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	<title>regolazione emotiva Archivi - Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</title>
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	<description>Terapista della neuro psicomotricità</description>
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		<title>Quando il corpo cerca regolazione</title>
		<link>https://centroevoluzionebambino.it/2026/05/01/movimento-regolazione-sensoriale-emotiva-iperattivita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rossana Giorgi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 May 2026 18:58:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="550" height="310" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/movimento-e-reoglaizone-550x310.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="aiutare il bambino sempre in movimento con approccio relazionale e sensoriale" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/movimento-e-reoglaizone-550x310.png 550w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/movimento-e-reoglaizone-980x552.png 980w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/movimento-e-reoglaizone-1600x900.png 1600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/movimento-e-reoglaizone-768x432.png 768w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/movimento-e-reoglaizone-1536x864.png 1536w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/movimento-e-reoglaizone-560x315.png 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/movimento-e-reoglaizone-600x338.png 600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/movimento-e-reoglaizone-240x135.png 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/movimento-e-reoglaizone-230x129.png 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/movimento-e-reoglaizone.png 1672w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div>
<p>Neuroscienze, relazione e approccio SPINplay Ci sono bambini che sembrano non fermarsi mai. Saltano, corrono, si arrampicano, cercano il contatto fisico, si buttano sui cuscini, spingono, tirano, girano, cambiano continuamente posizione. Spesso l’adulto vede solo il comportamento: “È troppo agitato.” “Non ascolta.” “Non riesce a stare fermo.” “Fa apposta.” Ma, dal punto di vista neuroevolutivo, &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="550" height="310" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/movimento-e-reoglaizone-550x310.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="aiutare il bambino sempre in movimento con approccio relazionale e sensoriale" decoding="async" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/movimento-e-reoglaizone-550x310.png 550w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/movimento-e-reoglaizone-980x552.png 980w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/movimento-e-reoglaizone-1600x900.png 1600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/movimento-e-reoglaizone-768x432.png 768w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/movimento-e-reoglaizone-1536x864.png 1536w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/movimento-e-reoglaizone-560x315.png 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/movimento-e-reoglaizone-600x338.png 600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/movimento-e-reoglaizone-240x135.png 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/movimento-e-reoglaizone-230x129.png 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/movimento-e-reoglaizone.png 1672w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div><h2 style="text-align: left;"><strong>Neuroscienze, relazione e approccio SPINplay</strong></h2>
<p>Ci sono bambini che sembrano non fermarsi mai.</p>
<p>Saltano, corrono, si arrampicano, cercano il contatto fisico, si buttano sui cuscini, spingono, tirano, girano, cambiano continuamente posizione.</p>
<p>Spesso l’adulto vede solo il comportamento:</p>
<p><span style="color: #008000;"><strong>“È troppo agitato.”</strong></span><br />
<span style="color: #008000;"><strong>“Non ascolta.”</strong></span><br />
<span style="color: #008000;"><strong>“Non riesce a stare fermo.”</strong></span><br />
<span style="color: #008000;"><strong>“Fa apposta.”</strong></span></p>
<p>Ma, dal punto di vista neuroevolutivo, il movimento può avere un significato molto più profondo.</p>
<p>A volte il bambino non si sta semplicemente muovendo troppo.<br />
Sta cercando di <strong>sentire meglio il proprio corpo</strong>, di organizzare il proprio stato interno, di trovare un equilibrio tra attivazione, attenzione, emozione e relazione.</p>
<h2>Il movimento non è sempre un problema</h2>
<p>Il movimento è una delle prime forme attraverso cui il bambino conosce il mondo.</p>
<p>Prima ancora di parlare, il bambino impara attraverso il corpo:<br />
attraverso il tono muscolare, il contatto, l’equilibrio, il ritmo, la postura, la vicinanza, la distanza, la pressione, la forza.</p>
<p>Il cervello non si sviluppa separato dal corpo.</p>
<p>Le neuroscienze ci ricordano che regolazione, emozione, percezione e azione sono profondamente intrecciate. Il cervello riceve continuamente informazioni dal corpo e dall’ambiente, le integra e costruisce risposte adattive. Quando questa integrazione è fragile, il bambino può cercare movimento per aumentare o modulare le informazioni sensoriali di cui ha bisogno.</p>
<p>Per questo, nel nostro lavoro clinico, la domanda non è solo:</p>
<blockquote>
<p>“Come faccio a farlo stare fermo?”</p>
</blockquote>
<p>La domanda più importante diventa:</p>
<blockquote>
