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Il nostro approccio

SPINPlay© significa Sensory Processing IN Play. È la cornice neuroevolutiva sviluppata dalla Dott.ssa Rossana Giorgi per leggere il funzionamento del bambino dentro il gioco, il corpo, la relazione e il contesto. Non propone esercizi uguali per tutti: parte da ciò che il bambino porta e da ciò che riesce realmente a sostenere.

La cornice clinica del Centro

Che cos’è SPINPlay©

SPINPlay© è una cornice clinica e formativa integrata. Utilizza l’esperienza sensoriale incarnata, il gioco e l’azione per sostenere regolazione, integrazione, partecipazione e sviluppo. Il suo contesto privilegiato è il gioco libero interpersonale child-led: il bambino resta il leader dell’esperienza e può iniziare, ripetere, interrompere, trasformare o ampliare il gioco.

Il professionista non impone dall’esterno un’attività prestabilita. Osserva, si sintonizza, diventa partner del gioco e adatta presenza, ritmo, spazio, materiali e richieste. Il setting è quindi un ecosistema sensoriale e relazionale che si adatta al bambino, non il contrario.

La domanda non è soltanto “che gioco è?”, ma: che cosa sta cercando il bambino attraverso questo gioco, dentro questa relazione, con questo profilo sensori-motorio e con questo partner?
01

Il bambino è protagonista

Interessi, iniziative, segnali corporei e comunicativi orientano l’esperienza. L’adulto sostiene senza sostituirsi.

02

Il gioco ha una funzione

Non viene classificato solo dal materiale o dal tema: si osserva che cosa permette al bambino di organizzare e condividere.

03

Corpo, relazione e ambiente dialogano

Stato, affetto, processazione sensoriale, postura, prassia, comunicazione e qualità della relazione vengono letti insieme.

Che cosa osserviamo

Ogni episodio di gioco è letto come una configurazione dinamica tra sviluppo funzionale-emotivo, profilo sensori-motorio, prassia, possibilità offerte dal setting e ruolo del partner. L’obiettivo non è assegnare un’etichetta al bambino, ma comprendere quali condizioni rendono possibile una maggiore organizzazione e partecipazione.

Il contributo di PROOF

Nella lettura del gioco incarnato, SPINPlay© prende come riferimento concettuale PROOF — Professional Reasoning and Reflection on Observation: An Organizational Framework, sviluppato da Lisa M. Porter insieme a Cara Sheekey, Emma Brady e Breanne Kearney. PROOF aiuta il professionista a organizzare l’osservazione di prassia, postura e sviluppo socio-emotivo, considerando anche la processazione sensoriale e il proprio modo di entrare nella relazione. In SPINPlay© questo riferimento sostiene alcune domande cliniche sull’embodied play, all’interno di una cornice e di strumenti sviluppati autonomamente da Rossana Giorgi. Approfondisci PROOF.

Una delle basi teoriche

Il modello DIR® e DIRFloortime®

DIR® è un modello per comprendere lo sviluppo e l’apprendimento della persona nella loro globalità. Non è una sequenza di esercizi e non separa rigidamente area motoria, comunicativa, cognitiva ed emotiva.

D

Developmental

Considera il percorso evolutivo e le capacità funzionali emotive che il bambino può raggiungere e sostenere.

I

Individual-differences

Osserva il modo unico in cui ogni bambino percepisce, regola, comprende e risponde al mondo, includendo aspetti sensoriali, motori, comunicativi e corporei.

R

Relationship-based

Utilizza relazioni affettivamente significative e rispettose per sostenere partecipazione, comunicazione e sviluppo.

DIRFloortime® è l’applicazione pratica dei principi DIR®. “Floortime” non significa semplicemente giocare sul pavimento: significa incontrare il bambino al suo livello di sviluppo, seguire la sua iniziativa e costruire interazioni sempre più ricche, adattate al suo profilo individuale. In SPINPlay©, DIR® e DIRFloortime® costituiscono una cornice di riferimento importante, ma non esauriscono l’intero approccio.

Una spiegazione rispettosa e concreta

DIRFloortime® e autismo

Un bambino autistico non è definito soltanto dalla diagnosi e non esiste un unico profilo di autismo. Per questo il lavoro non parte dall’idea di “normalizzare” il comportamento, né dalla promessa di eliminare l’autismo. Parte dalla comprensione di come quel bambino comunica, entra in relazione, usa il corpo, organizza le informazioni sensoriali, affronta le novità e partecipa alla vita quotidiana.

Quando è indicato nel progetto clinico, DIRFloortime® può sostenere aree come coinvolgimento, attenzione condivisa, reciprocità, intenzionalità, comunicazione, gioco e flessibilità. Le proposte vengono adattate al livello di sviluppo e ai modi di comunicare del bambino, anche quando utilizza gesti, corpo, immagini o Comunicazione Aumentativa Alternativa.

La famiglia non è chiamata a diventare “terapista”, ma viene aiutata a riconoscere i segnali del bambino e a costruire momenti quotidiani più accessibili e reciproci. La scelta degli interventi deve sempre derivare da una valutazione individualizzata, essere condivisa con la famiglia e integrarsi, quando necessario, con il lavoro dell’équipe. Nessun singolo metodo è adatto a ogni bambino.

