8 Agosto 2018

L’IMPORTANZA DEI RIFLESSI PRIMITIVI NELL’APPRENDIMENTO (SECONDA PARTE)

Come abbiamo visto nel precedente articolo, i riflessi primitivi sono movimenti automatici stereotipati diretti dal tronco encefalico, che non richiedono un coinvolgimento corticale (cioè il pensiero). Sono necessari per la sopravvivenza e lo sviluppo nell’utero e durante i primi mesi di vita, ma, quando i centri cerebrali più sofisticati cominciano a maturare, diventano un fattore di disturbo, per cui è importante che vengano integrati, al fine di consentire lo sviluppo di un’appropriata organizzazione neurologica.

Per descrivere il ruolo dei riflessi nel funzionamento sia dei bambini neurotipici che in quelli neurodiversi, la Dott.ssa Svetlana Masgutova fa riferimento ad una funzione di protezione “positiva” o “negativa“. Quando un neonato spaventato piange per chiedere aiuto, o un lattante punta i piedi cercando di raggiungere il pavimento, mentre sua madre lo mette per terra, il sistema dei riflessi sta funzionando in modo positivo. I riflessi coinvolti sono maturati e la percezione sensoriale funziona in modo corretto: il tronco encefalico “riconosce” gli stimoli e organizza le risposte motorie protettive senza alcun elemento di disturbo.

L’attivazione naturale di una risposta motoria riflessa comincia con lo sviluppo di una tensione nei muscoli coinvolti e termina con il rilasciamento di quella tensione nel movimento. Se una risposta riflessa viene ostacolata a causa di una limitazione nel movimento, o per paura, o perché il bambino viene costretto a stare seduto e a prestare attenzione, può perdere la sua connessione con la stimolazione sensoriale originaria e può non manifestarsi come una risposta motoria appropriata, per cui la tensione muscolare persiste. In altri casi, invece, la connessione sensori-motoria può essere troppo intensa, portando ad una risposta motoria eccessiva, oppure troppo debole, determinando scarso tono muscolare.

Una “protezione negativa” è presente quando un riflesso non matura neurologicamente e persiste una risposta riflessa disfunzionale per un periodo di tempo superiore a quello in cui è necessaria o utile. Ad esempio, un Riflesso di Prensione Palmare non integrato può determinare un’impugnatura inappropriata. Oppure un Riflesso Tonico Asimmetrico Cervicale ancora attivo comporta la necessità di tendere i muscoli del braccio e della spalla per evitare che il braccio si estenda mentre si scrive sul lato destro del foglio e crea difficoltà ad attraversare la linea mediana. O ancora, un bambino con un Riflesso Tonico Simmetrico Cervicale trattenuto ha difficoltà nello star seduto e può avvolgere le sue caviglie intorno alle gambe della  sedia, per evitare che le sue ginocchia si estendano quando le sue braccia sono piegate. Tutte queste compensazioni non solo sottraggono energie che dovrebbero essere impiegate per portare a termine il compito da svolgere, ma impediscono, inoltre, uno sviluppo motorio fisiologico.

Qualunque tipo di fattore stressante può scatenare una protezione negativa: scarso sviluppo motorio dovuto ad una mancanza di movimento (troppo tempo trascorso in seggiolini per le auto e in altri dispositivi che limitano il movimento, interventi medici come ingessature usate nella displasia dell’anca), problemi durante la gravidanza o alla nascita, malattie, incidenti, traumi emotivi, anche una condizione di stress cronico nella vita quotidiana. Una protezione negativa si manifesta con tensione muscolare, impulsività e risposte primitive che bloccano l’auto-regolazione e lo sviluppo di abilità. Nei casi in cui si verifica uno sviluppo altamente disfunzionale o patologico dei riflessi, si assiste alla comparsa di sintomi più severi, come pattern di movimento stereotipati o caotici, spasticità/ipertonicità degli arti o uno scarso tono muscolare che persiste cronicamente. Lo sviluppo si arresta e i processi di elaborazione nella neocorteccia vengono bypassati poiché il sistema dei riflessi, guidato dal tronco encefalico, assume il controllo del comportamento.

In uno studio condotto su quasi 3000 bambini di età compresa tra un mese e 18 anni, la Dott.ssa Masgutova ha trovato una correlazione significativa tra la presenza di riflessi non integrati e specifici ritardi evolutivi. In particolare furono riscontrati:

  • difficoltà di memorizzazione: correlate alla persistenza del Riflesso Tonico Asimmetrico Cervicale (ATNR)
  • difficoltà nel passaggio da operazioni concrete al pensiero logico e astratto: correlate alla persistenza del Riflesso Tonico Simmetrico Cervicale (STNR)
  • ADHD: correlato alla persistenza dei riflessi ATNR, STNR, di Galant, di Perez
  • Allergie e ipersensibilità ad alcuni alimenti: correlate alla persistenza del Riflesso di Perez
  • Enuresi, difficoltà nel controllo vescicale: correlate alla persistenza del Riflesso Spinale di Galant

 

Nel precedente articolo abbiamo parlato del Riflesso di Retrazione e del Riflesso di Moro, due riflessi che hanno un grande impatto da un punto di vista emotivo sia sul bambino che sull’adulto. Altri riflessi che si riscontrano più comunemente sono:

  • Riflesso Tonico Asimmetrico Cervicale (ATNR)

  • Riflesso Tonico Simmetrico Cervicale (STNR)

  • Riflesso Tonico labirintico (TLR)

  • Riflesso Spinale di Galant

  • Riflesso di Prensione Palmare

 

RIFLESSO TONICO ASIMMETRICO CERVICALE (ATNR)

 

Il riflesso Tonico Asimmetrico Cervicale è sicuramente il più importante dei riflessi cosiddetti della “linea mediana”, ovvero i riflessi che coinvolgono entrambi i lati del corpo.