<p><span style="color: #008000;"><strong>Che cosa sta cercando il suo sistema nervoso attraverso quel movimento?</strong></span></p>
</blockquote>
<h2>Una lettura diversa: dal comportamento al bisogno</h2>
<p>Quando un bambino si muove molto, possiamo osservare diversi livelli.</p>
<h3>1. Il livello corporeo</h3>
<p>Il bambino può cercare input propriocettivi, vestibolari, tattili o enterocettivi.</p>
<p>Può avere bisogno di:</p>
<ul>
<li><strong>pressione profonda: </strong>abbracci forti, cuscini, spinte, trazioni</li>
<li><strong>movimento vestibolare: </strong>dondolare, saltare, girare, arrampicarsi</li>
<li><strong>confini corporei più chiari: </strong>sentire dove finisce il proprio corpo e dove inizia lo spazio</li>
<li><strong>scarico motorio: </strong>liberare un’attivazione interna troppo alta</li>
<li><strong>organizzazione posturale: </strong>trovare stabilità per poter guardare, ascoltare, partecipare</li>
</ul>
<h3> </h3>
<h3>2. Il livello emotivo</h3>
<p>Il movimento può comparire quando il bambino è:</p>
<p>sovraccarico, eccitato, stanco, frustrato, preoccupato, disorientato, in attesa, oppure quando non capisce cosa sta per succedere.</p>
<p>In questi casi, il corpo parla prima delle parole.</p>
<h3> </h3>
<h3>3. Il livello relazionale</h3>
<p>Il movimento non avviene mai “nel vuoto”.</p>
<p>Anche quando sembra un’azione solo corporea — saltare, correre, arrampicarsi, spingere, cadere sui cuscini — il bambino sta sempre vivendo quell’esperienza dentro un contesto: uno spazio, un adulto, un clima emotivo, una possibilità di essere visto, sostenuto, contenuto o modulato.</p>
<p>Nel lavoro SPINplay, il movimento viene osservato anche per ciò che produce nella relazione.</p>
<p>Un bambino può muoversi e perdere completamente il contatto con l’altro.<br />
Oppure può muoversi e, dentro quel movimento, iniziare a cercare uno sguardo, un turno, una risposta, una variazione, una sorpresa condivisa.</p>
<p>La differenza è clinicamente molto importante.</p>
<p>Non basta quindi chiedersi se il bambino si muove tanto.<br />
È necessario osservare <strong>come il movimento modifica la qualità della sua presenza relazionale</strong>.</p>
<p>Dopo un salto, cerca l’adulto?<br />
Durante una corsa, mantiene un filo di attenzione condivisa?<br />
Quando l’adulto introduce una piccola variazione, il bambino la nota?<br />
Riesce ad aspettare, anticipare, protestare, chiedere ancora, modificare il gioco?</p>
<p>In questa prospettiva, il movimento può diventare una porta d’ingresso per la relazione, ma solo se l’adulto riesce a entrare nell’esperienza del bambino senza spezzarla, aiutandolo gradualmente a trasformare l’azione corporea in un’esperienza condivisa, intenzionale e più organizzata.</p>
<h2>Il punto chiave: il movimento regola o disorganizza?</h2>
<p>Non tutte le attività di movimento aiutano davvero.</p>
<p>Un bambino può saltare e, dopo, essere più presente, più disponibile, più capace di guardare, comunicare e partecipare.</p>
<p>In questo caso il movimento ha probabilmente avuto una funzione regolativa.</p>
<p>Ma può accadere anche il contrario.</p>
<p>Il bambino salta, corre, gira, si eccita sempre di più, perde il contatto con l’altro, non riesce più a fermarsi, urla, ride in modo incontrollato o va in crisi.</p>
<p>In questo caso il movimento non sta regolando.<br />
Sta aumentando la disorganizzazione.</p>
<p>Per questo motivo, non basta proporre “attività sensoriali”.</p>
<p>Serve osservare con precisione <strong>l’effetto dell’esperienza sul bambino</strong>.</p>
<h2>La domanda clinica che guida SPINplay</h2>
<p>Nel nostro approccio non ci chiediamo semplicemente:</p>
<p><strong>“Questa attività è sensoriale?”</strong></p>
<p>Ci chiediamo:</p>
<blockquote>
<p><span style="color: #008000;"><strong>Questa esperienza aiuta questo bambino, in questo momento, a essere più presente, più connesso, più organizzato e più capace di partecipare?</strong></span></p>
</blockquote>
<p>Questa è una differenza fondamentale.</p>
<p>Il movimento non viene usato solo per “scaricare energia”.<br />
Viene trasformato in un’esperienza evolutiva.</p>
<h2>Dal corpo alla partecipazione</h2>
<p>Nel lavoro SPINplay, il corpo è il punto di partenza, ma non il punto di arrivo.</p>
<p>L’obiettivo non è far muovere il bambino di più. E non è nemmeno farlo muovere di meno.</p>
<p>L’obiettivo è aiutarlo a usare il corpo per:</p>
<ul>
<li><strong>regolarsi: </strong>trovare uno stato più stabile e disponibile</li>
<li><strong>entrare in relazione: </strong>sentire l’altro come presenza sicura e significativa</li>
<li><strong>costruire intenzionalità: </strong>iniziare, continuare, modificare e condividere un’azione</li>
<li><strong>comunicare: </strong>usare sguardo, gesto, corpo, voce e parole in modo più intenzionale</li>
<li><strong>partecipare: </strong>essere più presente nel gioco, nella quotidianità e nei contesti di vita</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Qui il movimento diventa sviluppo.</p>
<h2>Perché dire solo “stai fermo” spesso non funziona</h2>
<p>Molti bambini non riescono a fermarsi perché non hanno ancora costruito sufficienti strumenti interni di autoregolazione.</p>
<p>Chiedere a un bambino non regolato di stare fermo può essere come chiedere a una persona agitata di rilassarsi solo perché qualcuno glielo ordina.</p>
<p>Il bambino può non sapere ancora come fare.</p>
<p>Ha bisogno di un adulto che sappia leggere il suo stato, organizzare l’ambiente, dosare il movimento, creare ritmo, offrire sicurezza e trasformare l’azione in relazione.</p>
<p>Il limite resta importante. Ma il limite da solo non basta.</p>
<p>Serve una cornice che aiuti il bambino a sentire:</p>
