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	<title>Notizie Archivi - Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</title>
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	<description>Terapista della neuro psicomotricità</description>
	<lastBuildDate>Fri, 22 May 2026 17:08:04 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Terapia precoce intensiva: l&#8217;importanza dei primi due anni di vita.</title>
		<link>https://centroevoluzionebambino.it/2026/05/22/terapia-precoce-intensiva-autismo-neuropsicomotricita-italia-integrazione-sensoriale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rossana Giorgi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 16:48:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="550" height="367" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/11/Prmi-due-anni-550x367.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/11/Prmi-due-anni-550x367.png 550w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/11/Prmi-due-anni-980x653.png 980w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/11/Prmi-due-anni-768x512.png 768w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/11/Prmi-due-anni-450x300.png 450w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/11/Prmi-due-anni-600x400.png 600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/11/Prmi-due-anni-560x373.png 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/11/Prmi-due-anni-240x160.png 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/11/Prmi-due-anni-230x153.png 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/11/Prmi-due-anni.png 1536w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div>
<p>Non attendere: inizia ora. Quando si parla di sviluppo, il tempo è la risorsa più preziosa che hai. La neuroplasticità — la capacità del cervello di modificarsi — ci accompagna per tutta la vita. Ma nei disordini dello sviluppo c&#8217;è una verità che la ricerca conferma con sempre più forza: agire molto presto può cambiare &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://centroevoluzionebambino.it/2026/05/22/terapia-precoce-intensiva-autismo-neuropsicomotricita-italia-integrazione-sensoriale/">Terapia precoce intensiva: l&#8217;importanza dei primi due anni di vita.</a> sembra essere il primo su <a href="https://centroevoluzionebambino.it">Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="550" height="367" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/11/Prmi-due-anni-550x367.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/11/Prmi-due-anni-550x367.png 550w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/11/Prmi-due-anni-980x653.png 980w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/11/Prmi-due-anni-768x512.png 768w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/11/Prmi-due-anni-450x300.png 450w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/11/Prmi-due-anni-600x400.png 600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/11/Prmi-due-anni-560x373.png 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/11/Prmi-due-anni-240x160.png 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/11/Prmi-due-anni-230x153.png 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/11/Prmi-due-anni.png 1536w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div><p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><em>Non attendere: inizia ora. Quando si parla di sviluppo, il tempo è la risorsa più preziosa che hai.</em></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">La neuroplasticità — la capacità del cervello di modificarsi — ci accompagna per tutta la vita. Ma nei disordini dello sviluppo c&#8217;è una verità che la ricerca conferma con sempre più forza: <strong>agire molto presto può cambiare la traiettoria di vita di un bambino.</strong></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Nella mia esperienza clinica, intervenire con bambini a rischio <strong>prima dei due anni</strong> — senza aspettare necessariamente una diagnosi formale — fa una differenza enorme. Non significa &#8220;evitare&#8221; la diagnosi, ma ridurre quella catena di eventi a cascata che, più avanti, diventa molto più difficile da trattare.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il punto è che <strong>conta il tipo di intervento.</strong> Tre parole lo riassumono: <strong>precoce, intensivo, evolutivo.</strong></p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Precoce: prima si comincia, meglio è</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Ai primi segnali, dubbi o &#8220;stranezze&#8221;, sotto i due anni, gli esiti sono diversi e gli effetti a cascata minori. Più tardi si possono comunque perseguire molti obiettivi, ma alcuni sintomi tendono a <em>strutturarsi</em>. La finestra dei primi anni è, semplicemente, la più plastica — ed è quella in cui un sostegno mirato lavora con il cervello, non contro le sue resistenze già consolidate.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Intensivo: non (solo) una questione di ore</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">&#8220;Intensivo&#8221; non significa semplicemente accumulare ore. Significa <strong>concentrare un lavoro di qualità</strong> — per densità, continuità, coordinazione tra gli interventi e coinvolgimento della famiglia — in modo immersivo, così che le esperienze siano abbastanza dense e costanti da incidere davvero sullo sviluppo. La terapia mira a rafforzare e creare connessioni sinaptiche e, nel tempo, a modificare l&#8217;architettura funzionale del cervello: un percorso troppo diluito — una breve seduta ogni tanto — raramente basta, non per un &#8220;numero magico&#8221; di ore, ma perché il lavoro perde densità e continuità.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Una precisazione onesta: l&#8217;<strong>intensità è un ingrediente potente, ma va intesa nel modo giusto.</strong> A volte un programma appare &#8220;più efficace&#8221; soprattutto perché offre molto tempo — non necessariamente per il metodo in sé. Il punto non è inseguire un monte ore, ma combinare <strong>concentrazione, qualità e solide basi evolutive</strong>, cucite sul singolo bambino.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Evolutivo: rispettare le tappe di &#8220;quel&#8221; bambino</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Un intervento evolutivo tiene conto della maturazione del cervello e delle tappe di sviluppo — motorie, linguistiche, comunicative, sociali — alla luce delle neuroscienze e dei modelli più aggiornati. Guarda a &#8220;che punto è quel bambino&#8221; per ripercorrere i prerequisiti nel rispetto delle sue tappe, partendo dal suo <strong>profilo individuale</strong>: sensoriale, sensori-motorio, emotivo-affettivo-sociale e cognitivo.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">È qui che si incontrano i due pilastri del mio lavoro: il <strong>modello DIR/DIRFloortime®</strong> e l&#8217;<strong>integrazione sensoriale</strong>, che insieme danno vita al metodo <em>Sensory Processing in Play</em> (<strong>SPINplay</strong>). Il DIR guarda alla <em>causa</em> del sintomo e al profilo unico del bambino; l&#8217;attenzione all&#8217;elaborazione sensoriale permette di calibrare ogni proposta su come <em>quel</em> cervello riceve ed elabora il mondo.</p>
<blockquote class="ml-2 border-l-4 border-border-300/10 pl-4 text-text-300">
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il messaggio è semplice: <strong>premi sull&#8217;acceleratore adesso.</strong> Rallenterai dopo. Ma ora metti in campo tutte le risorse per dare al tuo bambino la migliore opportunità.</p>
</blockquote>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Come iniziare un percorso</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Al Centro Evoluzione Bambino lavoro con bambini piccoli e a rischio attraverso percorsi di <a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://centroevoluzionebambino.it/servizi-di-terapia-neuropsicomotoria/intervento-precoce-early-intervention/">intervento precoce</a> e <a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://centroevoluzionebambino.it/servizi-di-terapia-neuropsicomotoria/terapia-intensiva-neuropsicomotoria/">trattamenti intensivi</a> di terapia neuropsicomotoria, fondati sul <a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://centroevoluzionebambino.it/servizi-di-terapia-neuropsicomotoria/terapia-dir-floortime-livorno-italia/">modello DIR/DIRFloortime</a> e sull&#8217;<a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://centroevoluzionebambino.it/servizi-di-terapia-neuropsicomotoria/integrazione-sensoriale-italia-livorno/">approccio basato sull&#8217;integrazione sensoriale</a>.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Per le famiglie che vengono da fuori, gli intensivi — come lo <a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://centroevoluzionebambino.it/spinplay-summer-intensive-logopedia-neuropsicomotricita/">SPINplay Summer Intensive</a> — permettono di concentrare il lavoro in periodi mirati e immersivi.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Se hai un dubbio sullo sviluppo del tuo bambino, non aspettare.</strong> <a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://calendly.com/centroevoluzionebambino">Prenota un primo contatto</a> o <a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://centroevoluzionebambino.it/contatti/">scrivimi</a>: valutiamo insieme, sul profilo reale del tuo bambino, qual è il passo giusto.</p>
<hr class="border-border-200 border-t-0.5 my-3 mx-1.5" />
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Domande frequenti (FAQ)</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Perché è importante iniziare la terapia prima dei due anni?</strong> Perché i primi anni sono la finestra di massima plasticità cerebrale: intervenire presto può modificare la traiettoria di sviluppo e ridurre gli effetti &#8220;a cascata&#8221; che più tardi diventano più difficili da trattare.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Serve aspettare la diagnosi per iniziare?</strong> No. Con i bambini a rischio si può e si dovrebbe sostenere lo sviluppo già ai primi segnali, senza attendere necessariamente una diagnosi formale.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Cosa significa terapia &#8220;intensiva&#8221;?</strong> Significa concentrare un lavoro di qualità in modo denso e continuativo — per ritmo, coordinazione e coinvolgimento della famiglia — non semplicemente accumulare un certo numero di ore. L&#8217;intensità conta, ma cucita sul singolo bambino e unita a solide basi evolutive.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Cosa si intende per intervento &#8220;evolutivo&#8221;?</strong> Un intervento che rispetta le tappe di sviluppo del singolo bambino e parte dal suo profilo individuale (sensoriale, motorio, emotivo, cognitivo), invece di applicare un programma uguale per tutti.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Che ruolo ha l&#8217;integrazione sensoriale?</strong> Permette di calibrare l&#8217;intervento su come il bambino riceve ed elabora gli stimoli (suoni, contatto, movimento): un aspetto spesso decisivo per la regolazione e quindi per l&#8217;ingaggio.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://centroevoluzionebambino.it/2026/05/22/terapia-precoce-intensiva-autismo-neuropsicomotricita-italia-integrazione-sensoriale/">Terapia precoce intensiva: l&#8217;importanza dei primi due anni di vita.</a> sembra essere il primo su <a href="https://centroevoluzionebambino.it">Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il modello DIR funziona? Cosa dice la ricerca</title>
		<link>https://centroevoluzionebambino.it/2026/05/22/il-modello-dir-funziona-cosa-dice-la-ricerca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rossana Giorgi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 13:15:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="550" height="310" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-15_13_06-550x310.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-15_13_06-550x310.png 550w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-15_13_06-980x552.png 980w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-15_13_06-1600x900.png 1600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-15_13_06-768x432.png 768w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-15_13_06-1536x864.png 1536w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-15_13_06-560x315.png 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-15_13_06-600x338.png 600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-15_13_06-240x135.png 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-15_13_06-230x129.png 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-15_13_06.png 1672w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div>
<p>È la domanda più legittima che un genitore possa fare: funziona davvero? Prima di investire tempo, energie ed emozioni in un percorso, è giusto sapere cosa dice la ricerca — senza promesse facili. Provo a risponderti con onestà: ci sono dati incoraggianti, ma anche limiti che è corretto conoscere. Se vuoi prima capire di cosa &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://centroevoluzionebambino.it/2026/05/22/il-modello-dir-funziona-cosa-dice-la-ricerca/">Il modello DIR funziona? Cosa dice la ricerca</a> sembra essere il primo su <a href="https://centroevoluzionebambino.it">Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="550" height="310" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-15_13_06-550x310.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-15_13_06-550x310.png 550w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-15_13_06-980x552.png 980w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-15_13_06-1600x900.png 1600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-15_13_06-768x432.png 768w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-15_13_06-1536x864.png 1536w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-15_13_06-560x315.png 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-15_13_06-600x338.png 600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-15_13_06-240x135.png 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-15_13_06-230x129.png 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-15_13_06.png 1672w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div><p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">È la domanda più legittima che un genitore possa fare: <em>funziona davvero?</em> Prima di investire tempo, energie ed emozioni in un percorso, è giusto sapere cosa dice la ricerca — senza promesse facili. Provo a risponderti con onestà: ci sono dati incoraggianti, ma anche limiti che è corretto conoscere.</p>
<blockquote class="ml-2 border-l-4 border-border-300/10 pl-4 text-text-300">
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Se vuoi prima capire di cosa stiamo parlando, leggi: <strong><a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://centroevoluzionebambino.it/2025/02/16/dir-floortime-cos-e-come-funziona/">DIR/Floortime: cos&#8217;è e come funziona</a></strong>.</p>
</blockquote>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Cosa dicono gli studi</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Dal 2011 a oggi il DIR/Floortime è stato studiato con metodi via via più solidi, inclusi diversi <strong>studi controllati randomizzati</strong> (il tipo di studio più rigoroso). In sintesi, la ricerca disponibile riporta:</p>
<ul class="[li_&amp;]:mb-0 [li_&amp;]:mt-1 [li_&amp;]:gap-1 [&amp;:not(:last-child)_ul]:pb-1 [&amp;:not(:last-child)_ol]:pb-1 list-disc flex flex-col gap-1 pl-8 mb-3">
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2">Miglioramenti nello <strong>sviluppo emotivo e funzionale</strong> del bambino e, in alcuni studi, una riduzione della gravità dei sintomi.</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2">Progressi nella <strong>comunicazione</strong>, nell&#8217;<strong>interazione genitore-bambino</strong> e nelle <strong>autonomie quotidiane</strong>.</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2">Un dato spesso trascurato: nei percorsi in cui i genitori sono coinvolti, lo <strong>stress genitoriale non aumenta</strong>, e in molti casi diminuisce.</li>
</ul>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Una revisione di studi sul parent training ha inoltre rilevato, per il DIR/Floortime, <strong>effetti da piccoli a moderati</strong> — risultati reali, quindi, anche se non &#8220;miracolosi&#8221;.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">I limiti, detti con onestà</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Qui sta la parte che molti siti omettono, ma che ti permette di scegliere con consapevolezza:</p>
