Il modello DIR® e DIRFloortime®
Comprendere davvero come si costruisce lo sviluppo
Il modello DIR® (Developmental, Individual differences, Relationship), sviluppato da Stanley Greenspan e Serena Wieder, è un modello evolutivo basato su evidenze neuroscientifiche e cliniche che descrive come nasce e si organizza lo sviluppo umano nelle sue fondamenta più profonde.
Non si limita a osservare ciò che il bambino fa. Si concentra su come quel comportamento diventa possibile.
Quando guardiamo un bambino, è naturale chiederci:
- parla o non parla?
- ascolta o non ascolta?
- gioca o non gioca?
Ma queste sono solo espressioni finali di un processo molto più complesso.

Il modello DIR ci permette di osservare ciò che sta sotto:
- come il bambino regola il proprio corpo e le proprie emozioni
- come entra e mantiene la relazione
- come costruisce intenzioni comunicative
- come attribuisce significato all’esperienza
È qui che si costruiscono davvero comunicazione, apprendimento e pensiero.
Cosa significa DIR
DIR è l’integrazione dinamica di tre sistemi, che funzionano sempre insieme:
D – Developmental (Sviluppo)
Non indica una lista di abilità, ma l’architettura evolutiva delle capacità.
Il modello descrive una progressione di capacità emotivo-funzionali (FEDC), che rappresentano come il bambino:

- si regola e presta attenzione
- entra in relazione
- comunica in modo intenzionale
- costruisce scambi reciproci
- sviluppa sequenze di interazione complesse
- arriva al pensiero simbolico e astratto
Queste capacità sono supportate da reti neurobiologiche che coinvolgono regolazione, integrazione sensoriale, sistemi attentivi e processi socio-emotivi (Schore, 2012; Porges, 2011).
I – Individual Differences (Differenze individuali)
Ogni bambino elabora il mondo in modo unico.
Questo riguarda:
- processamento sensoriale (iper/ipo-reattività, ricerca, evitamento)
- organizzazione motoria e posturale
- modulazione emotiva
- profilo attentivo
Queste differenze non sono dettagli secondari.
Sono il modo attraverso cui il bambino può o non può accedere all’esperienza.
La letteratura sulla processazione e integrazione sensoriale (ad es. A. Jean Ayres; Schaaf & Mailloux, 2015) mostra chiaramente come queste componenti influenzino direttamente comportamento, relazione e apprendimento.
R – Relationship (Relazione)
La relazione non rappresenta uno sfondo in cui avviene lo sviluppo ma è il sistema attraverso cui lo sviluppo prende forma e si organizza.
Nei primi anni di vita, il bambino non possiede ancora una regolazione autonoma sufficientemente stabile: è all’interno della relazione che il suo sistema nervoso trova organizzazione, modulazione e continuità.
Attraverso l’interazione con l’adulto, il bambino costruisce progressivamente la capacità di:
- regolare i propri stati fisiologici ed emotivi
- orientare e mantenere l’attenzione
- generare intenzioni comunicative
- attribuire significato alle esperienze
Questi processi non avvengono “dopo” la relazione, ma dentro la relazione, momento per momento.
La ricerca nelle neuroscienze dello sviluppo, come evidenziato da Daniel J. Siegel e Ruth Feldman, mostra come le esperienze interattive precoci contribuiscano direttamente all’organizzazione dei sistemi neurobiologici coinvolti nella regolazione, nella comunicazione e nella costruzione del pensiero.
In questa prospettiva, la relazione non è un facilitatore dello sviluppo: è la matrice attraverso cui lo sviluppo diventa possibile.
Un sistema integrato, non tre parti separate
Nel DIR, sviluppo, differenze individuali e relazione non si sommano. Si co-organizzano continuamente.
Questo significa che:
- una difficoltà sensoriale può interferire con la relazione
- una relazione non sintonizzata può ostacolare la comunicazione
- una richiesta evolutiva non adeguata può bloccare l’apprendimento
Lo sviluppo emerge solo quando questi tre sistemi lavorano insieme.
Lo sviluppo non è una lista di abilità
Uno degli errori più comuni è pensare allo sviluppo come a una sequenza di competenze da insegnare.