<p><span style="color: #008000;"><strong>“Il mio corpo ha un senso.”</strong></span><br />
<span style="color: #008000;"><strong>“L’adulto mi capisce.”</strong></span><br />
<span style="color: #008000;"><strong>“Posso muovermi senza perdermi.”</strong></span><br />
<span style="color: #008000;"><strong>“Posso fermarmi senza sentirmi bloccato.”</strong></span><br />
<span style="color: #008000;"><strong>“Posso condividere questa esperienza con qualcuno.”</strong></span></p>
<h2>Cosa osservare a casa</h2>
<p>Può essere utile osservare quando il bambino cerca più movimento.</p>
<p>Succede soprattutto:</p>
<p><span style="color: #008000;"><em><strong>dopo la scuola?</strong></em></span><br />
<span style="color: #008000;"><em><strong>quando è stanco?</strong></em></span><br />
<span style="color: #008000;"><em><strong>quando deve aspettare?</strong></em></span><br />
<span style="color: #008000;"><em><strong>quando ci sono rumori o confusione?</strong></em></span><br />
<span style="color: #008000;"><em><strong>quando riceve troppe richieste verbali?</strong></em></span><br />
<span style="color: #008000;"><em><strong>quando cambia attività?</strong></em></span><br />
<span style="color: #008000;"><em><strong>quando non sa cosa sta per succedere?</strong></em></span><br />
<span style="color: #008000;"><em><strong>quando l’adulto interrompe un gioco?</strong></em></span></p>
<p>Poi è importante osservare cosa accade dopo.</p>
<p>Dopo essersi mosso, il bambino:</p>
<p><em><span style="color: #008000;"><strong>è più calmo?</strong></span></em><br />
<em><span style="color: #008000;"><strong>guarda di più?</strong></span></em><br />
<em><span style="color: #008000;"><strong>comunica meglio?</strong></span></em><br />
<em><span style="color: #008000;"><strong>riesce a partecipare?</strong></span></em><br />
<em><span style="color: #008000;"><strong>torna al gioco?</strong></span></em><br />
<em><span style="color: #008000;"><strong>oppure si eccita sempre di più?</strong></span></em><br />
<em><span style="color: #008000;"><strong>perde il controllo?</strong></span></em><br />
<em><span style="color: #008000;"><strong>si isola?</strong></span></em><br />
<em><span style="color: #008000;"><strong>va in crisi?</strong></span></em></p>
<p>Queste osservazioni aiutano a capire se il movimento sta sostenendo la regolazione o se sta alimentando la disregolazione.</p>
<h2>Quando può essere utile una valutazione</h2>
<p>Può essere utile approfondire quando il movimento interferisce con la vita quotidiana del bambino.</p>
<p>Ad esempio quando:</p>
<ul>
<li>
<p>non riesce a partecipare al gioco</p>
</li>
<li>
<p>fatica molto a scuola o nei contesti educativi</p>
</li>
<li>
<p>cade spesso o urta gli altri anche involontariamente</p>
</li>
<li>
<p>sembra non percepire il pericolo</p>
</li>
<li>
<p>usa troppa forza</p>
</li>
<li>
<p>passa rapidamente da eccitazione a crisi</p>
</li>
<li>
<p>non riesce a fermarsi anche quando è stanco</p>
</li>
<li>
<p>il movimento ostacola relazione, comunicazione o apprendimento</p>
</li>
<li>
<p>la famiglia vive la quotidianità con forte fatica</p>
</li>
</ul>
<p><span style="color: #800000;">L’obiettivo della valutazione non è “spegnere” il bambino.</span></p>
<p>L’obiettivo è comprendere il suo profilo e costruire un percorso che tenga insieme corpo, regolazione, relazione e sviluppo.</p>
<h2>Come lavoriamo al Centro Evoluzione Bambino</h2>
<p>Al Centro Evoluzione Bambino osserviamo il movimento all’interno di una cornice neuroevolutiva.</p>
<p>Non guardiamo solo cosa fa il bambino.<br />
Osserviamo come lo fa, quando lo fa, con quale intensità, con quale effetto sul suo stato e dentro quale qualità di relazione.</p>
<p>L’approccio SPINplay nasce proprio da questa integrazione:</p>
<ul>
<li><strong>processazione sensoriale</strong></li>
<li><strong>gioco interpersonale</strong></li>
<li><strong>regolazione emotiva</strong></li>
<li><strong>relazione</strong></li>
<li><strong>intenzionalità comunicativa</strong></li>
<li><strong>partecipazione alla vita quotidiana</strong></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_807" style="width: 351px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-807" class=" wp-image-807" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/immagine-movimento-e-spinplay.png" alt="corpo e regolazione" width="341" height="426" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/immagine-movimento-e-spinplay.png 1122w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/immagine-movimento-e-spinplay-784x980.png 784w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/immagine-movimento-e-spinplay-768x960.png 768w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/immagine-movimento-e-spinplay-560x700.png 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/immagine-movimento-e-spinplay-400x500.png 400w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/immagine-movimento-e-spinplay-240x300.png 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/immagine-movimento-e-spinplay-230x287.png 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/immagine-movimento-e-spinplay-480x600.png 480w" sizes="(max-width: 341px) 100vw, 341px" /><p id="caption-attachment-807" class="wp-caption-text">L&#8217;approccio SPINplay</p></div>
<p>Il setting terapeutico non è pensato come un luogo dove il bambino “sfoga energia”, ma come uno spazio altamente intenzionale in cui il movimento può diventare esperienza condivisa, organizzata e significativa.</p>
<p>Il corpo diventa una porta d’ingresso.</p>
<p>La relazione diventa la cornice.</p>
<p>Il gioco diventa il luogo in cui il bambino può integrare, comunicare e crescere.</p>