<ul class="[li_&amp;]:mb-0 [li_&amp;]:mt-1 [li_&amp;]:gap-1 [&amp;:not(:last-child)_ul]:pb-1 [&amp;:not(:last-child)_ol]:pb-1 list-disc flex flex-col gap-1 pl-8 mb-3">
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2">Diversi studi hanno <strong>campioni piccoli</strong>, il che rende i risultati incoraggianti ma non definitivi.</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2">Alcune misure di esito sono <strong>interne al modello</strong> (sviluppate dal DIR stesso), più che test standardizzati indipendenti.</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2">La <strong>qualità degli studi varia molto</strong>, e le revisioni concordano su un punto: serve ulteriore ricerca di qualità più elevata.</li>
</ul>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Sul punto delle <em>misure interne al modello</em> vale però una precisazione importante, spesso trascurata. Il DIR non punta anzitutto a modificare i comportamenti di superficie, ma il <strong>processo di sviluppo sottostante</strong>: la costruzione delle capacità evolutive funzionali — regolazione, attenzione condivisa, reciprocità, comunicazione, pensiero — cioè le fondamenta da cui poi nascono le singole abilità. È <em>questo</em> il suo obiettivo. I test standardizzati indipendenti, invece, misurano l&#8217;<strong>esito finale</strong> (per esempio i punteggi di gravità dei sintomi o i quozienti di sviluppo): sono poco sensibili al cambiamento del processo nelle fasi iniziali e tendono a registrarlo solo più avanti, a medio-lungo termine, quando quel lavoro sotterraneo è già diventato risultato visibile. Per questo molti studi ricorrono a misure più vicine al processo: non per &#8220;gonfiare&#8221; i dati, ma perché sono gli strumenti più sensibili a ciò che il DIR effettivamente costruisce. Resta vero che servono anche più studi con misure indipendenti — ma conoscere questa distinzione aiuta a leggere i risultati per quello che sono.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">In altre parole: il DIR/Floortime è un approccio <strong>promettente e supportato da evidenze in crescita</strong>, ma non possiede ancora la mole di studi di lunga data degli approcci comportamentali. Diffida di chi lo presenta come &#8220;l&#8217;intervento con le prove più forti in assoluto&#8221;: è proprio il tipo di affermazione che la comunità scientifica considera sovrastimata.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Da cosa dipendono i risultati</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Gli studi e la pratica clinica indicano alcuni fattori che fanno la differenza:</p>
<ul class="[li_&amp;]:mb-0 [li_&amp;]:mt-1 [li_&amp;]:gap-1 [&amp;:not(:last-child)_ul]:pb-1 [&amp;:not(:last-child)_ol]:pb-1 list-disc flex flex-col gap-1 pl-8 mb-3">
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2"><strong>L&#8217;inizio precoce</strong>: più si interviene presto, meglio è.</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2"><strong>Il coinvolgimento dei genitori</strong>: nel DIR la famiglia è parte del motore, non un dettaglio.</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2"><strong>La costanza e la &#8220;dose&#8221;</strong>: i percorsi con più ore di interazione di qualità tendono a dare di più.</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2"><strong>L&#8217;individualizzazione</strong>: l&#8217;intervento va calibrato sul profilo specifico del bambino — incluso il suo <strong>profilo di elaborazione sensoriale</strong> a cui dedichiamo particolare attenzione perché è spesso la chiave della regolazione e quindi dell&#8217;ingaggio.</li>
</ul>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Cosa aspettarsi (realisticamente)</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il DIR/Floortime non è una cura e non promette di &#8220;togliere l&#8217;autismo&#8221;: nessun approccio serio lo fa. Ma proprio perché lavora sulle <strong>fondamenta dello sviluppo</strong> — e non su singoli comportamenti addestrati — i progressi che favorisce tendono a essere <strong>profondi e trasferibili</strong>: un bambino più capace di regolarsi, di entrare in relazione, di comunicare e di pensare, competenze che poi si riversano su molti ambiti della sua vita, dentro e fuori la terapia. I tempi e l&#8217;entità variano da bambino a bambino, e parte del cambiamento più importante — quello del processo sottostante — matura nel medio-lungo termine, anche quando all&#8217;inizio non è ancora pienamente &#8220;misurabile&#8221; dall&#8217;esterno. Con un percorso <strong>precoce, individualizzato e con i genitori coinvolti</strong>, molti bambini compiono passi di sviluppo significativi: non una promessa identica per tutti, ma un lavoro <strong>mirato sulle radici da cui la crescita prende davvero slancio.</strong></p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Riferimenti essenziali</h2>
<ul class="[li_&amp;]:mb-0 [li_&amp;]:mt-1 [li_&amp;]:gap-1 [&amp;:not(:last-child)_ul]:pb-1 [&amp;:not(:last-child)_ol]:pb-1 list-disc flex flex-col gap-1 pl-8 mb-3">
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2">Pajareya K., Nopmaneejumruslers K. (2011). <em>A pilot randomized controlled trial of DIR/Floortime™ parent training intervention for pre-school children with autistic spectrum disorders.</em> Autism, 15(5), 563–577.</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2">Solomon R. et al. (2014). <em>PLAY Project Home Consultation intervention program for young children with autism spectrum disorders: A randomized controlled trial.</em> J Dev Behav Pediatr, 35(8), 475–485.</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2">Casenhiser D.M. et al. (2013). <em>Learning through interaction in children with autism: preliminary data from a social-communication-based intervention.</em> Autism, 17(2).</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2">Pajareya K., Sutchritpongsa S., Kongkasuwan R. (2019). <em>DIR/Floortime® Parent Training Intervention for Children with Developmental Disabilities: a Randomized Controlled Trial.</em> Siriraj Medical Journal, 71(5).</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2">Revisioni sistematiche sull&#8217;efficacia del DIR/Floortime nei disturbi dello spettro autistico (sintesi 2019–2023), che concordano sulla necessità di ulteriori studi di qualità più elevata.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Su un punto la ricerca e l&#8217;esperienza clinica convergono: <strong>non è solo l&#8217;approccio scelto a fare la differenza</strong>, ma il modo in cui viene messo in pratica. A parità di metodo contano almeno altrettanto l&#8217;<strong>expertise del professionista</strong> — la sua capacità di leggere il bambino e di adattare la proposta momento per momento — la <strong>qualità della relazione</strong> che riesce a costruire, il <strong>coinvolgimento della famiglia</strong>, la <strong>precocità</strong> dell&#8217;intervento e la sua <strong>continuità</strong> nel tempo. È anche per questo che lo stesso modello, in mani diverse, può dare risultati molto diversi.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il filo che tiene insieme tutti questi fattori è uno solo: il trattamento va <strong>cucito sul bambino</strong>. Non un protocollo uguale per tutti, ma un percorso costruito a partire dal suo profilo — sensoriale, comunicativo, emotivo — e ricalibrato man mano che cresce. È questo, più di qualunque etichetta, a creare le condizioni perché lo sviluppo prenda davvero slancio.</p>
<p><em>Se stai valutando un percorso evolutivo e centrato sulla relazione come il DIR/Floortime, possiamo conoscerci: con un <a href="https://calendly.com/centroevoluzionebambino/30min?back=1"><b>primo colloquio informativo </b></a>o con un <strong><a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://calendly.com/centroevoluzionebambino/valutazione-in-presenza?back=1&amp;month=2026-05">percorso intensivo di terapia</a></strong>. </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://centroevoluzionebambino.it/2026/05/22/il-modello-dir-funziona-cosa-dice-la-ricerca/">Il modello DIR funziona? Cosa dice la ricerca</a> sembra essere il primo su <a href="https://centroevoluzionebambino.it">Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>DIR/Floortime e ABA: quali differenze</title>
		<link>https://centroevoluzionebambino.it/2026/05/22/dir-floortime-aba-differenze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rossana Giorgi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 12:55:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="550" height="367" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/DIR-ABA-550x367.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="Genitore confuso di fronte alla scelta tra ABA e DIR" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/DIR-ABA-550x367.png 550w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/DIR-ABA-980x653.png 980w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/DIR-ABA-768x512.png 768w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/DIR-ABA-450x300.png 450w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/DIR-ABA-600x400.png 600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/DIR-ABA-560x373.png 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/DIR-ABA-240x160.png 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/DIR-ABA-230x153.png 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/DIR-ABA.png 1536w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div>
<p>Quando un genitore inizia a informarsi sui percorsi per il proprio figlio, due nomi tornano spesso: DIR/Floortime e ABA. Sono due tra gli approcci più diffusi, ma nascono da filosofie diverse — e capire in cosa differiscono aiuta a fare scelte più consapevoli. Una premessa onesta, prima di tutto: questo articolo serve a spiegare le &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://centroevoluzionebambino.it/2026/05/22/dir-floortime-aba-differenze/">DIR/Floortime e ABA: quali differenze</a> sembra essere il primo su <a href="https://centroevoluzionebambino.it">Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="550" height="367" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/DIR-ABA-550x367.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="Genitore confuso di fronte alla scelta tra ABA e DIR" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/DIR-ABA-550x367.png 550w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/DIR-ABA-980x653.png 980w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/DIR-ABA-768x512.png 768w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/DIR-ABA-450x300.png 450w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/DIR-ABA-600x400.png 600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/DIR-ABA-560x373.png 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/DIR-ABA-240x160.png 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/DIR-ABA-230x153.png 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/DIR-ABA.png 1536w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div><p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Quando un genitore inizia a informarsi sui percorsi per il proprio figlio, due nomi tornano spesso: <strong>DIR/Floortime</strong> e <strong>ABA</strong>. Sono due tra gli approcci più diffusi, ma nascono da filosofie diverse — e capire <em>in cosa</em> differiscono aiuta a fare scelte più consapevoli.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Una premessa onesta, prima di tutto: questo articolo serve a spiegare le differenze, <strong>non a stabilire quale sia &#8220;il migliore&#8221;</strong>. Come vedremo, non esiste una risposta valida per tutti: dipende dal bambino, dagli obiettivi e dai valori della famiglia.</p>
<blockquote class="ml-2 border-l-4 border-border-300/10 pl-4 text-text-300">
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Se vuoi capire nel dettaglio il primo dei due, leggi: <strong><a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://centroevoluzionebambino.it/2025/02/16/dir-floortime-cos-e-come-funziona/">DIR/Floortime: cos&#8217;è e come funziona</a></strong>.</p>
</blockquote>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">La differenza in una frase</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">In estrema sintesi:</p>
<ul class="[li_&amp;]:mb-0 [li_&amp;]:mt-1 [li_&amp;]:gap-1 [&amp;:not(:last-child)_ul]:pb-1 [&amp;:not(:last-child)_ol]:pb-1 list-disc flex flex-col gap-1 pl-8 mb-3">
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2">L&#8217;<strong>ABA</strong> (Applied Behavior Analysis, analisi del comportamento applicata) si concentra sul <strong>comportamento osservabile</strong>: costruire abilità socialmente significative (comunicazione, autonomie, competenze sociali) applicando i principi dell&#8217;apprendimento e il rinforzo.</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2">Il <strong>DIR/Floortime</strong> lavora sullo <strong>sviluppo complessivo del bambino</strong> — emotivo, sociale, comunicativo e cognitivo — usando relazione e affetto come motore: sostiene dall&#8217;interno le sue capacità di sviluppo, partendo dal suo interesse e dalle sue emozioni. (Per precisione: il <em>DIR</em> è il modello, il <em>Floortime</em> la sua pratica principale.)</li>
</ul>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Detto questo, entrambi sono mondi articolati, con molte varianti. Vediamo gli assi su cui si distinguono.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Le differenze, asse per asse</h2>
<div class="overflow-x-auto w-full px-2 mb-6">
<table class="min-w-full border-collapse text-sm leading-[1.7] whitespace-normal">
<thead class="text-left">
<tr>
<th class="text-text-100 border-b-0.5 border-border-300/60 py-2 pr-4 align-top font-bold" scope="col"> </th>
<th class="text-text-100 border-b-0.5 border-border-300/60 py-2 pr-4 align-top font-bold" scope="col">ABA</th>
<th class="text-text-100 border-b-0.5 border-border-300/60 py-2 pr-4 align-top font-bold" scope="col">DIR/Floortime</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td class="border-b-0.5 border-border-300/30 py-2 pr-4 align-top"><strong>Radici teoriche</strong></td>
<td class="border-b-0.5 border-border-300/30 py-2 pr-4 align-top">Teoria dell&#8217;apprendimento, principi comportamentali</td>
<td class="border-b-0.5 border-border-300/30 py-2 pr-4 align-top">Modello dello sviluppo, relazione ed emozione</td>
</tr>
<tr>
<td class="border-b-0.5 border-border-300/30 py-2 pr-4 align-top"><strong>Su cosa si concentra</strong></td>
<td class="border-b-0.5 border-border-300/30 py-2 pr-4 align-top">Comportamenti e abilità osservabili</td>
<td class="border-b-0.5 border-border-300/30 py-2 pr-4 align-top">Capacità evolutive funzionali (emotive, sociali, comunicative, cognitive) e qualità della relazione</td>
</tr>
<tr>
<td class="border-b-0.5 border-border-300/30 py-2 pr-4 align-top"><strong>Chi guida</strong></td>
<td class="border-b-0.5 border-border-300/30 py-2 pr-4 align-top">Varia lungo uno spettro: da formati più diretti dal terapeuta (DTT) a formati naturalistici guidati dagli interessi del bambino (PRT, NET)</td>
<td class="border-b-0.5 border-border-300/30 py-2 pr-4 align-top">L&#8217;iniziativa del bambino, che l&#8217;adulto poi estende con sfide mirate</td>
</tr>
<tr>
<td class="border-b-0.5 border-border-300/30 py-2 pr-4 align-top"><strong>Motore del cambiamento</strong></td>
<td class="border-b-0.5 border-border-300/30 py-2 pr-4 align-top">Principi dell&#8217;apprendimento e rinforzo</td>
<td class="border-b-0.5 border-border-300/30 py-2 pr-4 align-top">Affettività, interesse, circoli di comunicazione</td>
</tr>
<tr>
<td class="border-b-0.5 border-border-300/30 py-2 pr-4 align-top"><strong>Setting tipico</strong></td>
<td class="border-b-0.5 border-border-300/30 py-2 pr-4 align-top">Dal più strutturato al naturalistico; sempre basato su dati e obiettivi misurabili</td>
<td class="border-b-0.5 border-border-300/30 py-2 pr-4 align-top">Basato sul gioco e individualizzato sul profilo del bambino, con obiettivi evolutivi</td>
</tr>
<tr>
<td class="border-b-0.5 border-border-300/30 py-2 pr-4 align-top"><strong>Come si misurano i progressi</strong></td>
<td class="border-b-0.5 border-border-300/30 py-2 pr-4 align-top">Dati comportamentali, obiettivi definiti</td>