Molti bambini con difficoltà di lettura e di scrittura presentano riflessi primitivi trattenuti che possono ostacolare la cooperazione dei due emisferi cerebrali e la visione binoculare. I movimenti del neonato sono omolaterali (ad esempio il bambino muove una metà del corpo indipendentemente dall’altra). La cooperazione tra i due emisferi è minima e le connessioni nervose attraverso il corpo calloso non sono sviluppate.

Quando il bambino inizia a muoversi in modo da coinvolgere entrambi gli emisferi contemporaneamente, le connessioni nervose vengono stimolate. Ad esempio, questo accade quando passa gli oggetti da una mano all’altra, o gattona.

Una buona abilità di lettura dipende da uno scambio efficace di informazioni attraverso il corpo calloso.

Il Riflesso Tonico Asimmetrico Cervicale emerge dopo circa 18 settimane dal concepimento, nell’utero materno, e dovrebbe scomparire circa 6 mesi dopo la nascita.

Quando il neonato ruota la testa da un lato, il braccio e la gamba corrispondenti al lato verso il quale la testa è girata si estendono, mentre gli arti opposti si flettono.

Durante la vita intrauterina, l’ATNR agevola i movimenti del feto (il tipico scalciare) e fornisce la stimolazione necessaria per lo sviluppo del tono muscolare e del sistema vestibolare. Si ritiene che, insieme ad altri riflessi (Riflessi di Galant e di Perez), assista il neonato durante il processo della nascita, aiutandolo ad assumere la posizione corretta. L’ATNR, infatti, fornisce flessibilità alle spalle e alle anche quando viene esercitata pressione sul collo, mentre il Riflesso Spinale di Galant e quello di Perez rispondono alla pressione esercitata dalle pareti vaginali a livello della regione lombare. Se la nascita avviene troppo rapidamente (parto precipitoso), o il bambino è bloccato nel canale del parto ed è necessario ricorrere all’uso del forcipe o della ventosa o ad un parto cesareo in emergenza, è possibile sia che l’ATNR non sia sufficientemente sviluppato, o che la posizione del bambino gli impedisca di essere utilizzato in modo efficiente. Questo può comportare, successivamente, conseguenze su un’appropriata integrazione di questo riflesso.

“Il Riflesso Tonico Asimmetrico Cervicale non solo contribuisce al processo del parto, ma è rafforzato da esso. Questa può essere una delle ragioni per cui i bambini nati con parto cesareo risultano essere più a rischio di ritardo nel neurosviluppo” (Sally Goddard).

Nelle prime settimane di vita, l’ATNR si può vedere facilmente quando il bambino ruota la testa da un lato. Se il bambino viene messo in posizione prona, esso interviene determinando un’automatica rotazione della testa da un lato, assicurando la pervietà delle vie aeree.

“Sembra possibile che alcuni riflessi siano fondamentali per la sopravvivenza durante i primi mesi di vita e che il Riflesso di Moro e il Riflesso Tonico Asimmetrico Cervicale immaturi possano essere un fattore significativo nei casi di “morte in culla” (SIDS o “Sudden Infant Death Syndrome”)- il primo dei riflessi, in quanto dovrebbe fornire un meccanismo di attivazione istantaneo, e il secondo perché impedisce che il bambino rimanga con il viso schiacciato quando dorme prono”. (Goddard 1989,90,91).

Questo riflesso, dunque, fa sì che il bambino muova le braccia e le gambe in funzione dei movimenti della testa. Questi movimenti sono omolaterali (cioè il bambino muove una metà del corpo separatamente e stimola gli emisferi cerebrali separatamente). Modificazioni graduali in questi movimenti aiutano il bambino ad integrare questo riflesso: questo avviene ad esempio, quando il bambino è sdraiato sulla schiena e flette le braccia o le gambe, seguendo con gli occhi le dita delle mani o dei piedi e mettendole in bocca. Oppure quando sdraiato in posizione prona, solleva la testa e il torace e afferra oggetti e portandoli alla bocca.

Inoltre, i movimenti che il bambino compie per integrare questo riflesso allenano la sua visione binoculare (l’abilità degli occhi di cooperare) e la sua abilità di seguire con gli occhi oggetti in movimento.

De Myer (1980) descrisse il Riflesso Tonico Asimmetrico Cervicale come “la prima forma di coordinazione oculo-manuale a svilupparsi”

Alla nascita, il neonato è molto miope e può mettere a fuoco ad una distanza di circa 12-17 cm dal viso- la stessa distanza che è usata nell’allattamento. I movimenti che si verificano all’interno del suo campo visivo, come i movimenti delle sue mani, lo affascinano. Quando l’ATNR è attivo, la rotazione della testa determina un’estensione del braccio, con gli occhi che seguono le dita nella stessa direzione. Il bambino non è consapevole del fatto che le sue mani fanno parte di lui; occhi, mani e testa sono come “agganciati” in un unico movimento, che pone la mano in una nuova posizione dalla quale può essere vista e aiuta a estendere il focus da una distanza ravvicinata alla lunghezza del braccio.