<p>Un bambino che si muove tanto non è necessariamente un bambino che non vuole ascoltare.</p>
<p>A volte è un bambino che sta cercando regolazione.</p>
<p><span style="color: #008000;"><em>Sta cercando il proprio corpo.</em></span><br />
<span style="color: #008000;"><em>Sta cercando confini.</em></span><br />
<span style="color: #008000;"><em>Sta cercando ritmo.</em></span><br />
<span style="color: #008000;"><em>Sta cercando sicurezza.</em></span><br />
<span style="color: #008000;"><em>Sta cercando una relazione che lo aiuti a non perdersi dentro l’intensità delle sue sensazioni.</em></span></p>
<p>Quando impariamo a leggere il movimento, iniziamo a vedere qualcosa di più profondo del comportamento.</p>
<p>Vediamo un bambino che sta provando a organizzarsi. Ed è da lì che possiamo iniziare ad aiutarlo davvero</p>
<h2>Vuoi capire meglio il profilo del tuo bambino?</h2>
<p>Se il movimento, l’agitazione, la ricerca continua di contatto o la difficoltà a fermarsi stanno interferendo con la quotidianità, può essere utile un primo colloquio per comprendere meglio cosa osservare e quale percorso potrebbe essere più adatto.</p>
<p><strong>Prenota un appuntamento qui:</strong><br />
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<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Autismo a Livorno: un intervento evolutivo centrato sul funzionamento del bambino</title>
		<link>https://centroevoluzionebambino.it/2026/03/28/terapia-autismo-livorno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rossana Giorgi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Mar 2026 18:42:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="550" height="367" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-28-mar-2026-19_31_49-550x367.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="Giocare insieme per condividere" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-28-mar-2026-19_31_49-550x367.png 550w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-28-mar-2026-19_31_49-980x653.png 980w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-28-mar-2026-19_31_49-768x512.png 768w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-28-mar-2026-19_31_49-450x300.png 450w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-28-mar-2026-19_31_49-600x400.png 600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-28-mar-2026-19_31_49-560x373.png 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-28-mar-2026-19_31_49-240x160.png 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-28-mar-2026-19_31_49-230x153.png 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/03/ChatGPT-Image-28-mar-2026-19_31_49.png 1536w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div>
<p>Quando un bambino riceve una diagnosi di autismo, la domanda che emerge è spesso: “Qual è la terapia giusta?” Nel nostro lavoro, questa non è la prima domanda. La prima domanda è: 👉 come funziona questo bambino, nel suo modo unico di percepire, agire e stare in relazione? Perché è da lì che può nascere &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://centroevoluzionebambino.it/2026/03/28/terapia-autismo-livorno/">Autismo a Livorno: un intervento evolutivo centrato sul funzionamento del bambino</a> sembra essere il primo su <a href="https://centroevoluzionebambino.it">Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</a>.</p>
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“Qual è la terapia giusta?”</p>
<p data-start="506" data-end="555">Nel nostro lavoro, questa non è la prima domanda.</p>
<p data-start="557" data-end="676">La prima domanda è:<br data-start="576" data-end="579" /><br />
👉 <strong data-start="582" data-end="676">come funziona questo bambino, nel suo modo unico di percepire, agire e stare in relazione?</strong></p>
<p data-start="678" data-end="728">Perché è da lì che può nascere uno sviluppo reale.</p>
<h2 data-section-id="1ujbsly" data-start="735" data-end="787"><span role="text"><strong data-start="738" data-end="787">Oltre le etichette: partire dal funzionamento</strong></span></h2>
<p data-start="789" data-end="864">Il termine “autismo” descrive un insieme di caratteristiche, ma non spiega:</p>
<ul data-start="866" data-end="1059">
<li data-section-id="1w3shts" data-start="866" data-end="918">come il bambino organizza gli stimoli sensoriali</li>
<li data-section-id="fk5vk0" data-start="919" data-end="958">come costruisce intenzioni e azioni</li>
<li data-section-id="tt2t4b" data-start="959" data-end="1010">come entra (o fatica a entrare) nella relazione</li>
<li data-section-id="o0h8wp" data-start="1011" data-end="1059">come attribuisce significato alle esperienze</li>
</ul>
<p data-start="1061" data-end="1140">Due bambini con la stessa diagnosi possono avere bisogni completamente diversi.</p>
<p data-start="1142" data-end="1282">Per questo motivo, il nostro intervento non è standardizzato, ma costruito a partire da un <strong data-start="1233" data-end="1281">profilo evolutivo e senso-motorio individuale</strong>.</p>
<h2 data-section-id="y4f42b" data-start="183" data-end="217"><span role="text"><strong data-start="186" data-end="217">Il nostro modello di lavoro</strong></span></h2>
<p data-start="219" data-end="359">Il lavoro clinico si sviluppa all’interno di una cornice evolutiva e neurobiologica, e integra diversi livelli di osservazione e intervento:</p>
<ul data-start="361" data-end="873">
<li data-section-id="57ibxc" data-start="361" data-end="496">il modello <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">DIR/Floortime</span></span>, come struttura di riferimento per lo sviluppo emotivo, relazionale e comunicativo</li>
