienti rumorosi, attività caotiche, ecc…), l’individuo può ricorrere all’autostimolazione per riuscire a bloccare gli stimoli sensoriali che gli procurano disagio. Spesso rappresenta l’unico meccanismo di coping di cui dispone (immediato e sotto il suo controllo) per far fronte a situazioni di overload
  2. Trovare sollievo: quando l’individuo è in sovraccarico o in ansia, l’autostimolazione può essere usata per calmare il Sistema Nervoso. Pattern sensoriali ripetitivi e ritmici che il bambino è in grado di controllare (dondolarsi, stimolazione tattile profonda, mormorare, camminare avanti e indietro, ecc…), possono avere un effetto molto calmante sul Sistema Nervoso. Lo stimming costituisce infatti uno strumento importante per alleviare l’ansia, per cui dovrebbe essere supportato e non scoraggiato
  3. Mantenere un arousal ottimale: aiuta, infatti, a modulare gli input sensoriali, supportando la regolazione. Il bambino ricorrerà all’autostimolazione per calmarsi quando è in uno stato di iper-arousal, o per attivarsi quando si trova, invece, in una condizione di ipo-arousal
  4. Rimanere connesso: ad esempio, i bambini con profilo sensoriale caratterizzato da iposensibilità (difficoltà a registrare determinati tipi di stimoli sensoriali), potranno ricercare quegli input sensoriali specifici verso i quali sono iposensibili. Potranno cantare, mormorare e vocalizzare, per cercare una stimolazione uditiva, oppure, in caso di difficoltà ad elaborare stimoli propriocettivi (provenienti da recettori localizzati a livello di tendini, muscoli e articolazioni), potranno sbattere continuamente le caviglie o i polsi contro alcuni oggetti, per sentirsi “connessi” con il loro corpo. O ancora, in caso di iposensibilità vestibolare, tenderanno a ricercare stimolazioni intense che attivino questo sistema sensoriale, come girare su se stessi, dondolarsi con forza su altalene ecc..
  5. Star bene! Il bambino può ricorrere all’autostimolazione semplicemente perché lo fa star bene. Favorisce, infatti, il rilascio di neurotrasmettitori del benessere (dopamina) e quindi ha un effetto rilassante a livello del Sistema Nervoso

 

L’autostimolazione può manifestarsi in varie forme, ma di solito consiste in pattern sensoriali ripetitivi e ritmici che coinvolgono uno o più di questi sensi:

Vestibolare: dondolare, camminare avanti e indietro, ruotare la testa, girare su stessi, ecc…

Propriocettivo: sfarfallare le mani, toccare parti del corpo, inciampare o sbattere volontariamente contro oggetti, premere o pizzicare parti del corpo, sbattere la testa, far schioccare le dita, mordersi, ecc…

Tattile: usare “fidget toys”, sfregare la pelle, leccarsi, graffiarsi, mordersi, toccare qualunque cosa, ecc…

Visivo: guardare ventilatori, sorgenti luminose, pattern visivi (onde, foglie, sabbia che cade, luci a intermittenza, interruttori, ecc…)

Uditivo: sbattere gli oggetti, tamburellare, vocalizzare, cantare, ascoltare suoni ripetitivi, ecc…

Olfattivo: Annusare oggetti prima di giocarci, annusare capelli, annusare il cibo prima di mangiarlo, odori del corpo ecc…

Le stereotipie rappresentano, dunque, un modo comune per bloccare una stimolazione sensoriale quando l’individuo percepisce le sensazioni come spiacevoli o sta andando in sovraccarico. Di conseguenza, in queste condizioni si assisterà spesso ad un incremento nel comportamento autostimolatorio. Rappresentano un mezzo per calmare e “organizzare” il sistema nervoso in un contesto di eccessiva stimolazione. Per questo motivo, NON BISOGNA MAI INTERROMPERE L’AUTOSTIMOLAZIONE quando il bambino sta cercando di “regolarsi”. Essa costituisce lo strumento principale di coping di cui dispone per far fronte a richieste sensoriali per lui insostenibili.