Ma un bambino può:
- dire parole senza usarle in modo comunicativo
- eseguire compiti senza comprenderne il significato
- imitare senza essere realmente coinvolto
Il modello DIR si concentra su:
- come le capacità si costruiscono
- quanto sono integrate e flessibili
Perché è questo che rende le competenze:
- generalizzabili
- stabili nel tempo
- realmente funzionali
Le capacità evolutive: la struttura invisibile
Il modello descrive una progressione di capacità che costituiscono la base di tutto lo sviluppo:
- regolazione e attenzione condivisa
- coinvolgimento relazionale
- comunicazione intenzionale
- reciprocità (scambi a due vie)
- sequenze interattive complesse
- costruzione di idee e pensiero simbolico
Queste capacità:
- non sono rigide
- non sono lineari
- non si sviluppano tutte allo stesso ritmo
Il lavoro clinico consiste nel comprendere:
- “dove” il bambino si trova durante l’interazione con l’adulto
- cosa sta cercando di costruire
- cosa può essere sostenuto in quel momento
Floortime: la pratica clinica del modello
Il Floortime non è semplicemente “giocare con il bambino”.
È una modalità di intervento altamente intenzionale e basata su evidenze (Solomon et al., 2014; Casenhiser et al., 2013).
Significa:
- entrare nel mondo del bambino
- partire dai suoi interessi
- costruire interazioni significative
L’adulto non è passivo, ma attivamente coinvolto nel modulare l’esperienza.
Attraverso:
- tono della voce
- espressione corporea
- ritmo
- timing
- qualità dell’affetto
sostiene il bambino nel:
- coinvolgersi
- rispondere
- iniziare interazioni
- mantenerle nel tempo
- espanderle
Non si tratta di lasciare fare. Non si tratta di dirigere.
Si tratta di co-costruire l’esperienza.
Perché è un approccio profondo (e non superficiale)
Il modello DIR lavora su ciò che rende possibile il comportamento:
- regolazione sensoriale ed emotiva
- organizzazione dell’esperienza
- qualità della relazione
- costruzione del significato
Questi sono i sistemi che, secondo la ricerca neuroscientifica, sostengono lo sviluppo di:
- linguaggio
- funzioni esecutive
- apprendimento
- competenze sociali
Quando queste basi si rafforzano, anche ciò che si vede cambia — ma in modo più stabile e integrato.
DIR e autismo
Nel caso di Disturbo dello Spettro Autistico, il modello DIR è particolarmente rilevante perché:
- considera il profilo individuale del bambino, evitando interventi standardizzati
- lavora sulle basi della comunicazione, non solo sulle abilità osservabili
- integra regolazione, relazione e significato
Studi clinici (Solomon et al., 2014; Dionne & Martini, 2011) mostrano miglioramenti significativi in:
- interazione sociale
- comunicazione
- coinvolgimento
Il nostro approccio
Nel nostro lavoro, il modello DIR/Floortime viene integrato con il lavoro sul corpo e sul processamento sensoriale.
Questo significa intervenire non solo nella relazione, ma anche nelle condizioni che la rendono possibile:
- organizzazione sensoriale
- regolazione del corpo
- qualità dell’azione nello spazio e condivisa con l’altro
È da questa integrazione che nasce il nostro approccio.
| Elemento | Cosa significa | Perché è fondamentale |
|---|---|---|
| Sviluppo (D) | Architettura delle capacità evolutive | Permette interventi adeguati e non casuali |
| Differenze individuali (I) | Profilo sensoriale, sensori- motorio, emotivo, cognitivo | Spiega come il bambino può partecipare |
| Relazione (R) | Sistema interattivo affettivo dentro cui avviene dello sviluppo | È il motore del cambiamento |
| Floortime | Applicazione pratica del modello | Trasforma l’interazione in sviluppo |
| Obiettivo | Costruire capacità integrate a partire dalle base della regolazione | Garantisce stabilità e generalizzazione |
Il modello DIR/Floortime non semplifica lo sviluppo. Lo rende comprensibile nella sua complessità.
Permette di vedere il bambino non per ciò che manca, ma per come sta cercando di organizzare il proprio sviluppo.
È da questa prospettiva che diventano possibili cambiamenti profondi e duraturi.
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