<li data-section-id="1ntu9u3" data-start="497" data-end="641">la comprensione del funzionamento sensoriale e sensomotorio del bambino, inteso come base per l’organizzazione dell’esperienza e dell’azione</li>
<li data-section-id="1iv37kc" data-start="642" data-end="748">approcci centrati sul gioco, sul corpo e sull’azione condivisa, come contesto privilegiato di sviluppo</li>
<li data-section-id="96vnxq" data-start="749" data-end="873">contributi delle neuroscienze dello sviluppo e dell’interpersonal neurobiology (es. <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Daniel Siegel</span></span>)</li>
</ul>
<p data-start="191" data-end="387">All’interno di questa cornice, utilizziamo anche <strong data-start="240" data-end="281">SPINplay (Sensory Processing in Play)</strong>, un approccio che nasce dall’integrazione della mia esperienza clinica con bambini con profili complessi.</p>
<p data-start="389" data-end="629">SPINplay permette di lavorare sull’organizzazione sensoriale <strong data-start="450" data-end="514">all’interno di esperienze di gioco condivise e significative</strong>, in cui il bambino è attivo, coinvolto e partecipe, evitando proposte decontestualizzate o puramente esercitative.</p>
<div class="flex flex-col text-sm pb-25">
<section class="text-token-text-primary w-full focus:outline-none [--shadow-height:45px] has-data-writing-block:pointer-events-none has-data-writing-block:-mt-(--shadow-height) has-data-writing-block:pt-(--shadow-height) [&amp;:has([data-writing-block])&gt;*]:pointer-events-auto scroll-mt-[calc(var(--header-height)+min(200px,max(70px,20svh)))]" dir="auto" data-turn-id="request-69c7b70b-5910-8384-8e01-de2b8fb3e897-4" data-testid="conversation-turn-14" data-scroll-anchor="true" data-turn="assistant">
<div class="text-base my-auto mx-auto pb-10 [--thread-content-margin:var(--thread-content-margin-xs,calc(var(--spacing)*4))] @w-sm/main:[--thread-content-margin:var(--thread-content-margin-sm,calc(var(--spacing)*6))] @w-lg/main:[--thread-content-margin:var(--thread-content-margin-lg,calc(var(--spacing)*16))] px-(--thread-content-margin)">
<div class="[--thread-content-max-width:40rem] @w-lg/main:[--thread-content-max-width:48rem] mx-auto max-w-(--thread-content-max-width) flex-1 group/turn-messages focus-visible:outline-hidden relative flex w-full min-w-0 flex-col agent-turn">
<div class="flex max-w-full flex-col gap-4 grow">
<div class="min-h-8 text-message relative flex w-full flex-col items-end gap-2 text-start break-words whitespace-normal outline-none keyboard-focused:focus-ring [.text-message+&amp;]:mt-1" dir="auto" tabindex="0" data-message-author-role="assistant" data-message-id="97d48262-60d4-4c17-862a-901c2a66b959" data-message-model-slug="gpt-5-3" data-turn-start-message="true">
<div class="flex w-full flex-col gap-1 empty:hidden">
<div class="markdown prose dark:prose-invert w-full wrap-break-word light markdown-new-styling">
<p data-start="542" data-end="806">l lavoro avviene all’interno di un <strong data-start="578" data-end="631">setting clinico specificamente pensato e modulato</strong>, in cui spazio, materiali e organizzazione dell’ambiente vengono utilizzati in modo intenzionale per sostenere l’attivazione, la regolazione e la costruzione dell’esperienza.</p>
<p data-start="808" data-end="861">Si tratta di un modo di lavorare che mette al centro:</p>
<ul data-start="863" data-end="1043">
<li data-section-id="om5vnz" data-start="863" data-end="905">l’esperienza del bambino nel qui e ora</li>
<li data-section-id="1l112pd" data-start="906" data-end="971">l’uso del corpo e dell’ambiente come strumenti di costruzione</li>
<li data-section-id="nlddto" data-start="972" data-end="1043">la relazione come guida per organizzare e dare senso all’esperienza</li>
</ul>
<p data-start="1045" data-end="1199" data-is-last-node="" data-is-only-node="">👉 In questo senso, il lavoro sull’elaborazione sensoriale non è separato dal gioco, ma avviene <strong data-start="1141" data-end="1160">dentro il gioco</strong>, come parte integrante dello sviluppo.</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
<div class="z-0 flex min-h-[46px] justify-start">
<h2 data-section-id="6q5xsm" data-start="2013" data-end="2058"><span role="text"><strong data-start="2016" data-end="2058">Cosa accade concretamente nelle sedute</strong></span></h2>
<p data-start="2060" data-end="2128">Il lavoro non è centrato sulla prestazione, ma sulla partecipazione.</p>
<p data-start="2130" data-end="2151">Questo significa che:</p>
<ul data-start="2153" data-end="2442">
<li data-section-id="1i4iuau" data-start="2153" data-end="2213">seguiamo l’iniziativa del bambino, anche quando è minima per poi espanderla</li>
<li data-section-id="6ydajr" data-start="2214" data-end="2285">trasformiamo comportamenti ripetitivi in possibilità di interazione</li>
<li data-section-id="wgf2jl" data-start="2286" data-end="2370">utilizziamo il corpo, lo spazio e gli oggetti per costruire esperienze condivise</li>
<li data-section-id="19ouugw" data-start="2371" data-end="2442">sosteniamo il passaggio da azioni semplici a sequenze più complesse</li>
</ul>
<p data-start="2444" data-end="2485">Nel tempo, questo permette al bambino di:</p>
<ul data-start="2487" data-end="2702">
<li data-section-id="19ugaek" data-start="2487" data-end="2554">aumentare la regolazione (attivazione, attenzione, transizioni)</li>
<li data-section-id="h398h6" data-start="2555" data-end="2597">sviluppare intenzionalità comunicativa</li>
<li data-section-id="x1spp" data-start="2598" data-end="2626">costruire idee nel gioco</li>