In un breve periodo in tempo, la mano del bambino viene a contatto con gli oggetti, permettendogli di sentire e vedere quanto questi siano lontani da essa. Movimento, visione e tatto si combinano così gettando le basi per l’accomodazione (la capacità di mettere a fuoco a distanze diverse). Anche i primi tentativi di cercare di raggiungere degli oggetti sono aiutati dall’ATNR.

Quando il riflesso viene inibito (circa 6 mesi di vita), i movimenti degli occhi e delle mani diventano liberi da quelli della testa e questo consente una maggiore stabilità dell’immagine visiva sulla retina.

Un appropriato sviluppo della coordinazione oculo-manuale è fondamentale per la lettura e la scrittura. Se l’ATNR rimane attivo può ostacolare la coordinazione occhio-mano necessaria per scrivere attraverso la pagina, per seguire il rigo in un testo, per copiare dalla lavagna e per attraversare la linea mediana del corpo.

La linea mediana è una linea verticale immaginaria che passa attraverso il centro del corpo e lo divide in due metà uguali. Un bambino che ha difficoltà ad attraversare la linea mediana, non sarà in grado di eseguire compiti che richiedono alla mano destra di lavorare sul lato sinistro del corpo e viceversa. È inoltre difficile per loro svolgere compiti che richiedono l’uso combinato delle mani e ciò è dovuto al fatto che i due emisferi cerebrali non comunicano tra di loro in modo appropriato. Ad esempio, l’equilibrio del bambino viene influenzato quando ruota la testa da un lato, rendendogli difficile imparare ad andare in bicicletta. Oppure, quando ruota la testa verso destra, il braccio e le dita della mano destra si estendono e fa cadere facilmente oggetti per terra. Quando scrive, compensa impugnando e premendo con forza sulla matita o la penna, e questo va a scapito della scrittura.

I bambini con ATNR trattenuto appaiono ambidestri e usano entrambe le mani perché non sono in grado di attraversare la linea mediana e non hanno sviluppato la dominanza manuale. Questo causa problemi in compiti che richiedono abilità di motricità fine o destrezza manuale.

Anche la lettura implica che gli occhi attraversino la linea mediana mentre si spostano da un lato all’altro della pagina, da una frase all’altra, da un paragrafo all’altro. I bambini che hanno un ATNR ancora attivo e che non riescono ad attraversare la linea mediana, tendono ad esitare o perdono il segno quando gli occhi si spostano dalle parole che si trovano di fronte al lato sinistro del corpo a quelle che si trovano sul lato destro perché questo movimento richiede una comunicazione tra i due emisferi.

 

SEGNI DI UN RIFLESSO TONICO ASIMMETRICO CERVICALE TRATTENUTO

 

CARATTERISTICHE MOTORIE

 

  • Difficoltà ad attraversare la linea mediana del corpo

  • Mancanza di lateralizzazione, lateralità mista

  • Difficoltà nel lanciare e afferrare una palla

  • Difficoltà di equilibrio, goffaggine

  • Evitano sport e attività fisiche

 

CARATTERISTICHE VISIVE

 

  • Difficoltà nel tracking visivo, specialmente nella lettura

  • Difficoltà nel copiare dalla lavagna

  • Astigmatismo

  • A volte Strabismo

 

Gli adulti possono presentare gli spessi problemi visivi. Più spesso, si riscontrano dolori nella parte posteriore del collo, delle spalle, della schiena e delle anche.

 

ALTRE CARATTERISTICHE

 

  • Difficoltà a mettere per iscritto i propri pensieri; non riescono a pensare e a scrivere allo stesso tempo

  • Difficoltà di scrittura; cambiano mano mentre scrivono

  • Problemi di apprendimento a scuola nella lettura e in matematica

  • Inversione di lettere e numeri

 

Sebbene il Riflesso Tonico Asimmetrico Cervicale venga inibito intorno ai sei mesi di vita, può temporaneamente riapparire se l’equilibrio o la postura diventano instabili, fino a quando non vengono ripristinati. Questo si può osservare in varie fasi dello sviluppo motorio, quando il bambino acquisisce nuove abilità posturali come star seduto o in piedi: il riflesso può riemergere per un breve periodo di tempo, fino a quando la nuova abilità non si è consolidata.

Talvolta, anche in età adulta, può essere rilasciato intenzionalmente dal controllo corticale per supportare l’esecuzione di una specifica abilità che comporti lo spostamento dell’equilibrio su un lato. È stato dimostrato che, ad esempio, può essere deliberatamente utilizzato da una ballerina, da un atleta nel salto con l’asta o da un arciere per compiere determinati movimenti.

Questo dimostra come, nonostante i riflessi vengano integrati nel corso di un normale sviluppo, in realtà non scompaiono mai completamente, ma possono essere chiamati in causa per migliorare una performance o come meccanismo di difesa in estremis.