<td class="border-b-0.5 border-border-300/30 py-2 pr-4 align-top">Capacità evolutive funzionali, qualità dell&#8217;ingaggio e reciprocità</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold">Da dove partono</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">L&#8217;ABA affonda le radici nella <strong>teoria dell&#8217;apprendimento</strong>: si lavora sulla sequenza tra ciò che precede un comportamento, il comportamento stesso e ciò che lo segue, usando il rinforzo per consolidare le abilità desiderate. Il DIR/Floortime parte invece da un <strong>modello evolutivo</strong>: l&#8217;idea che lo sviluppo della mente si costruisca all&#8217;interno di relazioni significative e che siano le emozioni a guidarlo.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold">Su cosa si concentrano</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">L&#8217;ABA tende a lavorare su <strong>abilità e comportamenti specifici</strong> (comunicazione funzionale, autonomie, competenze sociali; e, quando servono, strategie che — comprendendo la <em>funzione</em> di un comportamento — insegnano alternative più adattive). Il DIR/Floortime lavora più &#8220;a monte&#8221;, sulle <strong>capacità evolutive funzionali</strong> — attenzione condivisa e regolazione, relazione, comunicazione reciproca, gioco simbolico, pensiero logico — da cui poi le singole abilità fioriscono. Ed è un modello <em>comprensivo</em>, individualizzato sul profilo di elaborazione del bambino: non si esaurisce nel gioco libero.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold">Chi guida l&#8217;interazione</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">È una delle differenze più sentite, ma anche la più fraintesa. L&#8217;ABA si muove lungo uno <strong>spettro</strong>: accanto ai formati più strutturati e diretti dal terapeuta (come il Discrete Trial Training) esistono da tempo approcci <strong>naturalistici e guidati dagli interessi del bambino</strong> — come il Pivotal Response Treatment o l&#8217;insegnamento in ambiente naturale — oggi molto diffusi. Nel DIR/Floortime, invece, <strong>si parte sempre dall&#8217;iniziativa del bambino</strong> — ma seguire non significa lasciar fare: l&#8217;adulto entra nel suo mondo e poi lo <em>estende</em> con sfide mirate, aprendo e chiudendo circoli di comunicazione, per accompagnarlo a salire la scala dello sviluppo. È un gioco con uno scopo evolutivo preciso.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold">Il ruolo di emozione e relazione</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">In entrambi la relazione conta, ma con un ruolo diverso. Nel DIR/Floortime è il <strong>motore stesso</strong> dell&#8217;intervento. Nell&#8217;ABA il meccanismo del cambiamento è il rinforzo e l&#8217;apprendimento, ma le pratiche contemporanee danno grande importanza alla relazione, all&#8217;assenso del bambino e a una presa in carico rispettosa del suo benessere.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold">Le basi di ricerca</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Entrambi gli approcci sono studiati. L&#8217;ABA dispone della <strong>letteratura più ampia e consolidata</strong> nel tempo; il DIR/Floortime ha un <strong>corpo di studi più recente — che comprende anche studi controllati randomizzati — e in crescita</strong>. È un dato di contesto utile, non un verdetto: la ricerca informa la scelta, ma non sostituisce la conoscenza del singolo bambino.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">E allora, quale scegliere?</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Qui la risposta sincera è: <strong>dipende.</strong> Dipende dal profilo e dai bisogni del bambino, dagli obiettivi che la famiglia si pone, e anche dai valori e dalle sensibilità dei genitori. Vale la pena ricordare due cose:</p>
<ul class="[li_&amp;]:mb-0 [li_&amp;]:mt-1 [li_&amp;]:gap-1 [&amp;:not(:last-child)_ul]:pb-1 [&amp;:not(:last-child)_ol]:pb-1 list-disc flex flex-col gap-1 pl-8 mb-3">
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2">I due approcci <strong>non sono necessariamente alternativi</strong>: esistono percorsi che ne integrano elementi, ed esistono modelli &#8220;ibridi&#8221; che uniscono basi comportamentali e developmental.</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2">La scelta più utile, spesso, non è &#8220;ABA o Floortime&#8221; in astratto, ma <strong>partire da una valutazione del profilo del bambino</strong> che aiuti a capire cosa serve davvero a <em>lui</em>.</li>
</ul>
<hr class="border-border-200 border-t-0.5 my-3 mx-1.5" />
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><em>Se stai valutando un percorso evolutivo e centrato sulla relazione come il DIR/Floortime, possiamo conoscerci: con un <a href="https://calendly.com/centroevoluzionebambino/30min?back=1"><span style="text-decoration: underline;"><b>primo colloquio informativo </b></span></a>o con un <strong><a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://calendly.com/centroevoluzionebambino/valutazione-in-presenza?back=1&amp;month=2026-05">percorso intensivo di terapia</a></strong>. </em></p>
<p>L'articolo <a href="https://centroevoluzionebambino.it/2026/05/22/dir-floortime-aba-differenze/">DIR/Floortime e ABA: quali differenze</a> sembra essere il primo su <a href="https://centroevoluzionebambino.it">Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;ADHD è una forma di autismo? Cosa dicono davvero le neuroscienze</title>
		<link>https://centroevoluzionebambino.it/2026/05/22/adhd-forma-di-autismo-differenze-neuroscienze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rossana Giorgi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 07:10:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="550" height="310" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-550x310.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-550x310.png 550w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-980x552.png 980w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-1600x900.png 1600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-768x432.png 768w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-1536x864.png 1536w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-560x315.png 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-600x338.png 600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-240x135.png 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-230x129.png 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11.png 1672w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div>
<p>Capita spesso, tra i genitori, di porsi questa domanda: &#8220;Ma in fondo l&#8217;ADHD non è una forma di autismo?&#8221;. È un dubbio comprensibile, perché nella vita di tutti i giorni i due quadri possono assomigliarsi in molti comportamenti. La risposta breve, però, è no: ADHD e autismo sono due condizioni del neurosviluppo distinte, ciascuna con &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://centroevoluzionebambino.it/2026/05/22/adhd-forma-di-autismo-differenze-neuroscienze/">L&#8217;ADHD è una forma di autismo? Cosa dicono davvero le neuroscienze</a> sembra essere il primo su <a href="https://centroevoluzionebambino.it">Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="550" height="310" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-550x310.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-550x310.png 550w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-980x552.png 980w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-1600x900.png 1600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-768x432.png 768w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-1536x864.png 1536w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-560x315.png 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-600x338.png 600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-240x135.png 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-230x129.png 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11.png 1672w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div><p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Capita spesso, tra i genitori, di porsi questa domanda: <em>&#8220;Ma in fondo l&#8217;ADHD non è una forma di autismo?&#8221;</em>. È un dubbio comprensibile, perché nella vita di tutti i giorni i due quadri possono assomigliarsi in molti comportamenti. La risposta breve, però, è <strong>no</strong>: ADHD e autismo sono due condizioni del neurosviluppo distinte, ciascuna con i propri criteri diagnostici. Vediamo perché vengono confusi e che cosa ci dice oggi la ricerca scientifica, spiegato con parole semplici.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Perché ADHD e autismo vengono spesso confusi</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il motivo principale è che si <strong>sovrappongono molto</strong>. In entrambi possiamo trovare difficoltà di attenzione e di autoregolazione, oscillazioni emotive e differenze nel modo in cui vengono elaborati gli stimoli sensoriali (suoni, luci, contatto, movimento).</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">A questo si aggiunge un dato importante: le due condizioni <strong>coesistono spesso nella stessa persona</strong>. L&#8217;ADHD è la condizione che più frequentemente accompagna l&#8217;autismo nei bambini, con percentuali di compresenza stimate tra il 40 e il 70%. Esiste inoltre una parziale sovrapposizione sul piano genetico e in alcuni circuiti cerebrali. Tutto questo rende a volte difficile, anche per i clinici, distinguere i due profili a colpo d&#8217;occhio.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Ma sovrapporsi non significa essere la stessa cosa.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Le differenze fondamentali</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il &#8220;cuore&#8221; di ciascuna condizione è diverso.</p>
<ul>
<li class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">L&#8217;<strong>autismo</strong> è definito da differenze persistenti nella comunicazione e nell&#8217;interazione sociale, associate a comportamenti e interessi ristretti o ripetitivi e a particolarità nel funzionamento sensoriale.</li>
<li class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">L&#8217;<strong>ADHD</strong> è definito invece da disattenzione, iperattività-impulsività non adeguate all&#8217;età del bambino.</li>
<li class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">In altre parole: due bambini possono apparire &#8220;simili&#8221; in alcuni momenti, ma le aree centrali del loro funzionamento sono differenti.</li>
</ul>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Cosa dicono le neuroscienze: le differenze strutturali</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Grazie alle tecniche di neuroimaging (le immagini del cervello ottenute con la risonanza magnetica) oggi sappiamo che i due quadri hanno <strong>firme cerebrali distinte</strong>, osservabili anche in studi su migliaia di partecipanti.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Per capirci con un&#8217;immagine: la corteccia cerebrale è lo &#8220;strato esterno&#8221; del cervello, e i ricercatori ne misurano caratteristiche come lo spessore, il volume e l&#8217;estensione della superficie.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Nell&#8217;autismo si tende a osservare un <strong>maggiore spessore e volume corticale</strong>, concentrato soprattutto in una zona chiamata corteccia temporale superiore (un&#8217;area coinvolta nell&#8217;elaborazione dei suoni e delle informazioni sociali). Nell&#8217;ADHD, invece, si riscontrano aumenti di spessore più <strong>diffusi</strong>, ma accompagnati da una riduzione di volume e di superficie corticale in gran parte del cervello.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Sono pattern diversi, non lo stesso fenomeno in gradi diversi.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">…e le differenze funzionali</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Oltre alla struttura conta il <strong>funzionamento</strong>, cioè come il cervello lavora mentre svolge un compito.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Un esempio molto chiaro riguarda la corteccia prefrontale, la regione che possiamo immaginare come la &#8220;cabina di regia&#8221; di attenzione, pianificazione e controllo degli impulsi. Quando si chiede al cervello di tenere a mente e aggiornare di continuo delle informazioni (un classico test di memoria di lavoro), i due gruppi mostrano risposte <strong>opposte</strong>: le persone autistiche tendono a <em>iper-attivare</em> la corteccia prefrontale, mentre le persone con ADHD tendono a <em>ipo-attivarla</em>.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Esistono anche circuiti in parte condivisi — per esempio reti che collegano lobi frontali, gangli della base e cervelletto, e la cosiddetta rete di default — il che spiega alcune somiglianze comportamentali pur dentro profili neurologici differenti.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Il ruolo delle questioni sensoriali</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Le differenze sensoriali meritano un discorso a parte, perché toccano da vicino la vita quotidiana: un bambino può coprirsi le orecchie per rumori che ad altri sembrano normali, infastidirsi per le etichette dei vestiti, oppure cercare costantemente movimento e stimoli forti.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Nell&#8217;autismo l&#8217;iper- o ipo-reattività sensoriale è oggi un vero e proprio criterio diagnostico. Nell&#8217;ADHD la &#8220;sovra-responsività sensoriale&#8221; è sempre più riconosciuta come una dimensione che accompagna il quadro. In entrambi i casi questi aspetti influenzano l&#8217;attenzione, le emozioni e i comportamenti.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">È proprio qui che entra in gioco il lavoro del clinico: gli interventi che agiscono sull&#8217;integrazione sensoriale si fondano sul principio della <strong>neuroplasticità</strong>, cioè sulla capacità del cervello di modificarsi con l&#8217;esperienza, per migliorare funzionamento e benessere del bambino.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Cosa significa tutto questo per le famiglie</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Tre messaggi pratici da portare a casa.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Primo: un bambino <strong>può avere entrambe</strong> le condizioni contemporaneamente; non sono in alternativa.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Secondo: contano molto di più la <strong>valutazione individualizzata</strong> e l&#8217;osservazione del singolo bambino che non l&#8217;etichetta. Due bambini con la stessa diagnosi possono avere bisogni molto diversi.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Terzo: la ricerca si muove sempre più verso uno sguardo &#8220;dimensionale&#8221;, che osserva tratti come la reattività sensoriale o l&#8217;autoregolazione <strong>al di là della diagnosi</strong>. Questo aiuta a costruire interventi su misura, anziché ragionare per categorie rigide.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">In sintesi</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">No, l&#8217;ADHD non è una forma di autismo: sono condizioni del neurosviluppo <strong>distinte ma imparentate</strong>, che possono presentarsi insieme e che condividono alcuni meccanismi pur restando diverse nel loro nucleo e nelle loro basi cerebrali. Comprendere il profilo di ciascun bambino è il primo passo per accompagnarlo nel modo più efficace.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-809" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_06_08.png" alt="cervelli diversi" width="1448" height="1086" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_06_08.png 1448w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_06_08-980x735.png 980w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_06_08-768x576.png 768w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_06_08-560x420.png 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_06_08-600x450.png 600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_06_08-240x180.png 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_06_08-230x173.png 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_06_08-550x413.png 550w" sizes="auto, (max-width: 1448px) 100vw, 1448px" /></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><em>Questo articolo ha finalità informative e divulgative e non sostituisce una valutazione professionale. Se hai dubbi sullo sviluppo del tuo bambino, rivolgiti a un professionista dell&#8217;età evolutiva per un inquadramento personalizzato.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://centroevoluzionebambino.it/2026/05/22/adhd-forma-di-autismo-differenze-neuroscienze/">L&#8217;ADHD è una forma di autismo? Cosa dicono davvero le neuroscienze</a> sembra essere il primo su <a href="https://centroevoluzionebambino.it">Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Quando il corpo cerca regolazione</title>