<li data-section-id="1ms1mck" data-start="2627" data-end="2702">accedere progressivamente al linguaggio come espressione di significato</li>
</ul>
<h2 data-section-id="o1hbr5" data-start="2709" data-end="2757"><span role="text"><strong data-start="2712" data-end="2757">Un punto chiave: il significato condiviso</strong></span></h2>
<p data-start="2759" data-end="2871">Molti bambini nello spettro autistico non faticano solo a “fare” o “dire”, ma a <strong data-start="2839" data-end="2870">dare senso a ciò che accade</strong>.</p>
<p data-start="2873" data-end="2931">Il nostro lavoro si concentra proprio su questo passaggio:</p>
<p data-start="2933" data-end="3057">👉 trasformare l’esperienza in qualcosa che abbia significato per il bambino<br data-start="3009" data-end="3012" /><br />
👉 e che possa essere condiviso con l’altro</p>
<p data-start="3059" data-end="3105">Questo è il fondamento su cui si costruiscono:</p>
<ul data-start="3107" data-end="3152">
<li data-section-id="1vpc06m" data-start="3107" data-end="3124">comunicazione</li>
<li data-section-id="188s506" data-start="3125" data-end="3139">linguaggio</li>
<li data-section-id="1395g9d" data-start="3140" data-end="3152">pensiero</li>
</ul>
<h2 data-section-id="x2sd6" data-start="3159" data-end="3209"> </h2>
<h2 data-section-id="x2sd6" data-start="3159" data-end="3209"><span role="text"><strong data-start="3162" data-end="3209">Quando è indicato questo tipo di intervento</strong></span></h2>
<p data-start="3211" data-end="3266">Questo approccio è indicato per bambini che presentano:</p>
<ul data-start="3268" data-end="3536">
<li data-section-id="gecubv" data-start="3268" data-end="3316">diagnosi di disturbo dello spettro autistico</li>
<li data-section-id="18g8qid" data-start="3317" data-end="3365">difficoltà nella relazione e nel coinvolgimento</li>
<li data-section-id="18urprs" data-start="3366" data-end="3417">linguaggio assente, emergente o poco funzionale</li>
<li data-section-id="iywjbi" data-start="3418" data-end="3490">difficoltà nella regolazione (es. iperattivazione, evitamento, rigidità)</li>
<li data-section-id="6ysk67" data-start="3491" data-end="3536">gioco povero, ripetitivo o poco condiviso</li>
</ul>
<h2 data-section-id="1frwq8y" data-start="3543" data-end="3609"> </h2>
<h2 data-section-id="1frwq8y" data-start="3543" data-end="3609"><span role="text"><strong data-start="3546" data-end="3609">Il ruolo dell’adulto: non solo “insegnare”, ma co-costruire</strong></span></h2>
<p data-start="3611" data-end="3650">Lo sviluppo emerge dentro la relazione.</p>
<p data-start="3652" data-end="3827">Le evidenze in ambito neuroevolutivo (Shonkoff &amp; Phillips, 2000; Siegel, 2012) mostrano che le competenze più complesse nascono da <strong data-start="3783" data-end="3826">interazioni affettivamente sintonizzate</strong>.</p>
<p data-start="3829" data-end="3865">Per questo, il lavoro include anche:</p>
<ul data-start="3867" data-end="4027">
<li data-section-id="e9yoth" data-start="3867" data-end="3891">supporto ai genitori</li>
<li data-section-id="gvz528" data-start="3892" data-end="3949">osservazione e adattamento delle modalità interattive</li>
<li data-section-id="13e2r7u" data-start="3950" data-end="4027">costruzione di strategie che possano essere portate nella vita quotidiana</li>
</ul>
<h2 data-section-id="1ygrc0s" data-start="4444" data-end="4473"> </h2>
<h2 data-section-id="1ygrc0s" data-start="4444" data-end="4473"><span role="text"><strong data-start="4447" data-end="4473">Obiettivo del percorso</strong></span></h2>
<p data-start="4475" data-end="4538">Non lavoriamo per ottenere risposte corrette nel breve termine.</p>
<p data-start="4540" data-end="4585">L’obiettivo è costruire competenze che siano:</p>
<ul data-start="4587" data-end="4651">
<li data-section-id="9aw6bk" data-start="4587" data-end="4598">stabili</li>
<li data-section-id="o4ocbc" data-start="4599" data-end="4618">generalizzabili</li>
<li data-section-id="1p3x45z" data-start="4619" data-end="4651">significative per il bambino</li>
</ul>
<p data-start="4653" data-end="4704">👉 sviluppo reale, non solo comportamento &#8220;adattato&#8221;.</p>
</div>
</div>
</div>
</section>
</div>
<div class="pointer-events-none h-px w-px absolute bottom-0" aria-hidden="true" data-edge="true">
<h2 data-section-id="16gy3d0" data-start="4711" data-end="4728"><span role="text"><strong data-start="4714" data-end="4728">Dove siamo</strong></span></h2>
<p data-start="4730" data-end="4909">Lo studio si trova a Livorno e accoglie bambini e famiglie in un contesto clinico pensato per sostenere lo sviluppo attraverso esperienze relazionali e sensomotorie significative.</p>
</div>
<h2 data-section-id="6uz9cr" data-start="4916" data-end="4931"><span role="text"><strong data-start="4919" data-end="4931">Contatti</strong></span></h2>
<p data-start="4933" data-end="5060">È possibile richiedere un primo colloquio informativo per comprendere se questo tipo di intervento è adatto al profilo del proprio bambino: <a href="https://calendly.com/centroevoluzionebambino/30min?back=1&amp;month=2026-03">CLICCA QUI</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://centroevoluzionebambino.it/2026/03/28/terapia-autismo-livorno/">Autismo a Livorno: un intervento evolutivo centrato sul funzionamento del bambino</a> sembra essere il primo su <a href="https://centroevoluzionebambino.it">Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bambini e capricci: la scienza dietro le emozioni</title>