Ciò che osserviamo nel gioco e nella vita quotidiana

Corpo, sensi e regolazione nel gioco

Nel lavoro clinico esistono termini specifici, ma in una pagina rivolta anche alle famiglie è più utile spiegare che cosa osserviamo concretamente. In SPINPlay© consideriamo insieme il modo in cui il bambino riceve e organizza le sensazioni, usa il corpo, costruisce un’azione e riesce a partecipare alla relazione e al gioco.

Non leggiamo quindi un comportamento come un fatto isolato. Ci chiediamo che cosa stia accadendo, in quel momento, nell’incontro tra il bambino, il suo corpo, l’ambiente e la persona che gioca con lui.

L’esperienza sensoriale

Osserviamo come il bambino risponde alle informazioni che arrivano dal corpo e dall’ambiente e come riesce a utilizzarle per orientarsi, giocare, comunicare e stare con l’altro. Non cerchiamo una risposta “perfetta”, ma condizioni che rendano la partecipazione più possibile e significativa.

Regolazione e co-regolazione

Per giocare, comunicare e apprendere il bambino ha bisogno di uno stato sufficientemente organizzato. La presenza di un adulto disponibile, prevedibile e sintonizzato può aiutarlo a ritrovare equilibrio e sicurezza senza forzarlo.

Prassia e organizzazione dell’azione

Osserviamo come il bambino immagina, pianifica e realizza azioni nuove: come usa il corpo e lo spazio, avvia un’idea, la porta avanti, affronta un imprevisto e trasforma il gioco insieme al partner.

Dall’osservazione al progetto su misura

Come nasce una scelta clinica

In SPINPlay© non applichiamo una ricetta già pronta. L’esperienza clinica consiste nel cogliere anche i segnali più sottili, metterli in relazione tra loro e trasformarli in scelte motivate, comprensibili e adatte a quel bambino, in quel momento.

  1. Leggiamo ciò che accade. Non ci fermiamo a “che cosa fa” il bambino: osserviamo il suo stato, il corpo, l’iniziativa, il modo di giocare e comunicare, la relazione e ciò che l’ambiente gli richiede.
  2. Costruiamo un’ipotesi clinica. Mettiamo insieme questi segnali per comprendere che cosa il bambino stia cercando, che cosa lo aiuti a organizzarsi e in quale punto l’esperienza diventi troppo difficile o faticosa.
  3. Creiamo le condizioni adatte. Regoliamo presenza dell’adulto, ritmo, spazio, materiali, distanza e richieste affinché il bambino possa sentirsi sufficientemente sicuro, coinvolgersi e utilizzare le proprie risorse.
  4. Entriamo nel gioco con intenzione. Seguire il bambino non significa semplicemente “lasciarlo fare”: significa riconoscere quando attendere, quando rispondere e quando ampliare delicatamente l’esperienza per aprire nuove possibilità.
  5. Verifichiamo e affiniamo. Osserviamo che cosa cambia nel singolo momento, durante il percorso e nella vita quotidiana. Ogni risposta del bambino ci aiuta a confermare, correggere o rendere più precisa l’ipotesi iniziale.

Un ragionamento clinico che resta aperto

La qualità del lavoro non dipende dal numero di tecniche utilizzate, ma dalla precisione con cui sappiamo scegliere, dosare e modificare ogni intervento. Per questo le nostre ipotesi non diventano mai etichette: vengono documentate, condivise e riviste alla luce di ciò che il bambino ci mostra.

Percorso distintivo del Centro

SPINPlay© nel trattamento intensivo

Il trattamento intensivo concentra il lavoro in un periodo definito, con frequenza e organizzazione stabilite dopo la valutazione. Non significa aumentare semplicemente il numero di esercizi: significa offrire continuità, osservare il bambino in più momenti ravvicinati e adattare con precisione setting, supporti e obiettivi.

Il percorso viene costruito sul profilo individuale del bambino, con obiettivi funzionali condivisi, monitoraggio del processo e coinvolgimento della famiglia. L’indicazione, la durata e la sostenibilità vengono valutate caso per caso.

Scopri il trattamento intensivo
Trasparenza professionale

Che cosa SPINPlay© è — e che cosa non è

  • È una cornice clinica e formativa sviluppata da Rossana Giorgi e utilizzata per organizzare osservazione, ragionamento clinico e progettazione dell’intervento.
  • È informata da DIR®, DIRFloortime®, processazione sensoriale, prassia ed embodied play; la lettura dell’embodied play è anche PROOF-informed.
  • Non è un test diagnostico, non produce diagnosi e non sostituisce valutazioni formali o strumenti standardizzati.
  • Le griglie SPINPlay© sono strumenti di documentazione clinica in sviluppo: affidabilità e validità come misure di esito richiedono ancora studi specifici.
  • SPINPlay© integra questi riferimenti in una propria architettura clinica e formativa, sviluppata da Rossana Giorgi.

Riferimenti essenziali: ICDL – che cos’è DIR® · PROOF – framework e autrici · NICE CG170 – autismo nei minori: supporto e gestione.

Da dove iniziare

Ogni percorso parte da una domanda concreta e dall’osservazione del profilo individuale. Un colloquio permette di comprendere il bisogno, chiarire le possibilità e valutare insieme il passo successivo.