		<link>https://centroevoluzionebambino.it/2026/05/01/movimento-regolazione-sensoriale-emotiva-iperattivita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rossana Giorgi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 May 2026 18:58:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="550" height="310" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/movimento-e-reoglaizone-550x310.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="aiutare il bambino sempre in movimento con approccio relazionale e sensoriale" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/movimento-e-reoglaizone-550x310.png 550w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/movimento-e-reoglaizone-980x552.png 980w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/movimento-e-reoglaizone-1600x900.png 1600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/movimento-e-reoglaizone-768x432.png 768w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/movimento-e-reoglaizone-1536x864.png 1536w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/movimento-e-reoglaizone-560x315.png 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/movimento-e-reoglaizone-600x338.png 600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/movimento-e-reoglaizone-240x135.png 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/movimento-e-reoglaizone-230x129.png 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/movimento-e-reoglaizone.png 1672w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div>
<p>Neuroscienze, relazione e approccio SPINplay Ci sono bambini che sembrano non fermarsi mai. Saltano, corrono, si arrampicano, cercano il contatto fisico, si buttano sui cuscini, spingono, tirano, girano, cambiano continuamente posizione. Spesso l’adulto vede solo il comportamento: “È troppo agitato.” “Non ascolta.” “Non riesce a stare fermo.” “Fa apposta.” Ma, dal punto di vista neuroevolutivo, &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://centroevoluzionebambino.it/2026/05/01/movimento-regolazione-sensoriale-emotiva-iperattivita/">Quando il corpo cerca regolazione</a> sembra essere il primo su <a href="https://centroevoluzionebambino.it">Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="550" height="310" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/movimento-e-reoglaizone-550x310.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="aiutare il bambino sempre in movimento con approccio relazionale e sensoriale" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/movimento-e-reoglaizone-550x310.png 550w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/movimento-e-reoglaizone-980x552.png 980w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/movimento-e-reoglaizone-1600x900.png 1600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/movimento-e-reoglaizone-768x432.png 768w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/movimento-e-reoglaizone-1536x864.png 1536w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/movimento-e-reoglaizone-560x315.png 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/movimento-e-reoglaizone-600x338.png 600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/movimento-e-reoglaizone-240x135.png 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/movimento-e-reoglaizone-230x129.png 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/movimento-e-reoglaizone.png 1672w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div><h2 style="text-align: left;"><strong>Neuroscienze, relazione e approccio SPINplay</strong></h2>
<p>Ci sono bambini che sembrano non fermarsi mai.</p>
<p>Saltano, corrono, si arrampicano, cercano il contatto fisico, si buttano sui cuscini, spingono, tirano, girano, cambiano continuamente posizione.</p>
<p>Spesso l’adulto vede solo il comportamento:</p>
<p><span style="color: #008000;"><strong>“È troppo agitato.”</strong></span><br />
<span style="color: #008000;"><strong>“Non ascolta.”</strong></span><br />
<span style="color: #008000;"><strong>“Non riesce a stare fermo.”</strong></span><br />
<span style="color: #008000;"><strong>“Fa apposta.”</strong></span></p>
<p>Ma, dal punto di vista neuroevolutivo, il movimento può avere un significato molto più profondo.</p>
<p>A volte il bambino non si sta semplicemente muovendo troppo.<br />
Sta cercando di <strong>sentire meglio il proprio corpo</strong>, di organizzare il proprio stato interno, di trovare un equilibrio tra attivazione, attenzione, emozione e relazione.</p>
<h2>Il movimento non è sempre un problema</h2>
<p>Il movimento è una delle prime forme attraverso cui il bambino conosce il mondo.</p>
<p>Prima ancora di parlare, il bambino impara attraverso il corpo:<br />
attraverso il tono muscolare, il contatto, l’equilibrio, il ritmo, la postura, la vicinanza, la distanza, la pressione, la forza.</p>
<p>Il cervello non si sviluppa separato dal corpo.</p>
<p>Le neuroscienze ci ricordano che regolazione, emozione, percezione e azione sono profondamente intrecciate. Il cervello riceve continuamente informazioni dal corpo e dall’ambiente, le integra e costruisce risposte adattive. Quando questa integrazione è fragile, il bambino può cercare movimento per aumentare o modulare le informazioni sensoriali di cui ha bisogno.</p>
<p>Per questo, nel nostro lavoro clinico, la domanda non è solo:</p>
<blockquote>
<p>“Come faccio a farlo stare fermo?”</p>
</blockquote>
<p>La domanda più importante diventa:</p>
<blockquote>
<p><span style="color: #008000;"><strong>Che cosa sta cercando il suo sistema nervoso attraverso quel movimento?</strong></span></p>
</blockquote>
<h2>Una lettura diversa: dal comportamento al bisogno</h2>
<p>Quando un bambino si muove molto, possiamo osservare diversi livelli.</p>
<h3>1. Il livello corporeo</h3>
<p>Il bambino può cercare input propriocettivi, vestibolari, tattili o enterocettivi.</p>
<p>Può avere bisogno di:</p>
<ul>
<li><strong>pressione profonda: </strong>abbracci forti, cuscini, spinte, trazioni</li>
<li><strong>movimento vestibolare: </strong>dondolare, saltare, girare, arrampicarsi</li>
<li><strong>confini corporei più chiari: </strong>sentire dove finisce il proprio corpo e dove inizia lo spazio</li>
<li><strong>scarico motorio: </strong>liberare un’attivazione interna troppo alta</li>
<li><strong>organizzazione posturale: </strong>trovare stabilità per poter guardare, ascoltare, partecipare</li>
</ul>
<h3> </h3>
<h3>2. Il livello emotivo</h3>
<p>Il movimento può comparire quando il bambino è:</p>
<p>sovraccarico, eccitato, stanco, frustrato, preoccupato, disorientato, in attesa, oppure quando non capisce cosa sta per succedere.</p>
<p>In questi casi, il corpo parla prima delle parole.</p>
<h3> </h3>
<h3>3. Il livello relazionale</h3>
<p>Il movimento non avviene mai “nel vuoto”.</p>
<p>Anche quando sembra un’azione solo corporea — saltare, correre, arrampicarsi, spingere, cadere sui cuscini — il bambino sta sempre vivendo quell’esperienza dentro un contesto: uno spazio, un adulto, un clima emotivo, una possibilità di essere visto, sostenuto, contenuto o modulato.</p>
<p>Nel lavoro SPINplay, il movimento viene osservato anche per ciò che produce nella relazione.</p>
<p>Un bambino può muoversi e perdere completamente il contatto con l’altro.<br />
Oppure può muoversi e, dentro quel movimento, iniziare a cercare uno sguardo, un turno, una risposta, una variazione, una sorpresa condivisa.</p>
<p>La differenza è clinicamente molto importante.</p>
<p>Non basta quindi chiedersi se il bambino si muove tanto.<br />
È necessario osservare <strong>come il movimento modifica la qualità della sua presenza relazionale</strong>.</p>
<p>Dopo un salto, cerca l’adulto?<br />
Durante una corsa, mantiene un filo di attenzione condivisa?<br />
Quando l’adulto introduce una piccola variazione, il bambino la nota?<br />
Riesce ad aspettare, anticipare, protestare, chiedere ancora, modificare il gioco?</p>
<p>In questa prospettiva, il movimento può diventare una porta d’ingresso per la relazione, ma solo se l’adulto riesce a entrare nell’esperienza del bambino senza spezzarla, aiutandolo gradualmente a trasformare l’azione corporea in un’esperienza condivisa, intenzionale e più organizzata.</p>
<h2>Il punto chiave: il movimento regola o disorganizza?</h2>
<p>Non tutte le attività di movimento aiutano davvero.</p>
<p>Un bambino può saltare e, dopo, essere più presente, più disponibile, più capace di guardare, comunicare e partecipare.</p>
<p>In questo caso il movimento ha probabilmente avuto una funzione regolativa.</p>
<p>Ma può accadere anche il contrario.</p>
<p>Il bambino salta, corre, gira, si eccita sempre di più, perde il contatto con l’altro, non riesce più a fermarsi, urla, ride in modo incontrollato o va in crisi.</p>
<p>In questo caso il movimento non sta regolando.<br />
Sta aumentando la disorganizzazione.</p>
<p>Per questo motivo, non basta proporre “attività sensoriali”.</p>
<p>Serve osservare con precisione <strong>l’effetto dell’esperienza sul bambino</strong>.</p>
<h2>La domanda clinica che guida SPINplay</h2>
<p>Nel nostro approccio non ci chiediamo semplicemente:</p>
<p><strong>“Questa attività è sensoriale?”</strong></p>
<p>Ci chiediamo:</p>
<blockquote>
<p><span style="color: #008000;"><strong>Questa esperienza aiuta questo bambino, in questo momento, a essere più presente, più connesso, più organizzato e più capace di partecipare?</strong></span></p>
</blockquote>
<p>Questa è una differenza fondamentale.</p>
<p>Il movimento non viene usato solo per “scaricare energia”.<br />
Viene trasformato in un’esperienza evolutiva.</p>
<h2>Dal corpo alla partecipazione</h2>
<p>Nel lavoro SPINplay, il corpo è il punto di partenza, ma non il punto di arrivo.</p>
<p>L’obiettivo non è far muovere il bambino di più. E non è nemmeno farlo muovere di meno.</p>
<p>L’obiettivo è aiutarlo a usare il corpo per:</p>
<ul>
<li><strong>regolarsi: </strong>trovare uno stato più stabile e disponibile</li>
<li><strong>entrare in relazione: </strong>sentire l’altro come presenza sicura e significativa</li>
<li><strong>costruire intenzionalità: </strong>iniziare, continuare, modificare e condividere un’azione</li>
<li><strong>comunicare: </strong>usare sguardo, gesto, corpo, voce e parole in modo più intenzionale</li>
<li><strong>partecipare: </strong>essere più presente nel gioco, nella quotidianità e nei contesti di vita</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Qui il movimento diventa sviluppo.</p>
<h2>Perché dire solo “stai fermo” spesso non funziona</h2>
<p>Molti bambini non riescono a fermarsi perché non hanno ancora costruito sufficienti strumenti interni di autoregolazione.</p>
<p>Chiedere a un bambino non regolato di stare fermo può essere come chiedere a una persona agitata di rilassarsi solo perché qualcuno glielo ordina.</p>
<p>Il bambino può non sapere ancora come fare.</p>
<p>Ha bisogno di un adulto che sappia leggere il suo stato, organizzare l’ambiente, dosare il movimento, creare ritmo, offrire sicurezza e trasformare l’azione in relazione.</p>
<p>Il limite resta importante. Ma il limite da solo non basta.</p>
<p>Serve una cornice che aiuti il bambino a sentire:</p>
<p><span style="color: #008000;"><strong>“Il mio corpo ha un senso.”</strong></span><br />
<span style="color: #008000;"><strong>“L’adulto mi capisce.”</strong></span><br />
<span style="color: #008000;"><strong>“Posso muovermi senza perdermi.”</strong></span><br />
<span style="color: #008000;"><strong>“Posso fermarmi senza sentirmi bloccato.”</strong></span><br />
<span style="color: #008000;"><strong>“Posso condividere questa esperienza con qualcuno.”</strong></span></p>
<h2>Cosa osservare a casa</h2>
<p>Può essere utile osservare quando il bambino cerca più movimento.</p>
<p>Succede soprattutto:</p>
<p><span style="color: #008000;"><em><strong>dopo la scuola?</strong></em></span><br />
<span style="color: #008000;"><em><strong>quando è stanco?</strong></em></span><br />
<span style="color: #008000;"><em><strong>quando deve aspettare?</strong></em></span><br />
<span style="color: #008000;"><em><strong>quando ci sono rumori o confusione?</strong></em></span><br />
<span style="color: #008000;"><em><strong>quando riceve troppe richieste verbali?</strong></em></span><br />
<span style="color: #008000;"><em><strong>quando cambia attività?</strong></em></span><br />
<span style="color: #008000;"><em><strong>quando non sa cosa sta per succedere?</strong></em></span><br />
<span style="color: #008000;"><em><strong>quando l’adulto interrompe un gioco?</strong></em></span></p>
<p>Poi è importante osservare cosa accade dopo.</p>
<p>Dopo essersi mosso, il bambino:</p>
<p><em><span style="color: #008000;"><strong>è più calmo?</strong></span></em><br />
<em><span style="color: #008000;"><strong>guarda di più?</strong></span></em><br />
<em><span style="color: #008000;"><strong>comunica meglio?</strong></span></em><br />
<em><span style="color: #008000;"><strong>riesce a partecipare?</strong></span></em><br />
<em><span style="color: #008000;"><strong>torna al gioco?</strong></span></em><br />
<em><span style="color: #008000;"><strong>oppure si eccita sempre di più?</strong></span></em><br />
<em><span style="color: #008000;"><strong>perde il controllo?</strong></span></em><br />
<em><span style="color: #008000;"><strong>si isola?</strong></span></em><br />
<em><span style="color: #008000;"><strong>va in crisi?</strong></span></em></p>
<p>Queste osservazioni aiutano a capire se il movimento sta sostenendo la regolazione o se sta alimentando la disregolazione.</p>
<h2>Quando può essere utile una valutazione</h2>
<p>Può essere utile approfondire quando il movimento interferisce con la vita quotidiana del bambino.</p>
<p>Ad esempio quando:</p>
<ul>
<li>
<p>non riesce a partecipare al gioco</p>
</li>
<li>
<p>fatica molto a scuola o nei contesti educativi</p>
</li>
<li>
<p>cade spesso o urta gli altri anche involontariamente</p>
</li>
<li>
<p>sembra non percepire il pericolo</p>
</li>
<li>
<p>usa troppa forza</p>
</li>
<li>
<p>passa rapidamente da eccitazione a crisi</p>
</li>
<li>
<p>non riesce a fermarsi anche quando è stanco</p>
</li>
<li>
<p>il movimento ostacola relazione, comunicazione o apprendimento</p>
</li>
<li>
<p>la famiglia vive la quotidianità con forte fatica</p>
</li>
</ul>
<p><span style="color: #800000;">L’obiettivo della valutazione non è “spegnere” il bambino.</span></p>
<p>L’obiettivo è comprendere il suo profilo e costruire un percorso che tenga insieme corpo, regolazione, relazione e sviluppo.</p>
<h2>Come lavoriamo al Centro Evoluzione Bambino</h2>
<p>Al Centro Evoluzione Bambino osserviamo il movimento all’interno di una cornice neuroevolutiva.</p>
<p>Non guardiamo solo cosa fa il bambino.<br />
Osserviamo come lo fa, quando lo fa, con quale intensità, con quale effetto sul suo stato e dentro quale qualità di relazione.</p>
<p>L’approccio SPINplay nasce proprio da questa integrazione:</p>
<ul>
<li><strong>processazione sensoriale</strong></li>
<li><strong>gioco interpersonale</strong></li>
<li><strong>regolazione emotiva</strong></li>
<li><strong>relazione</strong></li>
<li><strong>intenzionalità comunicativa</strong></li>
<li><strong>partecipazione alla vita quotidiana</strong></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_807" style="width: 351px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-807" class=" wp-image-807" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/immagine-movimento-e-spinplay.png" alt="corpo e regolazione" width="341" height="426" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/immagine-movimento-e-spinplay.png 1122w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/immagine-movimento-e-spinplay-784x980.png 784w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/immagine-movimento-e-spinplay-768x960.png 768w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/immagine-movimento-e-spinplay-560x700.png 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/immagine-movimento-e-spinplay-400x500.png 400w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/immagine-movimento-e-spinplay-240x300.png 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/immagine-movimento-e-spinplay-230x287.png 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/immagine-movimento-e-spinplay-480x600.png 480w" sizes="auto, (max-width: 341px) 100vw, 341px" /><p id="caption-attachment-807" class="wp-caption-text">L&#8217;approccio SPINplay</p></div>