		<link>https://centroevoluzionebambino.it/2025/09/23/capricci-bambini-guida-gestirli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rossana Giorgi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Sep 2025 18:36:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://centroevoluzionebambino.it/?p=755</guid>

					<description><![CDATA[<div><img width="550" height="550" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2025/09/Gemini_Generated_Image_7wbsy27wbsy27wbs-550x550.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2025/09/Gemini_Generated_Image_7wbsy27wbsy27wbs-550x550.png 550w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2025/09/Gemini_Generated_Image_7wbsy27wbsy27wbs-980x980.png 980w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2025/09/Gemini_Generated_Image_7wbsy27wbsy27wbs-150x150.png 150w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2025/09/Gemini_Generated_Image_7wbsy27wbsy27wbs-768x768.png 768w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2025/09/Gemini_Generated_Image_7wbsy27wbsy27wbs-560x560.png 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2025/09/Gemini_Generated_Image_7wbsy27wbsy27wbs-500x500.png 500w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2025/09/Gemini_Generated_Image_7wbsy27wbsy27wbs-240x240.png 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2025/09/Gemini_Generated_Image_7wbsy27wbsy27wbs-230x230.png 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2025/09/Gemini_Generated_Image_7wbsy27wbsy27wbs.png 1024w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div>
<p>Capricci e piccoli esploratori: comprendere e supportare i nostri bambini   Ogni genitore sa che la vita con un bambino piccolo può essere un&#8217;avventura selvaggia, fatta di gioie immense e, sì, anche di sfide intense. Tra queste, i capricci occupano un posto d&#8217;onore. Ma cosa sono realmente i capricci? E come possiamo, come genitori, supportare &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://centroevoluzionebambino.it/2025/09/23/capricci-bambini-guida-gestirli/">Bambini e capricci: la scienza dietro le emozioni</a> sembra essere il primo su <a href="https://centroevoluzionebambino.it">Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="550" height="550" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2025/09/Gemini_Generated_Image_7wbsy27wbsy27wbs-550x550.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2025/09/Gemini_Generated_Image_7wbsy27wbsy27wbs-550x550.png 550w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2025/09/Gemini_Generated_Image_7wbsy27wbsy27wbs-980x980.png 980w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2025/09/Gemini_Generated_Image_7wbsy27wbsy27wbs-150x150.png 150w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2025/09/Gemini_Generated_Image_7wbsy27wbsy27wbs-768x768.png 768w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2025/09/Gemini_Generated_Image_7wbsy27wbsy27wbs-560x560.png 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2025/09/Gemini_Generated_Image_7wbsy27wbsy27wbs-500x500.png 500w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2025/09/Gemini_Generated_Image_7wbsy27wbsy27wbs-240x240.png 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2025/09/Gemini_Generated_Image_7wbsy27wbsy27wbs-230x230.png 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2025/09/Gemini_Generated_Image_7wbsy27wbsy27wbs.png 1024w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div><p style="text-align: center;"><strong>Capricci e piccoli esploratori: comprendere e supportare i nostri bambini</strong><br />
 </p>
<p>Ogni genitore sa che la vita con un bambino piccolo può essere un&#8217;avventura selvaggia, fatta di gioie immense e, sì, anche di sfide intense. Tra queste, i capricci occupano un posto d&#8217;onore. Ma cosa sono realmente i capricci? E come possiamo, come genitori, supportare i nostri figli in queste manifestazioni emotive a volte così travolgenti?</p>
<p>Il primo passo fondamentale è capire che i capricci non sono una manipolazione o un &#8220;cattivo comportamento&#8221;. Sono, nella maggior parte dei casi, il risultato di un cervello ancora in via di sviluppo, incapace di gestire emozioni intense, frustrazione, delusione o stanchezza. Un bambino non ha ancora gli strumenti cognitivi ed emotivi per verbalizzare ciò che prova o per regolare autonomamente le proprie reazioni.</p>
<p>Dobbiamo imparare a considerare queste esplosioni emotive come momenti in cui il nostro bambino ha più bisogno del nostro supporto. Sono opportunità per guidarli attraverso la loro frustrazione e delusione, aiutandoli a costruire le basi della resilienza.</p>
<p><strong>Cosa scatena un capriccio?</strong><br />
 Le cause di un capriccio possono essere molteplici e spesso si sovrappongono. Ecco alcuni dei fattori scatenanti più comuni:</p>
<ul>
<li>Frustrazione per l&#8217;autonomia: Il bambino vuole fare una cosa da solo, ma non ci riesce.<br />
Stanchezza e fame: La mancanza di sonno o la fame possono trasformare una piccola delusione in una vera e propria tempesta emotiva.</li>
<li>Sovraccarico sensoriale: Troppi rumori, troppe persone o troppe stimolazioni possono mandare il sistema nervoso in tilt.<br />
Comunicazione difficile: Il bambino non ha le parole per esprimere ciò che sente o di cui ha bisogno.</li>
<li>Test dei limiti: A volte, i bambini cercano di capire fin dove possono spingersi. Non è una sfida, ma un&#8217;esplorazione del loro mondo.Pensiamo all&#8217;esempio del bambino che, stanco dopo una lunga giornata, si lancia a terra perché il gioco è finito. Non è una sfida, ma un crollo emotivo dovuto al sovraccarico. In questi momenti, la nostra calma è la loro ancora di salvezza.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Capricci vs. Test dei Limiti: una distinzione importante</strong><br />