 

RIFLESSO TONICO LABIRINTICO (TLR)

 

 

Questo riflesso risponde ai cambiamenti di posizione della testa in avanti o indietro, sopra o sotto il livello della spina dorsale. Se un bambino viene tenuto nelle mani di un adulto, supportato sulla schiena e la testa viene lasciata cadere al di sotto del livello della spina dorsale, le braccia e le gambe del bambino si estendono: questo è il Riflesso Tonico labirintico all’indietro. Se invece la testa viene sollevata al di sopra del livello della spina dorsale, le braccia e le gambe si flettono e il bambino si rannicchia in una posizioni simile a quella che caratteristicamente assumeva nell’utero, dove giaceva in posizione fetale con la testa piegata in avanti e le braccia e le gambe flesse. Questa è la posizione del Riflesso Tonico Labirintico in avanti che emerge circa dodici settimane dopo il concepimento e dovrebbe essere integrato circa quattro mesi dopo il parto.

Invece, il Riflesso Tonico Labirintico all’indietro emerge alla nascita e fa sì che l’intero corpo del neonato si estenda e aumenti il tono dei muscoli estensori di collo, schiena e gambe. Questo riflesso dovrebbe essere inibito intorno ai tre anni, attraverso un processo graduale, in rapporto allo sviluppo simultaneo dei riflessi posturali, come il Riflesso di Raddrizzamento Cervicale,  e di altri riflessi spesso definiti riflessi “ponte” come il Riflesso Tonico Simmetrico Cervicale e il Riflesso di Landau.

Il Riflesso Tonico Labirintico è strettamente collegato al Riflesso di Moro. Entrambi hanno un’origine vestibolare, così come entrambi sono attivati da una stimolazione del labirinto e quindi da qualsiasi variazione della posizione nello spazio.

Il Riflesso Tonico Labirintico aiuta il bambino ad adattarsi alle nuove condizioni ambientali, perché nell’utero materno gli effetti di tutte le stimolazioni sensoriali e della forza di gravità sono attutite. Dopo il parto esso rappresenta l’unico modo che il bambino ha per  rispondere alla forza di gravità. Ogni flessione della testa in avanti diminuisce il tono dei muscoli estensori e del collo e gambe e braccia sono piegate. Ogni volta che, invece, la testa viene piegata all’indietro, aumenta il tono dei muscoli estensori e gli arti si estendono. Il bambino non ha ancora sviluppato  le risposte della testa e del collo che sono necessarie per il sostegno della testa, che quindi deve essere supportata.

Tuttavia, nel giro di poche settimane dopo la nascita, il bambino compie rapidi progressi nel guadagnare un certo controllo sul Riflesso Tonico Labirintico e già intorno alle sei settimane di vita impara a mantenere la sua testa in linea con la spina dorsale quando viene messo in posizione prona. Questo è un primo passo verso il raggiungimento del controllo dei muscoli del collo, che fornirà le basi per il controllo della parte superiore del tronco e consentirà una normale distribuzione del tono muscolare in tutto il corpo, indipendentemente dai movimenti della testa. Il normale sviluppo procede secondo un’evoluzione cefalo-caudale (dalla testa ai piedi) e prossimo-distale (dal centro alla periferia). Il sostegno cefalico è un prerequisito essenziale per l’evoluzione di tutte le funzioni.

“La prima lezione che il bambino deve imparare è il controllo della posizione della testa” (Sally Goddard).

Il controllo della testa inizia quando giace in posizione prona, poi, poche settimane dopo, anche quando giace supino. È importante che il bambino abbia molta libertà di movimento in entrambe le posizioni per poter acquisire un buon controllo della testa sul piano orizzontale.

Il Riflesso Tonico Labirintico, successivamente, prepara il corpo del bambino a rotolare, gattonare e alla fine a stare in piedi e camminare. Quando, successivamente, i riflessi posturali sostituiscono quelli primitivi, l’equilibrio diventa più stabile; il tono muscolare migliora e raggiunge i più alti livelli di funzionamento.

Sono necessari circa tre anni affinché il TLR sia completamente integrato e questo dimostra quante tappe e quante abilità devono essere raggiunte una dopo l’altra, prima che il controllo dell’equilibrio e del tono muscolare si sia stabilizzato. Basta osservare un bambino mentre compie i suoi primi passi per capire quanto sia precario il rapporto con la gravità. Inizialmente, ogni passo viene compiuto per evitare di cadere e per il bambino è una grande scoperta rendersi conto che, mettendo un piede davanti all’altro, si muove e il mondo appare più bello visto dall’alto. Inoltre, quando l’equilibrio viene raggiunto, le mani diventano libere permettendogli una più ampia esplorazione dell’ambiente.

Se il Riflesso Tonico Labirintico non viene integrato, il risultato sarà che ogni movimento della testa in avanti o all’indietro cambierà il tono muscolare confondendo il centro dell’equilibrio. Inoltre, può impedire al bambino di strisciare e gattonare e creare difficoltà nel giudicare lo spazio, le distanze, la profondità e la velocità.