<p>Il setting terapeutico non è pensato come un luogo dove il bambino “sfoga energia”, ma come uno spazio altamente intenzionale in cui il movimento può diventare esperienza condivisa, organizzata e significativa.</p>
<p>Il corpo diventa una porta d’ingresso.</p>
<p>La relazione diventa la cornice.</p>
<p>Il gioco diventa il luogo in cui il bambino può integrare, comunicare e crescere.</p>
<p>Un bambino che si muove tanto non è necessariamente un bambino che non vuole ascoltare.</p>
<p>A volte è un bambino che sta cercando regolazione.</p>
<p><span style="color: #008000;"><em>Sta cercando il proprio corpo.</em></span><br />
<span style="color: #008000;"><em>Sta cercando confini.</em></span><br />
<span style="color: #008000;"><em>Sta cercando ritmo.</em></span><br />
<span style="color: #008000;"><em>Sta cercando sicurezza.</em></span><br />
<span style="color: #008000;"><em>Sta cercando una relazione che lo aiuti a non perdersi dentro l’intensità delle sue sensazioni.</em></span></p>
<p>Quando impariamo a leggere il movimento, iniziamo a vedere qualcosa di più profondo del comportamento.</p>
<p>Vediamo un bambino che sta provando a organizzarsi. Ed è da lì che possiamo iniziare ad aiutarlo davvero</p>
<h2>Vuoi capire meglio il profilo del tuo bambino?</h2>
<p>Se il movimento, l’agitazione, la ricerca continua di contatto o la difficoltà a fermarsi stanno interferendo con la quotidianità, può essere utile un primo colloquio per comprendere meglio cosa osservare e quale percorso potrebbe essere più adatto.</p>
<p><strong>Prenota un appuntamento qui:</strong><br />
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<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://centroevoluzionebambino.it/2026/05/01/movimento-regolazione-sensoriale-emotiva-iperattivita/">Quando il corpo cerca regolazione</a> sembra essere il primo su <a href="https://centroevoluzionebambino.it">Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Primi segnali di autismo nei bambini: cosa osservare davvero</title>
		<link>https://centroevoluzionebambino.it/2026/03/29/primi-segnali-di-autismo-nei-bambini-cosa-osservare-davvero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rossana Giorgi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Mar 2026 18:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://centroevoluzionebambino.it/?p=792</guid>

					<description><![CDATA[<div><img width="550" height="367" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-20_16_44-550x367.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="autismo si o no" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-20_16_44-550x367.png 550w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-20_16_44-980x653.png 980w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-20_16_44-768x512.png 768w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-20_16_44-450x300.png 450w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-20_16_44-600x400.png 600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-20_16_44-560x373.png 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-20_16_44-240x160.png 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-20_16_44-230x153.png 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-20_16_44.png 1536w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div>
<p>Ci sono momenti in cui un genitore inizia a guardare il proprio bambino in modo diverso. Non perché qualcosa sia chiaramente “sbagliato”. Ma perché qualcosa non torna del tutto. Uno sguardo che non si aggancia. Un gioco che resta sempre uguale. Un’interazione che non prende forma. E allora si inizia a cercare. Quando si cercano &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://centroevoluzionebambino.it/2026/03/29/primi-segnali-di-autismo-nei-bambini-cosa-osservare-davvero/">Primi segnali di autismo nei bambini: cosa osservare davvero</a> sembra essere il primo su <a href="https://centroevoluzionebambino.it">Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="550" height="367" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-20_16_44-550x367.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="autismo si o no" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-20_16_44-550x367.png 550w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-20_16_44-980x653.png 980w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-20_16_44-768x512.png 768w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-20_16_44-450x300.png 450w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-20_16_44-600x400.png 600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-20_16_44-560x373.png 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-20_16_44-240x160.png 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-20_16_44-230x153.png 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-20_16_44.png 1536w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div><p data-start="437" data-end="525">Ci sono momenti in cui un genitore inizia a guardare il proprio bambino in modo diverso.</p>
<p data-start="527" data-end="617">Non perché qualcosa sia chiaramente “sbagliato”.<br data-start="575" data-end="578" /><br />
Ma perché qualcosa non torna del tutto.</p>
<p data-start="619" data-end="726">Uno sguardo che non si aggancia.<br data-start="651" data-end="654" /><br />
Un gioco che resta sempre uguale.<br data-start="687" data-end="690" /><br />
Un’interazione che non prende forma.</p>
<p data-start="728" data-end="757">E allora si inizia a cercare.</p>
<p data-start="796" data-end="887">Quando si cercano informazioni sui primi segnali di autismo, si trovano quasi sempre liste.</p>
<ul data-start="889" data-end="979">
<li data-section-id="1dfta77" data-start="889" data-end="903">non guarda</li>
<li data-section-id="w7mbyz" data-start="904" data-end="928">non risponde al nome</li>
<li data-section-id="8mepe9" data-start="929" data-end="946">gioca da solo</li>
<li data-section-id="1udege7" data-start="947" data-end="979">ripete sempre le stesse cose</li>
</ul>
<p data-start="981" data-end="1048">Queste liste aiutano a orientarsi.<br data-start="1015" data-end="1018" /><br />
Ma hanno un limite importante: non spiegano <strong data-start="1063" data-end="1097">cosa si sta osservando davvero</strong>.</p>
<h2 data-section-id="24ay1g" data-start="1105" data-end="1159"><span role="text"><strong data-start="1108" data-end="1159">Non tutti i segnali hanno lo stesso significato</strong></span></h2>
<p data-start="1161" data-end="1242">Alcuni comportamenti vengono spesso associati all’autismo, ma non sono specifici.</p>
<p data-start="1244" data-end="1255">Ad esempio:</p>
<ul data-start="1257" data-end="1391">
<li data-section-id="8b5y0y" data-start="1257" data-end="1279">camminare in punta</li>
<li data-section-id="19lnvnx" data-start="1280" data-end="1323">movimenti ripetitivi (come sfarfallare)</li>
<li data-section-id="v4buvw" data-start="1324" data-end="1359">ricerca o evitamento di stimoli</li>
<li data-section-id="1khqx80" data-start="1360" data-end="1391">rigidità in alcune attività</li>
</ul>
<p data-start="1393" data-end="1447">Questi aspetti possono comparire anche in bambini con:</p>
<ul data-start="1449" data-end="1567">
<li data-section-id="1cz6xk3" data-start="1449" data-end="1490">difficoltà di elaborazione sensoriale</li>
<li data-section-id="1k3mu74" data-start="1491" data-end="1530">fragilità nella regolazione emotiva</li>
<li data-section-id="4q7sz6" data-start="1531" data-end="1567">modalità di sviluppo non lineari</li>
</ul>
<p data-start="1569" data-end="1691">Nella mia esperienza clinica, ho osservato bambini con queste caratteristiche che non rientravano in un quadro di autismo.</p>
<p data-start="1693" data-end="1771">Il comportamento, da solo, non è sufficiente per definire il funzionamento.</p>
<h2 data-section-id="1v0v3r4" data-start="1778" data-end="1831"><span role="text"><strong data-start="1781" data-end="1831">Lo stesso comportamento, funzionamenti diversi</strong></span></h2>
<p data-start="1833" data-end="1974">Un bambino può non guardare perché è disinteressato.<br data-start="1885" data-end="1888" /><br />
Oppure perché è troppo coinvolto.<br data-start="1921" data-end="1924" /><br />
Oppure perché lo sguardo è difficile da sostenere.</p>
<p data-start="1976" data-end="2094">Un bambino può ripetere un’azione perché sta organizzando un’esperienza.<br data-start="2048" data-end="2051" /><br />
Oppure perché fatica a renderla flessibile.</p>
<p data-start="2096" data-end="2243">Un bambino può isolarsi perché non riesce ancora a costruire uno spazio condiviso.<br data-start="2178" data-end="2181" /><br />
Oppure perché ha bisogno di regolare il proprio stato interno.</p>
<h2 data-section-id="11ujfb8" data-start="2250" data-end="2287"><span role="text"><strong data-start="2253" data-end="2287">Quello che le &#8220;liste&#8221; non dicono</strong></span></h2>
<p data-start="2289" data-end="2364">Le liste descrivono il comportamento ma non raccontano il funzionamento.</p>
<p data-start="2366" data-end="2394">E il funzionamento riguarda:</p>
<ul data-start="2396" data-end="2553">
<li data-section-id="bfwoli" data-start="2396" data-end="2437">come il bambino entra nella relazione</li>
<li data-section-id="a6uzdl" data-start="2438" data-end="2469">come organizza l’attenzione</li>
<li data-section-id="ew0kza" data-start="2470" data-end="2503">come costruisce un’esperienza</li>
<li data-section-id="dkyj8n" data-start="2504" data-end="2553">come attribuisce significato a ciò che accade</li>
</ul>
<p data-start="2555" data-end="2636">Due bambini con comportamenti simili possono avere bisogni completamente diversi.</p>
<h2 data-section-id="1pk85ry" data-start="2643" data-end="2672"><span role="text"><strong data-start="2646" data-end="2672">Cosa osservare davvero</strong></span></h2>
<p data-start="2674" data-end="2765">Più che chiedersi <em data-start="2692" data-end="2716">“questo è un segnale?”</em>, può essere più utile fermarsi su altre domande:</p>
<ul>
<li data-start="2767" data-end="2832">Il bambino riesce a coinvolgere l’altro, anche per brevi momenti?</li>
<li data-start="2834" data-end="2888">L’interazione prende forma o si interrompe facilmente?</li>
<li data-start="2890" data-end="2940">C’è un tentativo di condividere, anche se fragile?</li>
<li data-start="2942" data-end="2991">Quello che fa evolve, oppure resta sempre uguale?</li>
</ul>
<h2 data-section-id="12prj83" data-start="2998" data-end="3022"> </h2>
<h2 data-section-id="12prj83" data-start="2998" data-end="3022"><span role="text"><strong data-start="3001" data-end="3022">Un punto delicato</strong></span></h2>
<p data-start="3024" data-end="3074">Ci sono bambini che non mostrano segnali evidenti.</p>
<p data-start="3076" data-end="3096">Ma che faticano nel:</p>
<ul data-start="3098" data-end="3194">
<li data-section-id="tafpaf" data-start="3098" data-end="3124">mantenere la relazione</li>
<li data-section-id="ts0wpl" data-start="3125" data-end="3165">costruire continuità nell’esperienza</li>
<li data-section-id="sl103u" data-start="3166" data-end="3194">integrare ciò che accade</li>
</ul>
<p data-start="3196" data-end="3268">Non è qualcosa che si vede subito.<br data-start="3230" data-end="3233" /><br />
È qualcosa che si coglie nel tempo.</p>
<h2 data-section-id="1xz6q17" data-start="3275" data-end="3302"><span role="text"><strong data-start="3278" data-end="3302">Tra allarme e attesa</strong></span></h2>
<p data-start="3304" data-end="3350">Spesso le famiglie si trovano tra due estremi:</p>
<ul>
<li data-start="3352" data-end="3417">chi dice di aspettare</li>
<li data-start="3352" data-end="3417">chi spinge verso una diagnosi immediata</li>
</ul>
<p data-start="3419" data-end="3466">In mezzo, però, c’è uno spazio molto più utile: quello della comprensione.</p>
<p data-start="3496" data-end="3580">Comprendere come quel bambino funziona, oggi, nel suo modo unico di stare nel mondo.</p>
<h2 data-section-id="emwanj" data-start="3587" data-end="3620"><span role="text"><strong data-start="3590" data-end="3620">Il nostro modo di lavorare</strong></span></h2>
<p data-start="3622" data-end="3677">Nel nostro centro non partiamo da una lista di sintomi.</p>
<p data-start="3679" data-end="3760">Partiamo da un’osservazione attenta e approfondita del funzionamento del bambino.</p>
<p data-start="3762" data-end="3788">Questo significa guardare:</p>
<ul data-start="3790" data-end="3953">
<li data-section-id="8nfbdz" data-start="3790" data-end="3820">come entra nella relazione</li>
<li data-section-id="n7bi1o" data-start="3821" data-end="3859">come utilizza il corpo e lo spazio</li>
<li data-section-id="1b2bbih" data-start="3860" data-end="3898">come si organizza nelle esperienze</li>
<li data-section-id="180kol" data-start="3899" data-end="3953">come costruisce (o fatica a costruire) significato</li>
</ul>
<p data-start="3955" data-end="3998">A partire da qui, il percorso prende forma.</p>
<p data-start="4000" data-end="4093">Non per correggere comportamenti, ma per sostenere lo sviluppo nelle sue basi più profonde.</p>
<h2 data-section-id="1jlrtf" data-start="4100" data-end="4143"><span role="text"><strong data-start="4103" data-end="4143">Quando può essere utile un confronto</strong></span></h2>
<p data-start="4145" data-end="4304">Quando qualcosa viene percepito come “non del tutto chiaro”, quando le interazioni non scorrono, quando il bambino sembra fare, ma non condividere davvero. Quando semplicemente il genitore è preoccupato e magari &#8220;non ascoltato&#8221;.</p>
<p data-start="4306" data-end="4349">In questi casi, un confronto può aiutare a:</p>
<ul data-start="4351" data-end="4462">
<li data-section-id="5jvrek" data-start="4351" data-end="4386">dare senso a ciò che si osserva</li>
<li data-section-id="81db40" data-start="4387" data-end="4419">comprendere il funzionamento</li>
<li data-section-id="1bbhoip" data-start="4420" data-end="4462">orientarsi con maggiore consapevolezza</li>
</ul>
<h2 data-section-id="17x9as2" data-start="226" data-end="275"> </h2>
<h2 data-section-id="17x9as2" data-start="226" data-end="275"><span role="text"><strong data-start="229" data-end="275">Esperienza e profondità del lavoro clinico</strong></span></h2>
<p data-start="277" data-end="417">Negli anni, il lavoro con bambini con profili complessi ha permesso di sviluppare uno sguardo clinico che va oltre il singolo comportamento.</p>
<p data-start="419" data-end="581">Ogni bambino porta una combinazione unica di caratteristiche, e ciò che può apparire simile in superficie richiede spesso una comprensione molto più approfondita.</p>
<p data-start="583" data-end="787">È proprio in questa complessità che diventa fondamentale affidarsi a professionisti che abbiano esperienza nel leggere il funzionamento evolutivo nel suo insieme, e non solo attraverso indicatori isolati.</p>
<p data-start="789" data-end="976">Il lavoro quotidiano con bambini e famiglie, insieme alla formazione continua in ambito neuroevolutivo, permette di orientare l’intervento in modo mirato, rispettoso e realmente efficace.</p>
<h2 data-section-id="1jnwge4" data-start="983" data-end="1033"><span role="text"><strong data-start="986" data-end="1033">Quando è necessario un lavoro più intensivo</strong></span></h2>
<p data-start="1035" data-end="1180">Presso il nostro studio a Livorno effettuiamo <em>interventi in modalità intensiva.</em></p>
<p data-start="1182" data-end="1299">Non si tratta di “fare di più”, ma di creare condizioni più continuative e organizzate, che permettano al bambino di:</p>
<ul data-start="1301" data-end="1484">
<li data-section-id="6js0im" data-start="1301" data-end="1332">stabilizzare la regolazione</li>
<li data-section-id="w545ia" data-start="1333" data-end="1375">entrare più facilmente nella relazione</li>
<li data-section-id="ejkia0" data-start="1376" data-end="1421">costruire esperienze condivise più solide</li>
<li data-section-id="1li749v" data-start="1422" data-end="1484">sostenere lo sviluppo della comunicazione e del linguaggio</li>
</ul>
<p data-start="1486" data-end="1527">Per approfondire questo tipo di percorso:</p>
<p data-start="1529" data-end="1608">👉 <strong data-start="1532" data-end="1565">Scopri il programma intensivo: <a href="https://centroevoluzionebambino.it/servizi-di-terapia-neuropsicomotoria/terapia-intensiva-neuropsicomotoria/">clicca qui</a></strong></p>
<p data-start="1529" data-end="1608"><br data-start="1565" data-end="1568" /><br />
<span role="text"><strong data-start="4472" data-end="4486">Dove siamo</strong></span></p>
<p data-start="4488" data-end="4634">Il centro si trova a Livorno e accoglie bambini e famiglie in un percorso costruito a partire dalle caratteristiche specifiche di ciascun bambino.</p>