In passato, si pensava che le stereotipie andassero bloccate perché facevano apparire il bambino “anormale” o lo distraevano dall’apprendimento. Venivano semplicemente etichettate come un comportamento negativo, troppo “autistico”. Invece, dopo che molti adulti autistici ci hanno spiegato le varie funzioni a cui lo stimming assolve e quanto sia importante per regolare il loro Sistema Nervoso, siamo riusciti finalmente a capire che l’autostimolazione rappresenta per loro un’attività fondamentale.

In realtà, tutti ci stimoliamo per regolare il nostro Sistema Nervoso. Mangiamo le unghie, attorcigliamo i capelli, dondoliamo, facciamo schioccare le dita, battiamo i piedi, mastichiamo chewing gum, scarabocchiamo e altre forme di autostimolazioni.

Anche fumare le sigarette può rientrare in un pattern comportamentale di stimolazione sensoriale. Noi ci serviamo di questi comportamenti per attivarci quando siamo in una condizione di ipo-arousal, o per calmarci quando, invece, siamo in una situazione di iper-arousal. Pensate, ad esempio, a quali stereotipie usate voi. Potrebbe aiutarvi a comprendere perché questi comportamenti siano così importanti per gli individui nello Spettro. L’unica differenza è che il Sistema nervoso dei bambini autistici è molto più fragile e disorganizzato, per cui necessita in misura decisamente maggiore di autostimolazione.

Dunque, lo stimming è un comportamento che va considerato “NORMALE”, in quanto è vitale per gli individui nello Spettro. Il tipo e l’intensità della stimolazione sono variabili e da questo può dipendere il fatto che, in pubblico, l’individuo attiri l’attenzione di chi lo guarda. Il bambino può sfarfallare le mani quando è eccitato o quando è ansioso e questo può dare nell’occhio. Oppure può cominciare a camminare in cerchio quando si trova in un ambiente caotico che lo mette a disagio. Cercare di fermarlo lo rende vulnerabile e incapace di far fronte ad un Sistema Nervoso disorganizzato.

Nella maggior parte dei casi, le stereotipie non danneggiano nessuno, quindi il vero problema risiede nella loro accettazione da parte di chi vi assiste. La maggior parte di noi pensa che le autostimolazioni debbano essere accettate e rispettate, ma molte persone, incluse alcune nello Spettro, vorrebbero non essere oggetto dell’attenzione altrui, a causa di queste. Se l’individuo arriva a decidere di interrompere una stereotipia per il timore del giudizio degli altri, deve essere incoraggiato a sostituire quella specifica forma di autostimolazione con un’altra meno evidente, ma che assolva alla stessa funzione.

Per quanto riguarda, invece, la credenza secondo la quale lo stimming ostacolerebbe l’apprendimento, sappiamo già che, affinché il bambino sia in grado di concentrarsi e apprendere, il suo Sistema Nervoso deve essere in una condizione di arousal ottimale (ovvero pronto ad apprendere). Ma se il bambino è ansioso e in uno stato di iper o ipo-arousal, non può focalizzarsi, per cui può aver bisogno di autostimolarsi per organizzare il suo Sistema Nervoso e mettersi nelle condizioni di poter apprendere. Nel corso degli anni, abbiamo capito che un bambino che scarabocchia, si dondola, giocherella, ecc…è in grado di ascoltare e recepire informazioni. Molte persone sono rimaste sorprese nello scoprire che il bambino che appare isolato nel suo mondo di autostimolazione, in realtà ascolta e impara. Infatti, è proprio lo stimming che gli consente di rimanere regolato, focalizzato e attento. Interrompere questa attività avrà un effetto disregolante sul suo Sistema Nervoso.

Un altro elemento molto importante che dobbiamo comprendere è che per un autistico, decidere consapevolmente di interrompere le proprie stereotipie, richiede uno sforzo considerevole, che inibisce la sua capacità di mantenere il focus e lo priva di energie mentali fondamentali. Di conseguenza, non solo il suo Sistema Nervoso si disregola, ma l’individuo diventa ancora più ansioso, poiché sta cercando intensamente di sopprimere proprio lo strumento di cui ha bisogno per fronteggiare l’ansia. Tutto questo, non solo è estremamente intrusivo e invalidante per il bambino, ma rende ancora più difficoltoso l’apprendimento.

Questo articolo sarà pubblicato nel libro in imminente uscita, “The Autism Discussion Page on stress, anxiety, shutdowns and meltdowns”

Traduzione a cura di Erika Certosino

 

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