 

SEGNI DI UN RIFLESSO TONICO LABIRINTICO ANCORA ATTIVO

 

CARATTERISTICHE MOTORIE

 

  • Problemi di coordinazione e di equilibrio, specialmente quando guardano in basso o in alto

  • Difficoltà nel controllo della testa e problemi posturali

  • Ipotonia muscolare (persistenza del TLR in avanti)

  • Ipertono con tensione muscolare e movimenti rigidi (TLR all’indietro)

  • Toe-walking (camminata in punta di piedi) o W-sitting (seduta con gambe a W)

  • Cinetosi (mal d’auto), che continua anche dopo la pubertà

 

CARATTERISTICHE VISIVE

 

  • Problemi visuo-percettivi

  • Problemi nel tracking visivo

  • Disorientamento nella lettura (non sono in grado di vedere gli spazi tra le parole) o invertono le lettere mentre scrivono

  • Difficoltà di coordinazione oculo-manuale, necessaria per leggere e scrivere

 

CARATTERISTICHE UDITIVE

 

  • Problemi di processazione uditiva (chiedono spesso “cosa?”)

  • Problemi nel seguire più istruzioni per volta

  • Difficoltà a ignorare rumori di fondo

 

ALTRE CARATTERISTICHE

 

  • Problemi di percezione dello spazio

  • Mancanza di un senso di direzione (destra o sinistra, su o giù)

  • Possono avvolgere le caviglie intorno alle gambe della sedia, il che sta indicare uno scarso controllo posturale

  • Disorganizzazione

  • Problemi emotivi e comportamentali

 

RIFLESSO SPINALE DI GALANT

 

Nel 1917, Galant ha dato il suo nome a un riflesso che emerge in utero venti settimane dopo il concepimento e dovrebbe essere integrato tra i tre e i nove mesi di vita.

Stimolando la cute del neonato su uno dei lati della colonna vertebrale nella regione lombare, si verifica una rotazione dell’anca verso il lato stimolato, mentre il resto del corpo si inarca in direzione opposta in atteggiamento difensivo.

“Quando la pelle dorsale vicino e lungo la colonna vertebrale viene stimolata, il bambino forma un arco con il suo corpo; la parte concava dell’arco corrisponde all’area stimolata e tramite questo movimento il bambino si allontana dallo stimolo” (Galant, 1917).

Se vengono stimolati contemporaneamente entrambi i lati della spina dorsale in regione lombare, si verifica frequentemente uno svuotamento della vescica  e il bambino urina.

 

FUNZIONI DEL RIFLESSO SPINALE DI GALANT

 

Si ritiene che questo riflesso giochi un ruolo attivo nel processo della nascita, aiutando il bambino a muoversi nel canale del parto. Durante un parto eutocico (ovvero un parto naturale in cui l’espulsione del feto avviene senza l’intervento di ausili esterni come forcipe o ventosa), le pareti vaginali esercitano una pressione sulla regione lombare ad ogni contrazione. Questa pressione attiva il Riflesso di Galant, che fornisce flessibilità alle anche e aiuta il bambino ad avanzare lungo il  canale del parto. Questa può essere la ragione per cui questo riflesso può rimanere attivo nei bambini nati con parto cesareo o che hanno subito traumi durante la nascita.

Inoltre è stato suggerito che tale riflesso possa essere importante per la conduzione delle vibrazioni del corpo del feto e lo sviluppo del sistema vestibolare.

Se rimane attivo per un periodo di tempo prolungato, determina un’ipersensibilità a livello della regione lombare, per cui è sufficiente anche una pressione leggere per evocarlo. Questa è la ragione per cui, i bambini in cui il riflesso è trattenuto, non amano indossare abiti stretti in vita, cinture o sono infastiditi dalle etichette interne dei vestiti.

Sembra, inoltre, essere collegato al funzionamento urinario e intestinale. Infatti questo riflesso si può riscontrare in bambini che continuano a presentare enuresi oltre i 5 anni di età. Il Dott. Beuret (1989) lavorando a Chicago con soggetti adulti, ha riscontrato la presenza di questo riflesso in un’alta percentuale di pazienti affetti da Sindrome del Colon Irritabile.

A scuola può determinare difficoltà a stare seduti e  a prestare attenzione, “fidgeting”, iperattività e problemi comportamentali. Ciò è dovuto al fatto che ogni volta che la schiena dello studente viene appoggiata alla sedia, il riflesso si attiva e fa sì che il bambino si muova in continuazione per cambiare posizione. Questa irritazione costante influisce negativamente sulla concentrazione e sulla memoria a breve termine del bambino poiché ne ostacola l’attenzione, ed è la ragione per cui, spesso, questi soggetti vengono erroneamente diagnosticati come ADHD, quando, invece, alla base dei problemi attentivi c’è un Riflesso Spinale di Galant ancora attivo.

Se il riflesso resta presente in un solo lato, può contribuire allo sviluppo di una forma di scoliosi. Inoltre, può interferire con il successivo sviluppo del Riflesso Anfibio, compromettendo così la fluidità dei movimenti della parte inferiore del corpo e tensione nelle gambe.