<h2 data-section-id="6uz9cr" data-start="4641" data-end="4656"><span role="text"><strong data-start="4644" data-end="4656">Contatti</strong></span></h2>
<p data-start="4658" data-end="4815">È possibile richiedere un primo colloquio conoscitivo, per osservare insieme il funzionamento del bambino e comprendere quale direzione può essere più utile: <a href="https://calendly.com/centroevoluzionebambino/30min?back=1&amp;month=2026-04">CLICCA QUI</a></p>
<p data-start="5006" data-end="5103"> </p>
<p>L'articolo <a href="https://centroevoluzionebambino.it/2026/03/29/primi-segnali-di-autismo-nei-bambini-cosa-osservare-davvero/">Primi segnali di autismo nei bambini: cosa osservare davvero</a> sembra essere il primo su <a href="https://centroevoluzionebambino.it">Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bambino che non condivide: quando manca il “fare insieme”</title>
		<link>https://centroevoluzionebambino.it/2026/03/29/bambino-che-non-condivide-non-indica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rossana Giorgi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Mar 2026 17:55:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://centroevoluzionebambino.it/?p=789</guid>

					<description><![CDATA[<div><img width="550" height="367" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_50_06-550x367.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="Bambino che gioca da solo" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_50_06-550x367.png 550w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_50_06-980x653.png 980w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_50_06-768x512.png 768w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_50_06-450x300.png 450w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_50_06-600x400.png 600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_50_06-560x373.png 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_50_06-240x160.png 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_50_06-230x153.png 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_50_06.png 1536w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div>
<p>Comprendere la costruzione dell’esperienza condivisa nello sviluppo  “Gioca da solo.” “Non mi coinvolge.” “Fa le cose, ma senza cercarmi.” Sono osservazioni che spesso non vengono considerate subito preoccupanti. Eppure, toccano uno degli aspetti più profondi dello sviluppo. Non è solo cosa fa il bambino, ma se lo fa con qualcuno. Non è solo gioco: è &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://centroevoluzionebambino.it/2026/03/29/bambino-che-non-condivide-non-indica/">Bambino che non condivide: quando manca il “fare insieme”</a> sembra essere il primo su <a href="https://centroevoluzionebambino.it">Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="550" height="367" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_50_06-550x367.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="Bambino che gioca da solo" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_50_06-550x367.png 550w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_50_06-980x653.png 980w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_50_06-768x512.png 768w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_50_06-450x300.png 450w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_50_06-600x400.png 600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_50_06-560x373.png 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_50_06-240x160.png 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_50_06-230x153.png 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_50_06.png 1536w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div><h3 data-section-id="1phncq4" data-start="354" data-end="435">Comprendere la costruzione dell’esperienza condivisa nello sviluppo </h3>
<p data-start="437" data-end="510">“Gioca da solo.”<br data-start="453" data-end="456" /><br />
“Non mi coinvolge.”<br data-start="475" data-end="478" /><br />
“Fa le cose, ma senza cercarmi.”</p>
<p data-start="512" data-end="650">Sono osservazioni che spesso non vengono considerate subito preoccupanti.<br data-start="585" data-end="588" /><br />
Eppure, toccano uno degli aspetti più profondi dello sviluppo.</p>
<p data-start="652" data-end="714"><strong data-start="655" data-end="714">Non è solo cosa fa il bambino, ma se lo fa con qualcuno.</strong></p>
<h2 data-section-id="19y2gko" data-start="721" data-end="768"><span role="text"><strong data-start="724" data-end="768">Non è solo gioco: è esperienza condivisa</strong></span></h2>
<p data-start="770" data-end="785">Un bambino può:</p>
<ul data-start="787" data-end="844">
<li data-section-id="fh9mm3" data-start="787" data-end="804">usare oggetti</li>
<li data-section-id="1dvhp0e" data-start="805" data-end="830">muoversi nello spazio</li>
<li data-section-id="1aee561" data-start="831" data-end="844">esplorare</li>
</ul>
<p data-start="846" data-end="908">Ma questo non significa necessariamente che stia condividendo.</p>
<p data-start="910" data-end="950">La condivisione implica qualcosa in più:</p>
<ul data-start="952" data-end="1083">
<li data-section-id="1s1jyiw" data-start="952" data-end="989">includere l’altro nell’esperienza</li>
<li data-section-id="1r8omw7" data-start="990" data-end="1031">coordinare azioni, tempi e attenzione</li>
<li data-section-id="1ag7i5f" data-start="1032" data-end="1083">costruire qualcosa che abbia senso per entrambi</li>
</ul>
<p data-start="1085" data-end="1131">E&#8217; il passaggio da “fare” a <strong data-start="1115" data-end="1131">fare insieme.</strong></p>
<h2 data-section-id="olly2u" data-start="1138" data-end="1190"><span role="text"><strong data-start="1141" data-end="1190">Quando manca la condivisione: cosa osserviamo</strong></span></h2>
<p data-start="1192" data-end="1261">Le ricerche sullo sviluppo mostrano che alcune difficoltà riguardano:</p>
<ul data-start="1263" data-end="1411">
<li data-section-id="5oyj4p" data-start="1263" data-end="1307">la costruzione dell’attenzione condivisa</li>
<li data-section-id="10r0pwl" data-start="1308" data-end="1356">la capacità di integrare l’altro nell’azione</li>
<li data-section-id="og5gk5" data-start="1357" data-end="1411">l’organizzazione dell’esperienza in modo reciproco</li>
</ul>
<p data-start="1413" data-end="1428">Un bambino può:</p>
<ul data-start="1430" data-end="1583">
<li data-section-id="7ze7nj" data-start="1430" data-end="1473">essere molto attivo, ma non coinvolgere</li>
<li data-section-id="1gkjqo0" data-start="1474" data-end="1514">usare gli oggetti in modo ripetitivo</li>
<li data-section-id="adrv0d" data-start="1515" data-end="1541">non cercare lo scambio</li>
<li data-section-id="17wh06n" data-start="1542" data-end="1583">interrompere facilmente l’interazione</li>
</ul>
<p data-start="1585" data-end="1654"><strong>Non è disinteresse, ma difficoltà a costruire l’esperienza insieme.</strong></p>
<h2 data-section-id="e75nrl" data-start="1661" data-end="1699"><span role="text"><strong data-start="1664" data-end="1699">Perché questo è così importante</strong></span></h2>
<p data-start="1701" data-end="1755">La capacità di condividere non riguarda solo il gioco.</p>
<p data-start="1757" data-end="1772">È alla base di:</p>
<ul data-start="1774" data-end="1843">
<li data-section-id="1vpc06m" data-start="1774" data-end="1791">comunicazione</li>
<li data-section-id="188s506" data-start="1792" data-end="1806">linguaggio</li>
<li data-section-id="824y6a" data-start="1807" data-end="1829">pensiero simbolico</li>
<li data-section-id="76u6w5" data-start="1830" data-end="1843">relazione</li>
</ul>
<p data-start="1845" data-end="1900"><em>E&#8217; il punto in cui l’esperienza diventa significativa.</em></p>
<h2 data-section-id="1lcjw1f" data-start="1907" data-end="1956"><span role="text"><strong data-start="1910" data-end="1956">Non si tratta di “insegnare a condividere”</strong></span></h2>
<p data-start="1958" data-end="1963">Dire:</p>
<p data-start="1965" data-end="2002">“Dai, fallo con me”<br data-start="1984" data-end="1987" /><br />
“Coinvolgimi”</p>
<p data-start="2004" data-end="2022">Non è sufficiente.</p>
<p data-start="2024" data-end="2113">Perché la condivisione non è una regola da apprendere, ma una capacità che si costruisce.</p>
<h2 data-section-id="656t62" data-start="2120" data-end="2159"><span role="text"><strong data-start="2123" data-end="2159">Come lavoriamo su questo aspetto</strong></span></h2>
<p data-start="2161" data-end="2199">Nel nostro studio, il lavoro parte da:</p>
<ul data-start="2201" data-end="2334">
<li data-section-id="1uzdeab" data-start="2201" data-end="2239">come il bambino organizza l’azione</li>
<li data-section-id="s60os9" data-start="2240" data-end="2281">come utilizza lo spazio e gli oggetti</li>
<li data-section-id="jlqhb1" data-start="2282" data-end="2334">quanto riesce a tollerare la presenza dell’altro</li>
</ul>
<p data-start="2336" data-end="2365">Costruiamo esperienze in cui:</p>
<ul data-start="2367" data-end="2482">
<li data-section-id="xzugx9" data-start="2367" data-end="2410">l’adulto entra gradualmente nell’azione</li>
<li data-section-id="1st18fi" data-start="2411" data-end="2449">il gioco si trasforma e si espande</li>
<li data-section-id="1q0teue" data-start="2450" data-end="2482">si creano sequenze condivise</li>
</ul>
<p data-start="2484" data-end="2590">L’obiettivo non è partecipare “insieme”, <strong>ma costruire qualcosa che esista tra bambino e adulto.</strong></p>
<h2 data-section-id="dop9e8" data-start="2597" data-end="2629"><span role="text"><strong data-start="2600" data-end="2629">Un passaggio fondamentale</strong></span></h2>
<p data-start="2631" data-end="2671">Molti bambini non faticano a fare, ma a:</p>
<p data-start="2673" data-end="2718"><strong data-start="2676" data-end="2718">integrare l’altro dentro ciò che fanno</strong></p>
<p data-start="2720" data-end="2772">È qui che si costruisce la base della comunicazione.</p>
<h2 data-section-id="1qge3xe" data-start="2779" data-end="2817"><span role="text"><strong data-start="2782" data-end="2817">Quando osservare con attenzione</strong></span></h2>
<p data-start="2819" data-end="2856">Può essere utile approfondire quando:</p>
<ul data-start="2858" data-end="2989">
<li data-section-id="tdl5jg" data-start="2858" data-end="2893">il bambino gioca sempre da solo</li>
<li data-section-id="3teedf" data-start="2894" data-end="2916">non cerca l’adulto</li>
<li data-section-id="550vew" data-start="2917" data-end="2945">non mantiene interazioni</li>
<li data-section-id="41oib1" data-start="2946" data-end="2989">il gioco è ripetitivo e poco flessibile</li>
</ul>
<h2 data-section-id="1my7guu" data-start="2996" data-end="3020"> </h2>
<h2 data-section-id="1my7guu" data-start="2996" data-end="3020">🔗 Collegamenti utili</h2>
<p data-start="3022" data-end="3170">👉 Se hai osservato anche difficoltà nello sguardo → <a href="https://centroevoluzionebambino.it/2026/03/29/bambino-che-non-guarda-negli-occhi-cosa-significa-davvero/">clicca qui</a><br data-start="3098" data-end="3101" /><br />
👉 Se il bambino non risponde al nome → <a href="https://centroevoluzionebambino.it/2026/03/29/bambino-che-non-risponde-al-nome-cosa-significa/">clicca qui</a></p>
<h2 data-section-id="16gy3d0" data-start="4222" data-end="4239"><span role="text"><strong data-start="4225" data-end="4239">Dove siamo</strong></span></h2>
<p data-start="4241" data-end="4375">Il centro si trova a Livorno e accoglie bambini e famiglie in un percorso costruito a partire dal funzionamento specifico del bambino.</p>
<h2 data-section-id="6uz9cr" data-start="4382" data-end="4397"><span role="text"><strong data-start="4385" data-end="4397">Contatti</strong></span></h2>
<p data-start="4399" data-end="4519">È possibile richiedere un primo colloquio informativo per comprendere meglio il funzionamento del bambino e orientarsi per un eventuale percorso: <a href="https://calendly.com/centroevoluzionebambino/30min?back=1&amp;month=2026-04">CLICCA QUI</a></p>
<p data-start="4399" data-end="4519"> </p>
<p>L'articolo <a href="https://centroevoluzionebambino.it/2026/03/29/bambino-che-non-condivide-non-indica/">Bambino che non condivide: quando manca il “fare insieme”</a> sembra essere il primo su <a href="https://centroevoluzionebambino.it">Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Bambino che non risponde al nome: cosa significa?</title>
		<link>https://centroevoluzionebambino.it/2026/03/29/bambino-che-non-risponde-al-nome-cosa-significa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rossana Giorgi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Mar 2026 17:32:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="550" height="367" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_28_27-550x367.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="Bambino che non si gira quando lo chiami" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_28_27-550x367.png 550w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_28_27-980x653.png 980w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_28_27-768x512.png 768w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_28_27-450x300.png 450w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_28_27-600x400.png 600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_28_27-560x373.png 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_28_27-240x160.png 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_28_27-230x153.png 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_28_27.png 1536w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div>
<p>Comprendere attenzione e relazione nello sviluppo  “Lo chiamo e non si gira.” “Sembra non sentire.” “Risponde solo quando vuole.” È una delle osservazioni più frequenti nei primi anni di vita. Spesso si pensa subito a un problema di udito o a un comportamento oppositivo. Ma nella maggior parte dei casi, la questione è diversa. 👉 &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://centroevoluzionebambino.it/2026/03/29/bambino-che-non-risponde-al-nome-cosa-significa/">Bambino che non risponde al nome: cosa significa?</a> sembra essere il primo su <a href="https://centroevoluzionebambino.it">Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="550" height="367" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_28_27-550x367.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="Bambino che non si gira quando lo chiami" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_28_27-550x367.png 550w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_28_27-980x653.png 980w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_28_27-768x512.png 768w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_28_27-450x300.png 450w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_28_27-600x400.png 600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_28_27-560x373.png 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_28_27-240x160.png 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_28_27-230x153.png 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_28_27.png 1536w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div><h3 data-section-id="1pa5vkt" data-start="839" data-end="902">Comprendere attenzione e relazione nello sviluppo </h3>
<p data-start="904" data-end="986">“Lo chiamo e non si gira.”<br data-start="930" data-end="933" /><br />
“Sembra non sentire.”<br data-start="954" data-end="957" /><br />
“Risponde solo quando vuole.”</p>
<p data-start="988" data-end="1050">È una delle osservazioni più frequenti nei primi anni di vita.</p>
<p data-start="1052" data-end="1189">Spesso si pensa subito a un problema di udito o a un comportamento oppositivo.<br data-start="1130" data-end="1133" /><br />
Ma nella maggior parte dei casi, la questione è diversa.</p>
<p data-start="1191" data-end="1265">👉 <strong data-start="1194" data-end="1265">non è solo una questione di sentire, ma di orientarsi verso l’altro</strong></p>
<h2 data-section-id="b3bf36" data-start="1272" data-end="1318"><span role="text"><strong data-start="1275" data-end="1318">Rispondere al nome non è solo “girarsi”</strong></span></h2>
<p data-start="1320" data-end="1396">Quando chiamiamo un bambino per nome, chiediamo qualcosa di molto complesso:</p>
<ul data-start="1398" data-end="1566">
<li data-section-id="g7y8sq" data-start="1398" data-end="1434">interrompere ciò che sta facendo</li>
<li data-section-id="cqxk7i" data-start="1435" data-end="1479">orientare l’attenzione verso una persona</li>
<li data-section-id="10fj187" data-start="1480" data-end="1525">riconoscere che quella chiamata è per lui</li>
