18 Dicembre 2018

Risposta agli stimoli sensoriali in bambini a rischio di sviluppare un disturbo dello spettro autistico

Traduciamo l’abstract del seguente articolo scientifico: 

https://onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1002/aur.2046?fbclid=IwAR1LSFknbsVIqnPhNacUahBx49ljfB2Pcpilh-0xj0A5SO_TuWb9Y9uW6Fg&#.XBPJB0KAORY.facebook

Un’altra svolta per il trattamento che si basa sull’integrazione sensoriale e per il modello DIR!

Secondo una ricerca pubblicata sul “Journal of Child Psichology and Psichiatry”, bambini con diagnosi di disturbo dello spettro autistico mostrano patterns atipici nella risposta a stimoli sensoriali già all’età di 12 mesi. 

In base alla nuova edizione (5a) del DSM (manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali), rientrano cone criteri per la definizione della diagnosi atipie nella risposta a stimoli sensoriali o interessi insoliti verso aspetti sensoriali dell’ambiente; tuttavia l’emergere di disfunzioni sensoriali e della loro correlazione con la presenza di comportamenti ristretti e ripetitivi nel primo anno di vita rappresenta un campo ancora poco esplorato a livello di ricerca scientifica. 

Il presente studio prospettico longitudinale ha raccolto i dati riportati dai genitori di 331 bambini ad alto rischio di sviluppare ASD e di 135 casi controllo a basso rischio attraverso la somministrazione del questionario SEQ (sensory experiences questionnaire). 

I ricercatori, mettendo a confronto i profili emersi dai 2 gruppi di età compresa tra i 12 e i 24 mesi di vita, hanno esaminato l’associazione tra i dati ottenuti nel questionario SEQ e quelli ottenuti nella scala che indaga i comportamenti ripetitivi. 

I risultati hanno rivelato che i punteggi ottenuti nel questionario SEQ sono più elevati per il gruppo ad alto rischio a partire dai 12 mesi di vita e le differenze diventano più significative con il progredire dell’età.

Inoltre, i punteggi emersi dal qustionario sono significativamente associati a tutti i sottotipi di comportamenti ristretti e ripetitivi. 

Si osservano differenze più significative nel caso dell’iperreattività a stimoli sensoriali e nella risposta a stimoli tattili a 12 mesi. Dei 331 bambini ad alto rischio coinvolti, 74 hanno ricevuto diagnosi di disturbo dello spettro autistico all’età di 2 anni.

L’ iper o iporeattività, pattern comuni di risposta a stimoli sensoriali, aumentano nei bambini ad alto rischio per ASD oltre la prima infanzia. Si è inoltre osservata una diminuzione dei patterns di risposta sensoriali con il progredire dell’età dei bambini ad alto rischio che non soddisfano i criteri diagnostici per la diagnosi di autismo. Tale osservazione risulta una caratteristica costante nei modelli di risposta sensoriale a stimoli uditivi, visivi e tattili.

I limiti del presente studio sono possibili bias da parte dei genitori nel riportare i profili del bambino, misurazione indiretta, variabilità nell’espressione-presentazione del disturbo e l’incapacità di tracciare potenziali interferenze signigicative nel gruppo caso-controllo a basso rischio.

I ricercatori riportano che “mentre rimane ancora molto incerta la corrispondenza tra risposte sensoriali e comportamenti ripetitivi, è sempre più chiaro che tali caratteristiche emergono precocemente e in tandem tra bambini che sviluppano ASD”. 

Ricerche future avranno l’obiettivo di sviluppare misurazioni dirette della reattività sensoriale, riducendo eventuali bias che potrebbe influire sui risultati ottenuti. 

Grazie alla collega TNPEE Dott.ssa Martina Masanti

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