 

SEGNI DELLA PRESENZA DI UN RIFLESSO SPINALE DI GALANT ANCORA ATTIVO

 

  • Irrequietezza, incapacità a stare seduto fermo, fidgeting

  • Bisogno di muoversi continuamente

  • Difficoltà a sedersi con la schiena appoggiata alla sedia

  • Problemi di attenzione e di memoria a breve termine

  • Enuresi oltre i 5 anni di età

  • Problemi sensoriali (ipersensibilità a vestiti o consistenze)

  • Ipersensibilità al tatto o al solletico

  • Difficoltà ad ascoltare e a comprendere istruzioni verbali

  • Rotazione eccessiva dell’anca da un lato durante la deambulazione

  • Possibili problemi nella motricità fine

  • Dolori lombari, soprattutto nell’adulto

 

RIFLESSO TONICO SIMMETRICO CERVICALE (STNR)

 

Il Riflesso Tonico Simmetrico Cervicale emerge intorno ai sei mesi di vita e dovrebbe avere una vita breve, scomparendo tra i nove e gli undici mesi. Con la crescita, infatti, non è più necessario e diventa dormiente. Il pattern di questo riflesso è il seguente:

Quando il bambino è in posizione quadrupedica, la flessione della testa determina un piegamento delle braccia ed un’estensione delle gambe, mentre l’estensione della testa determina la flessione delle gambe ed un’estensione delle braccia.

Il Riflesso Tonico Simmetrico Cervicale aiuta il bambino a vincere la gravità e a rialzarsi sulle mani e le ginocchia a partire dalla posizione prona. In realtà non si può definire realmente né un riflesso primitivo (perché non presente alla nascita), né un riflesso posturale perché non rimane presente durante tutta la vita adulta. Appartiene a quelli che vengono definiti “Riflessi ponte” che supportano la transizione verso successivi stadi evolutivi. Certamente favorisce l’inibizione del Riflesso Tonico Labirintico e rappresenta un ponte verso i successivi stadi della locomozione, poiché grazie ad esso il bambino può sollevarsi dalla posizione prona, appoggiandosi su mani e ginocchia. Tuttavia, prima che il bambino impari a gattonare, è necessario che il STNR sia integrato, perlomeno a un certo livello, affinché le braccia e le gambe possano muoversi indipendentemente dai movimenti della testa.

Il STNR, infatti, fa sì che le parti superiore e inferiore del corpo compiano movimenti opposti, mentre la locomozione, sia in posizione quadrupedica che bipede, richiede una cooperazione tra la parte superiore e quella inferiore del corpo. Sarà il movimento di dondolamento, che tipicamente compiono i bambini quando sono carponi, a consentire l’integrazione del STNR. Il dondolamento, infatti, consente ai sistemi muscolari e dell’equilibrio nelle parti superiore e inferiore del corpo, di cooperare al fine di mantenere una postura stabile. Da questa posizione è possibile compiere nuovi movimenti.

I bambini che presentano un STNR ancora attivo raramente gattonano, piuttosto camminano sulle mani e i piedi (camminata dell’orso), saltellano sul sedere o semplicemente saltano la tappa del gattonamento e si mettono direttamente in piedi. Tuttavia è attraverso lo strisciare e il gattonare che i sistemi vestibolare, propriocettivo e visivo cominciano a lavorare insieme in un nuovo rapporto con la gravità. Se questa integrazione sensoriale non avviene, il senso dell’equilibrio, così come la percezione dello spazio e della profondità, saranno scarsamente sviluppati. Inoltre, anche la coordinazione oculo-manuale e il tracking visivo si sviluppano ulteriormente quando il bambino gattona e gli occhi si focalizzano prima su una mano e poi sull’altra, ogni volta che vengono spostate in avanti. Crescendo, questa capacità sarà fondamentale per leggere senza perdere il segno e per seguire la mano durante la scrittura. In fatti, la distanza tra l’occhio e la mano quando il bambino gattona è all’incirca la stessa che utilizzerà a scuola per leggere e scrivere. È stato infatti riscontrato che un’alta percentuale di bambini con difficoltà di lettura hanno saltato gli stadi dello strisciare e del gattonare.

L’integrazione del STNR è molto importante per lo sviluppo del sistema visivo. Quando il bambino è sul pavimento e la testa si estende e le gambe si piegano, può concentrare lo sguardo ad una lunga distanza. Quando la testa si flette guardando il pavimento, porta lo sguardo a focalizzarsi ad una distanza vicina, allenando così gli occhi a focalizzarsi a diverse distanze, cosa, questa, molto importante quando il bambino ha bisogno di leggere ciò che l’insegnante ha scritto alla lavagna, per poi riportare la testa sul foglio per copiare quello che ha letto.

I bambini con un STNR trattenuto possono, dunque, avere problemi nell’accomodazione e nella visione binoculare e questo può causare problemi nei giochi con la palla e nella lettura. Bein-Wierzbinsky (2001) ha riscontrato che il Riflesso Tonico Simmetrico Cervicale era un fattore significativo in un gruppo di bambini che presentavano movimenti oculari alterati durante la lettura. Mentre altri riflessi sono associati a difficoltà di tracking orizzontale, il STNR è collegato a problemi nel tracking verticale, che ad esempio è necessario per incolonnare in numeri in modo corretto durante un’operazione matematica.

Dunque, analogamente ad altri riflessi primitivi, la persistenza del STNR per un tempo prolungato può interferire con lo sviluppo di altre abilità. Il bambino ha difficoltà a mantenere alcune posizioni perché la parte superiore e inferiore del corpo si muovono in modo opposto. Questo si può notare maggiormente nei bambini più grandi quando sono seduti a un tavolo a scrivere o a mangiare. Se il bambino guarda in basso, le braccia si flettono, rendendo difficile il mantenimento di una posizione seduta con la schiena dritta. Spesso questi bambini hanno una postura ricurva o hanno difficoltà a sollevare il collo per guardare la lavagna a causa dello scarso tono muscolare.