<li data-section-id="e66e88" data-start="1526" data-end="1566">entrare in una possibile interazione</li>
</ul>
<p data-start="1568" data-end="1617">👉 Non è un gesto automatico.<br data-start="1597" data-end="1600" /><br />
👉 È un processo.</p>
<h2 data-section-id="176bpvb" data-start="1624" data-end="1677"><span role="text"><strong data-start="1627" data-end="1677">Cosa osserviamo quando un bambino non risponde</strong></span></h2>
<p data-start="1679" data-end="1750">Le ricerche sullo sviluppo mostrano che la risposta al nome è legata a:</p>
<ul data-start="1752" data-end="1905">
<li data-section-id="rumdyc" data-start="1752" data-end="1792">orientamento dell’attenzione sociale</li>
<li data-section-id="pph2i4" data-start="1793" data-end="1824">interesse per l’interazione</li>
<li data-section-id="2pk6d9" data-start="1825" data-end="1862">capacità di spostare l’attenzione</li>
<li data-section-id="bk6sl7" data-start="1863" data-end="1905">regolazione dello stato di attivazione</li>
</ul>
<p data-start="1907" data-end="1930">Alcuni bambini possono:</p>
<ul data-start="1932" data-end="2098">
<li data-section-id="i0sl1t" data-start="1932" data-end="1987">essere molto assorbiti negli oggetti o nelle azioni</li>
<li data-section-id="qpxidy" data-start="1988" data-end="2040">faticare a “staccarsi” da ciò che stanno facendo</li>
<li data-section-id="sjjhrm" data-start="2041" data-end="2098">non attribuire subito rilevanza alla voce dell’adulto</li>
</ul>
<p data-start="2100" data-end="2215">👉 In questi casi, non è che “non vogliono rispondere”<br data-start="2154" data-end="2157" /><br />
👉 ma che non riescono ancora a organizzare quel passaggio</p>
<h2 data-section-id="1hb8x6n" data-start="2222" data-end="2263"><span role="text"><strong data-start="2225" data-end="2263">Non è solo attenzione: è relazione</strong></span></h2>
<p data-start="2265" data-end="2318">Un punto fondamentale emerso dalla letteratura è che:</p>
<p data-start="2320" data-end="2385">👉 i bambini rispondono di più a ciò che è significativo per loro</p>
<p data-start="2387" data-end="2495">Se la relazione non è ancora sufficientemente “agganciata”, il nome può non essere percepito come rilevante.</p>
<p data-start="2497" data-end="2515">Per questo motivo:</p>
<ul data-start="2517" data-end="2679">
<li data-section-id="1ar0efg" data-start="2517" data-end="2582">alcuni bambini rispondono in certe situazioni ma non in altre</li>
<li data-section-id="14rjxvz" data-start="2583" data-end="2621">la risposta può essere discontinua</li>
<li data-section-id="1dlt4tf" data-start="2622" data-end="2679">può aumentare quando l’interazione è più coinvolgente</li>
</ul>
<h2 data-section-id="hwwvp1" data-start="2686" data-end="2729"><span role="text"><strong data-start="2689" data-end="2729">Perché insistere non sempre funziona</strong></span></h2>
<p data-start="2731" data-end="2750">Ripetere più volte:</p>
<p data-start="2752" data-end="2792">“Guarda!”<br data-start="2761" data-end="2764" /><br />
“Vieni!”<br data-start="2772" data-end="2775" /><br />
“Ti ho chiamato!”</p>
<p data-start="2794" data-end="2862">può aumentare la frustrazione, senza migliorare davvero la risposta.</p>
<p data-start="2864" data-end="2871">Perché:</p>
<ul data-start="2873" data-end="3010">
<li data-section-id="tz1hjf" data-start="2873" data-end="2914">il bambino può andare in sovraccarico</li>
<li data-section-id="1kalwx6" data-start="2915" data-end="2978">l’attenzione può diventare ancora più difficile da spostare</li>
<li data-section-id="reyq9p" data-start="2979" data-end="3010">l’interazione perde qualità</li>
</ul>
<p data-start="3012" data-end="3103"><em><strong>Non è la quantità di richieste che cambia la risposta ma la qualità dell’esperienza.</strong></em></p>
<h2 data-section-id="656t62" data-start="3110" data-end="3149"><span role="text"><strong data-start="3113" data-end="3149">Come lavoriamo su questo aspetto</strong></span></h2>
<p data-start="3151" data-end="3223">Nel nostro studio a Livorno, non lavoriamo sulla risposta al nome in modo diretto.</p>
<p data-start="3225" data-end="3237">Partiamo da:</p>
<ul data-start="3239" data-end="3377">
<li data-section-id="yeu122" data-start="3239" data-end="3303">come il bambino orienta spontaneamente la propria attenzione</li>
<li data-section-id="17bb161" data-start="3304" data-end="3325">cosa lo coinvolge</li>
<li data-section-id="tt2t4b" data-start="3326" data-end="3377">come entra (o fatica a entrare) nella relazione</li>
</ul>
<p data-start="3379" data-end="3408">Costruiamo esperienze in cui:</p>
<ul data-start="3410" data-end="3516">
<li data-section-id="1j7xhwl" data-start="3410" data-end="3440">l’adulto diventa rilevante</li>
<li data-section-id="bwttb0" data-start="3441" data-end="3472">l’interazione è sostenibile</li>
<li data-section-id="6oexxm" data-start="3473" data-end="3516">l’attenzione può spostarsi gradualmente</li>
</ul>
<p data-start="3518" data-end="3540">Nel tempo, il bambino:</p>
<ul data-start="3542" data-end="3641">
<li data-section-id="1ntky8x" data-start="3542" data-end="3580">inizia a orientarsi più facilmente</li>
<li data-section-id="1dy2bks" data-start="3581" data-end="3606">riconosce la chiamata</li>
<li data-section-id="17w7ppp" data-start="3607" data-end="3641">risponde in modo più spontaneo</li>
</ul>
<p data-start="3643" data-end="3722">👉 non perché viene allenato, ma perché cambia il modo in cui vive la relazione.</p>
<h2 data-section-id="1qge3xe" data-start="3729" data-end="3767"><span role="text"><strong data-start="3732" data-end="3767">Quando osservare con attenzione</strong></span></h2>
<p data-start="3769" data-end="3806">Può essere utile approfondire quando:</p>
<ul data-start="3808" data-end="3954">
<li data-section-id="1hew9eo" data-start="3808" data-end="3853">il bambino non risponde quasi mai al nome</li>
<li data-section-id="1g1nx73" data-start="3854" data-end="3884">non si gira verso l’adulto</li>
<li data-section-id="1puzgiu" data-start="3885" data-end="3919">è molto centrato sugli oggetti</li>
<li data-section-id="g2nzfa" data-start="3920" data-end="3954">fatica a entrare nello scambio</li>
</ul>
<h2 data-section-id="m3yh78" data-start="3961" data-end="3991"> </h2>
<p data-start="3993" data-end="4074">Spesso, le difficoltà nella risposta al nome si associano ad altri aspetti, come:</p>
<p data-start="4076" data-end="4156">👉 difficoltà nello sguardo<br data-start="4103" data-end="4106" /><br />
👉 difficoltà nella condivisione dell’attenzione</p>
<p data-start="4158" data-end="4215">Puoi approfondire qui → <a href="https://centroevoluzionebambino.it/2026/03/29/bambino-che-non-guarda-negli-occhi-cosa-significa-davvero/">sguardo e sviluppo</a>)</p>
<h2 data-section-id="16gy3d0" data-start="4222" data-end="4239"><span role="text"><strong data-start="4225" data-end="4239">Dove siamo</strong></span></h2>
<p data-start="4241" data-end="4375">Il centro si trova a Livorno e accoglie bambini e famiglie in un percorso costruito a partire dal funzionamento specifico del bambino.</p>
<h2 data-section-id="6uz9cr" data-start="4382" data-end="4397"><span role="text"><strong data-start="4385" data-end="4397">Contatti</strong></span></h2>
<p data-start="4399" data-end="4519">È possibile richiedere un primo <em>colloquio informativo</em> per comprendere meglio il funzionamento del bambino e orientarsi nel percorso: <a href="https://calendly.com/centroevoluzionebambino/30min?back=1&amp;month=2026-03">clicca qui</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://centroevoluzionebambino.it/2026/03/29/bambino-che-non-risponde-al-nome-cosa-significa/">Bambino che non risponde al nome: cosa significa?</a> sembra essere il primo su <a href="https://centroevoluzionebambino.it">Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bambino che non guarda negli occhi: cosa significa davvero?</title>
		<link>https://centroevoluzionebambino.it/2026/03/29/bambino-che-non-guarda-negli-occhi-cosa-significa-davvero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rossana Giorgi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Mar 2026 17:14:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://centroevoluzionebambino.it/?p=783</guid>

					<description><![CDATA[<div><img width="550" height="367" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_11_23-550x367.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="Bambino che evita lo sguardo" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_11_23-550x367.png 550w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_11_23-980x653.png 980w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_11_23-768x512.png 768w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_11_23-450x300.png 450w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_11_23-600x400.png 600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_11_23-560x373.png 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_11_23-240x160.png 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_11_23-230x153.png 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_11_23.png 1536w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div>
<p>Comprendere lo sguardo a partire dallo sviluppo e dalla relazione  “Non mi guarda.” “Evita lo sguardo.” “Sembra non accorgersi di me.” Sono osservazioni che molti genitori fanno, spesso accompagnate da una sensazione difficile da definire. Non è solo una questione di occhi. È qualcosa che riguarda il modo in cui il bambino entra — o &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://centroevoluzionebambino.it/2026/03/29/bambino-che-non-guarda-negli-occhi-cosa-significa-davvero/">Bambino che non guarda negli occhi: cosa significa davvero?</a> sembra essere il primo su <a href="https://centroevoluzionebambino.it">Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="550" height="367" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_11_23-550x367.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="Bambino che evita lo sguardo" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_11_23-550x367.png 550w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_11_23-980x653.png 980w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_11_23-768x512.png 768w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_11_23-450x300.png 450w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_11_23-600x400.png 600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_11_23-560x373.png 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_11_23-240x160.png 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_11_23-230x153.png 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_11_23.png 1536w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div><h3 data-section-id="kixxiw" data-start="366" data-end="445">Comprendere lo sguardo a partire dallo sviluppo e dalla relazione </h3>
<p data-start="447" data-end="518">“Non mi guarda.”<br data-start="463" data-end="466" /><br />
“Evita lo sguardo.”<br data-start="485" data-end="488" /><br />
“Sembra non accorgersi di me.”</p>
<p data-start="520" data-end="624">Sono osservazioni che molti genitori fanno, spesso accompagnate da una sensazione difficile da definire.</p>
<p data-start="626" data-end="770">Non è solo una questione di occhi.<br data-start="660" data-end="663" /><br />
È qualcosa che riguarda il modo in cui il bambino entra — o fatica a entrare — nell’esperienza con l’altro.</p>
<h2 data-section-id="a5pyy4" data-start="777" data-end="830"><span role="text"><strong data-start="780" data-end="830">Lo sguardo non è un comportamento da insegnare</strong></span></h2>
<p data-start="832" data-end="902">Guardare negli occhi viene spesso considerato un’abilità da acquisire.</p>
<p data-start="904" data-end="1044">In realtà, le ricerche sullo sviluppo mostrano che lo sguardo non è un comportamento isolato, ma parte di un sistema più ampio che riguarda:</p>
<ul data-start="1046" data-end="1231">
<li data-section-id="fqmu97" data-start="1046" data-end="1106">l’orientamento dell’attenzione verso gli stimoli sociali</li>
<li data-section-id="a3ekua" data-start="1107" data-end="1183">la capacità di condividere esperienze con l’altro (attenzione condivisa)</li>
<li data-section-id="203dr5" data-start="1184" data-end="1231">l’organizzazione dello stato di attivazione</li>
</ul>
<p data-start="1233" data-end="1376">Questo significa che lo sguardo non “compare” perché viene richiesto, ma perché il bambino è in grado di partecipare a un’esperienza condivisa.</p>
<h2 data-section-id="1ea6p8y" data-start="1383" data-end="1443"><span role="text"><strong data-start="1386" data-end="1443">Quando il bambino non guarda: cosa osserviamo davvero</strong></span></h2>
<p data-start="1445" data-end="1554">Quando un bambino non guarda negli occhi, non stiamo osservando semplicemente un comportamento da correggere.</p>
<p data-start="1556" data-end="1648">Le evidenze scientifiche mostrano che possono esserci differenze nel modo in cui il bambino:</p>
<ul data-start="1650" data-end="1822">
<li data-section-id="1gmtoe8" data-start="1650" data-end="1716">orienta la propria attenzione (verso oggetti, azioni, persone)</li>
<li data-section-id="hsiqe9" data-start="1717" data-end="1775">coordina l’attenzione tra sé, l’altro e ciò che accade</li>
<li data-section-id="z5rt81" data-start="1776" data-end="1822">attribuisce rilevanza agli stimoli sociali</li>
</ul>
<p data-start="1824" data-end="1992">In molti casi, la difficoltà non riguarda lo sguardo in sé, ma la capacità di costruire <strong data-start="1912" data-end="1936">attenzione condivisa</strong>, cioè di stare dentro un’esperienza insieme a qualcuno.</p>
<p data-start="1994" data-end="2160">Alcuni bambini possono utilizzare altri canali — come l’azione, il movimento o l’oggetto — per entrare in relazione, senza passare inizialmente dallo sguardo diretto.</p>
<p data-start="2162" data-end="2289">In altri casi, il contatto oculare può risultare troppo intenso o difficile da sostenere a livello sensoriale o di attivazione.</p>
<p data-start="2291" data-end="2441">👉 In questa prospettiva, lo sguardo non è il punto di partenza.<br data-start="2355" data-end="2358" /><br />
👉 È una conseguenza di come il bambino riesce a stare nell’esperienza con l’altro.</p>
<h2 data-section-id="bxd5zy" data-start="2448" data-end="2498"><span role="text"><strong data-start="2451" data-end="2498">Perché chiedere “guardami” spesso non aiuta</strong></span></h2>
<p data-start="2500" data-end="2550">È naturale provare a stimolare lo sguardo dicendo:</p>
<p data-start="2552" data-end="2579">“Guardami quando ti parlo.”</p>
<p data-start="2581" data-end="2674">A volte il bambino può farlo, ma questo non significa che stia entrando davvero in relazione.</p>
<p data-start="2676" data-end="2694">Può succedere che:</p>
<ul data-start="2696" data-end="2816">
<li data-section-id="ll9h94" data-start="2696" data-end="2740">il bambino esegua senza essere coinvolto</li>
<li data-section-id="19qxvvt" data-start="2741" data-end="2781">lo sguardo sia breve e non condiviso</li>
<li data-section-id="rebupe" data-start="2782" data-end="2816">l’esperienza resti frammentata</li>
</ul>
<p data-start="2818" data-end="2943">Le ricerche mostrano che lo sguardo acquista significato solo quando è inserito in un contesto di interazione e condivisione.</p>
<p data-start="2945" data-end="3039">👉 Non è lo sguardo che crea la relazione.<br data-start="2987" data-end="2990" /><br />
👉 È la relazione che rende possibile lo sguardo.</p>
<h2 data-section-id="1ko7ygb" data-start="3046" data-end="3091"><span role="text"><strong data-start="3049" data-end="3091">Cosa significa “entrare nello sguardo”</strong></span></h2>
<p data-start="3093" data-end="3160">Nel lavoro clinico, l’obiettivo non è ottenere il contatto oculare.</p>
<p data-start="3162" data-end="3234">È creare le condizioni perché il bambino scopra che l’altro è rilevante.</p>
<p data-start="3236" data-end="3257">Questo accade quando:</p>
<ul data-start="3259" data-end="3393">
<li data-section-id="w6xl5j" data-start="3259" data-end="3299">l’esperienza è significativa per lui</li>
<li data-section-id="16ue3ci" data-start="3300" data-end="3342">l’interazione è modulata e sostenibile</li>
<li data-section-id="boww1x" data-start="3343" data-end="3393">il bambino è coinvolto nel gioco o nell’azione</li>
</ul>
<p data-start="3395" data-end="3515">In questi momenti, lo sguardo può emergere spontaneamente, non come richiesta, ma come parte di un’esperienza condivisa.</p>
<h2 data-section-id="656t62" data-start="3522" data-end="3561"><span role="text"><strong data-start="3525" data-end="3561">Come lavoriamo su questo aspetto presso il nostro studio a Livorno</strong></span></h2>