Quando sono seduti al banco tendono a cambiare posizione per assumerne una in cui si sentono maggiormente a loro agio. Ad esempio è tipico vedere questi bambini scrivere con la testa appoggiata sul banco (per impedirlo il bambino spesso supporterà la testa con la mano) oppure praticamente sdraiati sulla sedia, con le gambe allungate sotto il banco, e le braccia piegate mentre tengono un libro in mano. Queste posizioni sono le uniche che permettono al bambino di focalizzarsi, leggere, scrivere e svolgere altri compiti a scuola, ma il problema è che la postura inappropriata metterà a dura prova i suoi sistemi sensoriali (visivo, vestibolare, propriocettivo) e questo andrà a discapito dell’apprendimento.

Se l’insegnante obbligherà il bambino a sedersi al banco in modo “composto”, lui comincerà molto probabilmente ad essere irrequieto, ad agitarsi, ad alzarsi o a muovere le gambe sotto il banco. Il suo corpo, infatti, necessita di movimento fisico per sentirsi a suo agio perché il Riflesso Tonico Simmetrico Cervicale cerca ancora di controllare le parti superiore e inferiore del suo corpo.

Anche un’attività come il mangiare può diventare complicata perché portare la mano verso la bocca può risultare difficile, in quanto il cambiamento di posizione della testa influisce sul tono muscolare di entrambe le braccia, interferendo con il controllo della velocità e con la coordinazione dei movimenti degli arti superiori. Di conseguenza questi bambini continuano a mangiare sporcandosi molto mentre i coetanei sembrano aver imparato ad usare le posate in modo corretto.

Hanno, inoltre, difficoltà ad imparare a nuotare, proprio perché le parti superiore e inferiore del corpo non lavorano insieme (alcuni bambini imparano prima a nuotare sott’acqua, perché il peso dell’acqua aiuta a mantenere le due metà del corpo allineate).

I bambini più grandi con un forte Riflesso Tonico Simmetrico Cervicale appaiono spesso pigri. Mancando una distribuzione appropriata del tono muscolare che si oppone alla costante spinta della gravità, hanno difficoltà a mantenere una postura eretta e provano un vero e proprio disagio quando stanno seduti o in piedi. Sembra che qualunque cosa richieda loro un grosso sforzo e spesso genitori e insegnanti si riferiscono a loro come bambini che “non vogliono star seduti fermi”.

Riassumendo, dunque, gli effetti di un STNR trattenuto sono:

 

CARATTERISTICHE MOTORIE

 

  • Cattiva postura, soprattutto quando sono seduti o in piedi

  • Ipotonia muscolare

  • Problemi di equilibrio

  • “Pasticcioni” nel mangiare

  • Tendenza a sdraiarsi sul banco a scuola

  • Possono sedersi sulle gambe mentre sono seduti sulla sedia

       

  • W-sitting, posizione a W, quando seduti sul pavimento

  • Difficoltà a nuotare, fare la capriola ecc…

  • Difficoltà nei giochi con la palla

  • Difficoltà a copiare dalla lavagna

  • Problemi di coordinazione oculo-manuale

  • Sintomi di ADHD: deficit di attenzione secondari all’assunzione di una postura scomoda in classe

 

Il Riflesso Tonico Simmetrico Cervicale è uno dei primi riflessi a riemergere in età avanzata, quando le articolazioni diventano rigide e la muscolatura si adatta meno facilmente. Possiamo rivederlo nella postura ricurva e nell’andatura strascicata dell’anziano che cammina per strada. La coordinazione oculo-manuale si deteriora e c’è una tendenza a diventare goffi, facendo cadere le cose più facilmente.

 

RIFLESSO DI PRENSIONE PALMARE

 

Il Riflesso di Prensione Palmare, insieme a quello Plantare, appartiene al gruppo dei cosiddetti Riflessi di Prensione. Si tratta di una contrazione istintiva dei muscoli flessori e può  essere elicitato stimolando la superficie palmare, ad esempio, mettendo un dito nella mano del neonato, il quale lo afferrerà con una presa talmente forte che, se sollevato, potrà sostenere addirittura il proprio peso.  Il riflesso viene in particolar modo evocato dal contatto con i capelli. Molti di noi, probabilmente, avranno sperimentato com’è difficile riuscire a togliere i propri capelli dalle mani di un neonato! Sembra, inoltre, che la presa sia più forte prima che il neonato sia stato nutrito piuttosto che dopo la poppata (Goddard Blythe, 2009)

Emerge in utero intorno alle 11 settimane dopo il concepimento, dovrebbe essere pienamente attivo nei primi tre mesi di vita e trasformato entro 4-6 mesi per essere sostituito dalla presa a pinza, che consente al bambino di tenere un oggetto fra pollice e indice in opposizione. Successivamente verrà sviluppata la capacità di rilasciare un oggetto, che dovrà essere esercitata diverse volte prima che il bambino possa acquisire una buona destrezza manuale.

Il Riflesso Plantare è una risposta simile ma più debole ad una pressione applicata alla base delle dita, sulla pianta del piede. Emerge approssimativamente nello stesso periodo del Riflesso Palmare, ma rimane attivo più a lungo, fino al nono mese di vita.

Si ritiene che questi riflessi rappresentino un retaggio di uno stadio precedente dell’evoluzione, quando i nostri antenati erano arboricoli e i riflessi di prensione erano necessari per aggrapparsi alla pelliccia della mamma quando lei si spostava da un posto all’altro. La funzione di questi due riflessi nell’uomo, oggi, è meno chiara, sebbene sia interessante notare come entrambi diventino sempre più deboli con l’aumentare del peso del corpo del neonato.

“L’evoluzione avviene molto lentamente e la natura non abbandona velocemente una forma di comportamento che è stata necessaria per la sopravvivenza per milioni di anni. Così il funzionamento del nostro Sistema Nervoso si basa su quelli che erano i bisogni degli animali da cui l’uomo si è evoluto e di quelli dell’uomo prima che divenisse civilizzato”. (Ayres, 2005)

Esiste inoltre uno stretto legame, nei primi mesi di vita, tra il Riflesso Palmare e la nutrizione mediato dal Riflesso di Babkin: ovvero, applicando una leggera pressione sul palmo della mano del neonato, lui aprirà la bocca e inclinerà la testa in avanti o da un lato e inizierà a compiere movimenti di suzione con la bocca. Analogamente, quando il bambino poppa, è possibile osservare movimenti involontari delle mani. Ad esempio, usare il Riflesso di Babkin può aiutare un neonato riluttante a mangiare.

“Un’attività riflessa di questo tipo, non inibita per tempo, può avere un effetto negativo sulla motricità fine e sul linguaggio” (Sally Goddard)

Questa connessione sensori-motoria tra le mani e la bocca può avere importanti ripercussioni sullo sviluppo del linguaggio successivamente. Alcuni bambini con problemi o ritardo nel linguaggio presentano anche difficoltà nella motricità fine, il che suggerisce che possano essere coinvolti gli stessi “centri motori”. Infatti,  se il Riflesso di Babkin non viene integrato (in concomitanza con la persistenza del Riflesso Palmare) il bambino può presentare problemi nel linguaggio e spesso movimenti involontari della bocca e della lingua quando scrive, suona uno strumento o usa le forbici, e difficoltà nella motricità fine, come ad esempio nell’allacciarsi le scarpe, nell’usare i bottoni ecc…, così come disgrafia. Possono, inoltre, avere la tendenza a mordere o masticare penne, vestiti e così via. Adulti in cui il Riflesso è ancora attivo possono presentare tensione mandibolare e digrignare i denti durante la notte.

L’inibizione del Riflesso Prensile Palmare è un processo graduale che comincia con l’abilità di lasciar andare un oggetto. Sicuramente ai genitori risulta molto familiare lo stadio in cui il proprio bambino lascia cadere, soddisfatto, il suo giocattolo preferito ripetutamente. In realtà il bambino sta imparando a fare qualcosa di molto importante: lasciar andare volontariamente. Fino a che non avrà sviluppato questa abilità, non sarà in grado di acquisire una buona destrezza manuale, poiché il Riflesso Palmare fa sì che il pollice e le altre quattro dita della mano lavorino insieme. Questo interferirà con i movimenti delle dita, che richiedono che ogni dito si muova indipendentemente. Lasciar andare è il primo stadio verso lo sviluppo della presa a pinza che avviene alcune settimane dopo e che rappresenta una delle caratteristiche distintive del genere umano.

 

EFFETTI DI UN RIFLESSO DI PRENSIONE PALMARE TRATTENUTO

 

  • Difficoltà nell’opposizione pollice-indice

  • Difficoltà nella motricità fine e nella scrittura

  • Impugnatura inappropriata: la penna viene spesso impugnata con troppa forza

  • Ipersensibilità tattile a livello del palmo delle mani

  • Problemi nel linguaggio (perché rimane attivo anche il Riflesso di Babkin, che impedisce lo sviluppo del controllo indipendente dei muscoli della bocca)

  • Movimenti con la bocca quando cerca di scrivere o di disegnare

  • Adiadococinesia: incapacità o difficoltà a compiere con un ritmo rapido movimenti alternati in direzioni opposte, ad esempio la pronazione e supinazione della mano, a braccia stese

  • Tensione nelle spalle

 

È stato inoltre osservato, come il Riflesso prensile Palmare possa esercitare un effetto inibitorio sul Riflesso di Moro se elicitato subito prima che il Moro venga attivato. Ovvero, se viene collocato un oggetto nel palmo della mano del bambino subito prima di lasciar andare la sua testa all’indietro, evocando così il Riflesso di Moro, quest’ultimo sarà evidente solo nel lato della mano aperta. Se l’oggetto viene posto in entrambe le mani, la risposta di Moro sarà inibita a livello delle braccia bilateralmente. In realtà noi utilizziamo in maniera inconsapevole questo fenomeno: quando ci accingiamo a svolgere un compito particolarmente stressante, o anche quando anticipiamo uno stimolo doloroso, come ad esempio un’iniezione, spesso tendiamo a stringere le mani. Anche le palline anti-stress sembrerebbero agire secondo questo stesso principio.

Erika Certosino

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