<p data-start="3563" data-end="3619">Non chiediamo al bambino di guardare.</p>
<p data-start="3621" data-end="3691">Partiamo da come il bambino funziona, e da lì costruiamo l’intervento.</p>
<p data-start="3693" data-end="3710">Questo significa:</p>
<ul data-start="3712" data-end="3988">
<li data-section-id="1pwyngs" data-start="3712" data-end="3774">osservare come si orienta e cosa cattura la sua attenzione</li>
<li data-section-id="16qu49n" data-start="3775" data-end="3843">comprendere il ruolo degli aspetti sensoriali e dell’attivazione</li>
<li data-section-id="hxm8xg" data-start="3844" data-end="3917">utilizzare il gioco, il corpo e lo spazio come strumenti di relazione</li>
<li data-section-id="1rtg7e" data-start="3918" data-end="3988">creare esperienze che possano essere condivise e avere significato</li>
</ul>
<p data-start="3990" data-end="4012">Nel tempo, il bambino:</p>
<ul data-start="4014" data-end="4135">
<li data-section-id="1jtmzb9" data-start="4014" data-end="4042">inizia a cercare l’altro</li>
<li data-section-id="iguy7j" data-start="4043" data-end="4080">mantiene l’attenzione più a lungo</li>
<li data-section-id="u0usfi" data-start="4081" data-end="4135">utilizza lo sguardo come parte della comunicazione</li>
</ul>
<p data-start="4137" data-end="4196"><em>E non perché viene richiesto, ma perché diventa possibile.</em></p>
<h2 data-section-id="1109v7n" data-start="4203" data-end="4234"><span role="text"><strong data-start="4206" data-end="4234">Lo sguardo e lo sviluppo</strong></span></h2>
<p data-start="4236" data-end="4305">Lo sguardo è profondamente collegato ad altri aspetti dello sviluppo:</p>
<ul data-start="4307" data-end="4419">
<li data-section-id="iht6uv" data-start="4307" data-end="4331">attenzione condivisa</li>
<li data-section-id="15ahllo" data-start="4332" data-end="4359">intenzione comunicativa</li>
<li data-section-id="lr0e8i" data-start="4360" data-end="4391">costruzione del significato</li>
<li data-section-id="1ijyvr5" data-start="4392" data-end="4419">sviluppo del linguaggio</li>
</ul>
<p data-start="4421" data-end="4612">Le ricerche in ambito neuroevolutivo mostrano come queste competenze emergano all’interno di interazioni affettivamente sintonizzate.</p>
<h2 data-section-id="1qge3xe" data-start="4619" data-end="4657"><span role="text"><strong data-start="4622" data-end="4657">Quando osservare con attenzione</strong></span></h2>
<p data-start="4659" data-end="4696">Può essere utile approfondire quando:</p>
<ul data-start="4698" data-end="4873">
<li data-section-id="19v88e8" data-start="4698" data-end="4746">il bambino evita sistematicamente lo sguardo</li>
<li data-section-id="1sivpq3" data-start="4747" data-end="4788">non condivide attenzione con l’adulto</li>
<li data-section-id="6becv8" data-start="4789" data-end="4832">sembra poco coinvolto nelle interazioni</li>
<li data-section-id="1lasdnw" data-start="4833" data-end="4873">fatica a entrare nel gioco condiviso</li>
</ul>
<p data-start="4875" data-end="4969">Non per “allenare lo sguardo”, ma per comprendere meglio il suo modo di stare nella relazione.</p>
<h2 data-section-id="16gy3d0" data-start="4976" data-end="4993"><span role="text"><strong data-start="4979" data-end="4993">Dove siamo</strong></span></h2>
<p data-start="4995" data-end="5129">Il centro si trova a Livorno e accoglie bambini e famiglie in un percorso costruito a partire dal funzionamento specifico del bambino.</p>
<h2 data-section-id="6uz9cr" data-start="5136" data-end="5151"><span role="text"><strong data-start="5139" data-end="5151">Contatti</strong></span></h2>
<p data-start="5153" data-end="5273">È possibile richiedere un primo colloquio per comprendere meglio il funzionamento del bambino e orientarsi nel percorso: <a href="https://calendly.com/centroevoluzionebambino/30min?back=1&amp;month=2026-03">CLICCA QUI</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://centroevoluzionebambino.it/2026/03/29/bambino-che-non-guarda-negli-occhi-cosa-significa-davvero/">Bambino che non guarda negli occhi: cosa significa davvero?</a> sembra essere il primo su <a href="https://centroevoluzionebambino.it">Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bambino che non ascolta: capricci o difficoltà di regolazione?</title>
		<link>https://centroevoluzionebambino.it/2026/03/29/bambino-che-non-ascolta-capricci-o-difficolta-di-regolazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rossana Giorgi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Mar 2026 17:03:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://centroevoluzionebambino.it/?p=780</guid>

					<description><![CDATA[<div><img width="550" height="367" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_00_20-550x367.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="bambino che si copre le orecchie e si arrabbia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_00_20-550x367.png 550w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_00_20-980x653.png 980w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_00_20-768x512.png 768w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_00_20-450x300.png 450w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_00_20-600x400.png 600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_00_20-560x373.png 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_00_20-240x160.png 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_00_20-230x153.png 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_00_20.png 1536w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div>
<p>Comprendere il comportamento a partire dallo sviluppo (Livorno) “Non mi ascolta.” “Fa sempre di testa sua.” “Si arrabbia per tutto.” Sono frasi che molti genitori si trovano a dire. Spesso il comportamento viene letto come opposizione o capriccio. Ma nel lavoro clinico, la domanda cambia: questo bambino riesce davvero a gestire quello che sta vivendo &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://centroevoluzionebambino.it/2026/03/29/bambino-che-non-ascolta-capricci-o-difficolta-di-regolazione/">Bambino che non ascolta: capricci o difficoltà di regolazione?</a> sembra essere il primo su <a href="https://centroevoluzionebambino.it">Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="550" height="367" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_00_20-550x367.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="bambino che si copre le orecchie e si arrabbia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_00_20-550x367.png 550w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_00_20-980x653.png 980w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_00_20-768x512.png 768w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_00_20-450x300.png 450w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_00_20-600x400.png 600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_00_20-560x373.png 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_00_20-240x160.png 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_00_20-230x153.png 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-29-mar-2026-19_00_20.png 1536w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div><h3 data-section-id="me0swf" data-start="522" data-end="589">Comprendere il comportamento a partire dallo sviluppo (Livorno)</h3>
<p data-start="591" data-end="663">“Non mi ascolta.”<br data-start="608" data-end="611" /><br />
“Fa sempre di testa sua.”<br data-start="636" data-end="639" /><br />
“Si arrabbia per tutto.”</p>
<p data-start="665" data-end="713">Sono frasi che molti genitori si trovano a dire.</p>
<p data-start="715" data-end="824">Spesso il comportamento viene letto come opposizione o capriccio.<br data-start="780" data-end="783" /><br />
Ma nel lavoro clinico, la domanda cambia:</p>
<p data-start="826" data-end="912"><strong data-start="829" data-end="912">questo bambino riesce davvero a gestire quello che sta vivendo in quel momento?</strong></p>
<h2 data-section-id="86dagl" data-start="919" data-end="966"><span role="text"><strong data-start="922" data-end="966">Quando il comportamento non è una scelta</strong></span></h2>
<p data-start="968" data-end="1012">Non tutti i comportamenti sono intenzionali.</p>
<p data-start="1014" data-end="1125">Molti bambini, soprattutto nei primi anni di vita o in presenza di difficoltà nello sviluppo, non hanno ancora:</p>
<ul data-start="1127" data-end="1260">
<li data-section-id="gy5uzo" data-start="1127" data-end="1165">strumenti per regolare le emozioni</li>
<li data-section-id="1uzcmxo" data-start="1166" data-end="1204">capacità di modulare l’attivazione</li>
<li data-section-id="3nqi4i" data-start="1205" data-end="1260">strategie per affrontare frustrazione o cambiamenti</li>
</ul>
<p data-start="1262" data-end="1303">In questi casi, il comportamento diventa:</p>
<p data-start="1305" data-end="1334">👉 una forma di comunicazione</p>
<h2 data-section-id="wlduci" data-start="1341" data-end="1386"><span role="text"><strong data-start="1344" data-end="1386">Capriccio o difficoltà di regolazione?</strong></span></h2>
<p data-start="1388" data-end="1443">La differenza non è sempre evidente, ma è fondamentale.</p>
<p data-start="1445" data-end="1497">Un bambino può sembrare oppositivo quando in realtà:</p>
<ul data-start="1499" data-end="1665">
<li data-section-id="n9wnk0" data-start="1499" data-end="1538">è sovraccarico a livello sensoriale</li>
<li data-section-id="1y5iknk" data-start="1539" data-end="1583">fatica a comprendere cosa sta succedendo</li>
<li data-section-id="1mlv2lo" data-start="1584" data-end="1625">non riesce a organizzare una risposta</li>
<li data-section-id="xtom1r" data-start="1626" data-end="1665">perde il controllo dell’attivazione</li>
</ul>
<p data-start="1667" data-end="1730"><em>In questi momenti, chiedere “di calmarsi” non è sufficiente.</em></p>
<h2 data-section-id="1ackeyx" data-start="1737" data-end="1770"><span role="text"><strong data-start="1740" data-end="1770">Cosa significa regolazione</strong></span></h2>
<p data-start="1772" data-end="1804">La regolazione è la capacità di:</p>
<ul data-start="1806" data-end="1961">
<li data-section-id="jswlqc" data-start="1806" data-end="1837">rimanere dentro un’attività</li>
<li data-section-id="ul96jr" data-start="1838" data-end="1873">tollerare attese e frustrazione</li>
<li data-section-id="17qusjz" data-start="1874" data-end="1913">passare da una situazione all’altra</li>
<li data-section-id="1jgbkw3" data-start="1914" data-end="1961">mantenere uno stato di attivazione adeguato</li>
</ul>
<p data-start="1963" data-end="2051">Questa capacità non è innata, ma si sviluppa nel tempo, <strong data-start="2019" data-end="2050">all’interno della relazione</strong>.</p>
<p data-start="2053" data-end="2231">Le ricerche in ambito neuro-evolutivo mostrano come la regolazione emerga da esperienze ripetute di co-regolazione con l’adulto.</p>
<h2 data-section-id="y7j18u" data-start="2238" data-end="2283"><span role="text"><strong data-start="2241" data-end="2283">Perché alcuni bambini fanno più fatica</strong></span></h2>
<p data-start="2285" data-end="2371">Alcuni bambini possono avere maggiori difficoltà nella regolazione per diversi motivi:</p>
<ul data-start="2373" data-end="2559">
<li data-section-id="tpls5" data-start="2373" data-end="2409">funzionamento sensoriale atipico</li>
<li data-section-id="bs8tvl" data-start="2410" data-end="2456">difficoltà nell’elaborazione degli stimoli</li>
<li data-section-id="5pnz4x" data-start="2457" data-end="2508">fragilità nelle basi dello sviluppo relazionale</li>
<li data-section-id="14y6r6p" data-start="2509" data-end="2559">difficoltà nella comprensione delle situazioni</li>
</ul>
<p data-start="2561" data-end="2641">In questi casi, il comportamento non è il problema principale, ma il <em>segnale</em>.</p>
<h2 data-section-id="1goad4v" data-start="2648" data-end="2701"><span role="text"><strong data-start="2651" data-end="2701">Cosa non funziona (anche se sembra funzionare)</strong></span></h2>
<p data-start="2703" data-end="2718">Strategie come:</p>
<ul data-start="2720" data-end="2776">
<li data-section-id="29as1d" data-start="2720" data-end="2733">punizioni</li>
<li data-section-id="1yx41rc" data-start="2734" data-end="2756">richieste ripetute</li>
<li data-section-id="16jaiii" data-start="2757" data-end="2776">“devi calmarti”</li>
</ul>
<p data-start="2778" data-end="2850">possono ottenere un risultato immediato, ma non costruiscono competenze.</p>
<p data-start="2852" data-end="2908">👉 Il bambino può fermarsi, ma <em>non imparare a regolarsi.</em></p>
<h2 data-section-id="15ifzpd" data-start="2915" data-end="2964"><span role="text"><strong data-start="2918" data-end="2964">Come lavoriamo sulla regolazione presso in nostro studio a Livorno</strong></span></h2>
<p data-start="2966" data-end="3046">Nel nostro centro, il lavoro parte dal comprendere il funzionamento del bambino:</p>
<ul data-start="3048" data-end="3260">
<li data-section-id="1332tzl" data-start="3048" data-end="3095">osserviamo come si attiva e si disorganizza</li>
<li data-section-id="1gdma46" data-start="3096" data-end="3145">analizziamo il ruolo degli stimoli sensoriali</li>
<li data-section-id="ql2yow" data-start="3146" data-end="3196">lavoriamo sulla co-regolazione nella relazione</li>
<li data-section-id="1ewoxvc" data-start="3197" data-end="3260">costruiamo esperienze che aiutino il bambino a organizzarsi</li>
</ul>
<p data-start="3262" data-end="3328">Il bambino non viene semplicemente “contenuto”, ma accompagnato a:</p>
<ul data-start="3330" data-end="3420">
<li data-section-id="18v9nyj" data-start="3330" data-end="3360">riconoscere ciò che accade</li>
<li data-section-id="1732yj1" data-start="3361" data-end="3387">tollerare gradualmente</li>
<li data-section-id="ynyyve" data-start="3388" data-end="3420">sviluppare strategie interne</li>
</ul>
<h2 data-section-id="7ofkzq" data-start="3427" data-end="3458"> </h2>
<h2 data-section-id="7ofkzq" data-start="3427" data-end="3458"><span role="text"><strong data-start="3430" data-end="3458">Il ruolo della relazione</strong></span></h2>
<p data-start="3460" data-end="3503">La regolazione non si insegna dall’esterno.</p>
<p data-start="3505" data-end="3564">Si costruisce dentro esperienze ripetute in cui il bambino:</p>
<ul data-start="3566" data-end="3675">
<li data-section-id="exdmdo" data-start="3566" data-end="3584">si sente visto</li>
<li data-section-id="jtn009" data-start="3585" data-end="3632">viene sostenuto senza essere sovraccaricato</li>
<li data-section-id="ippsb4" data-start="3633" data-end="3675">può recuperare uno stato di equilibrio</li>
</ul>
<p data-start="3677" data-end="3728">👉 È da qui che nasce la capacità di autoregolarsi.</p>
<h2 data-section-id="1brbh8v" data-start="3735" data-end="3769"><span role="text"><strong data-start="3738" data-end="3769">Quando chiedere un supporto</strong></span></h2>
<p data-start="3771" data-end="3808">Può essere utile un confronto quando:</p>
<ul data-start="3810" data-end="3958">
<li data-section-id="18vhxz0" data-start="3810" data-end="3847">le crisi sono frequenti o intense</li>
<li data-section-id="yeoufu" data-start="3848" data-end="3880">il bambino fatica a calmarsi</li>
<li data-section-id="1dnht7j" data-start="3881" data-end="3914">le transizioni sono difficili</li>
<li data-section-id="punbk0" data-start="3915" data-end="3958">il comportamento sembra fuori controllo</li>
</ul>
<h2 data-section-id="16gy3d0" data-start="3965" data-end="3982"><span role="text"><strong data-start="3968" data-end="3982">Dove siamo</strong></span></h2>
<p data-start="3984" data-end="4118">Il centro si trova a Livorno e accoglie bambini e famiglie in un percorso costruito a partire dal funzionamento specifico del bambino.</p>
<h2 data-section-id="6uz9cr" data-start="4125" data-end="4140"><span role="text"><strong data-start="4128" data-end="4140">Contatti</strong></span></h2>
<p data-start="4142" data-end="4271">È possibile richiedere un primo colloquio conoscitivo per comprendere meglio le difficoltà del bambino e orientarsi nel percorso: <a href="https://calendly.com/centroevoluzionebambino/30min?back=1&amp;month=2026-03">CLICCA QUI</a></p>
<p data-start="826" data-end="912"> </p>
<p>L'articolo <a href="https://centroevoluzionebambino.it/2026/03/29/bambino-che-non-ascolta-capricci-o-difficolta-di-regolazione/">Bambino che non ascolta: capricci o difficoltà di regolazione?</a> sembra essere il primo su <a href="https://centroevoluzionebambino.it">Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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