 È cruciale distinguere tra un capriccio e il test dei limiti.</p>
<ul>
<li><strong>Test dei Limiti</strong>: È un&#8217;esplorazione del mondo, un modo per il bambino di capire la propria autonomia e l&#8217;ambiente circostante. Non c&#8217;è intento di manipolazione, ma piuttosto di scoperta. In questi casi, è fondamentale stabilire dei confini chiari e calmi.</li>
<li><strong>Capriccio</strong>: È un&#8217;esplosione emotiva dovuta a un sovraccarico. Il bambino è sopraffatto, e il suo cervello entra in modalità di emergenza. È qui che vediamo pianti inconsolabili, urla, calci e, a volte, la sensazione che il bambino sia &#8220;fuori controllo&#8221;.<br />
 </li>
</ul>
<p><strong>Come rispondere ai capricci?</strong><br />
 Invece di ignorare i comportamenti o punire i bambini, dobbiamo offrire supporto empatico e stabilire confini amorevoli, consentendo al bambino di esprimere le proprie emozioni negative.</p>
<ul>
<li><strong>Validare le Emozioni</strong>: Anche se il motivo ci sembra banale, per il bambino è un evento significativo. Riconosci la sua frustrazione (&#8220;Capisco che sei arrabbiato perché il tuo gioco si è rotto&#8221;). Questo semplice gesto dimostra che sei lì per lui.</li>
<li><strong>Rimanere Calmi</strong>: Il nostro sistema nervoso è il &#8220;regolatore&#8221; per quello del bambino. Mantenere la calma, parlare con tono pacato e offrire un abbraccio (se accettato) può aiutarlo a ritrovare la tranquillità.</li>
<li><strong>Offrire Scelte Limitate</strong>: Durante un capriccio, il bambino ha bisogno di sentirsi un minimo in controllo. Offrire due semplici opzioni può aiutare a reindirizzare la sua attenzione (es. &#8220;Vuoi il succo nella tazza blu o in quella rossa?&#8221;).</li>
<li><strong>Ricordare il Contesto</strong>: Un bambino piccolo è ancora in una fase di sviluppo neurologico rapido. La sua capacità di controllare le emozioni è limitata. Non dobbiamo aspettarci da lui qualcosa per cui non è ancora pronto.</li>
<li><strong>Non Prendere sul Personale</strong>: Non è una sfida alla nostra autorità, ma un&#8217;espressione di bisogno.</li>
<li><strong>Concentrarsi sul &#8220;Perché&#8221;</strong>: Invece di etichettare il comportamento, cerchiamo di capire la motivazione sottostante. C&#8217;è fame? Sonno? Sovraccarico sensoriale?<br />
 </li>
</ul>
<p><strong>L&#8217;Importanza della sintonizzazione emotiva</strong><br />
 Come genitori, il nostro compito è aiutare i bambini a gestire le loro emozioni e a sviluppare una sana immagine di sé. Dobbiamo imparare a &#8220;sintonizzarci emotivamente&#8221; con loro, fornendo un ancoraggio sicuro in mezzo alla tempesta emotiva.</p>
<p>I capricci non sono un segnale che stiamo sbagliando come genitori. Sono una parte normale dello sviluppo e un&#8217;opportunità per rafforzare il nostro legame e insegnare ai nostri figli preziose lezioni sull&#8217;intelligenza emotiva. Supportiamoli con calma, amore e comprensione, e aiuteremo questi piccoli esploratori a navigare con successo il vasto e complesso mondo delle emozioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://centroevoluzionebambino.it/2025/09/23/capricci-bambini-guida-gestirli/">Bambini e capricci: la scienza dietro le emozioni</a> sembra essere il primo su <a href="https://centroevoluzionebambino.it">Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</a>.</p>
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		<title>Le emozioni nei bambini: come aiutarli?</title>
		<link>https://centroevoluzionebambino.it/2022/01/11/rabbia-emozioni-nei-bambini-come-aiutarli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rossana Giorgi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jan 2022 20:59:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="550" height="413" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2022/01/rabbia-550x413.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2022/01/rabbia-550x413.png 550w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2022/01/rabbia-980x735.png 980w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2022/01/rabbia-768x576.png 768w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2022/01/rabbia-560x420.png 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2022/01/rabbia-600x450.png 600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2022/01/rabbia-240x180.png 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2022/01/rabbia-230x173.png 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2022/01/rabbia.png 1448w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div>
<p>Perché etichettare le emozioni di un bambino può ritorcersi contro (che cosa invece possiamo fare) &#160; Traduzione e premessa a cura di Rossana Giorgi Non vedevo l&#8217;ora di tradurre un altro articolo della collega americana Mona Delahooke. Partire da questo argomento mi motiva moltissimo in quanto, nella mia esperienza clinica e famigliare, credo che ci &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://centroevoluzionebambino.it/2022/01/11/rabbia-emozioni-nei-bambini-come-aiutarli/">Le emozioni nei bambini: come aiutarli?</a> sembra essere il primo su <a href="https://centroevoluzionebambino.it">Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="550" height="413" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2022/01/rabbia-550x413.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2022/01/rabbia-550x413.png 550w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2022/01/rabbia-980x735.png 980w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2022/01/rabbia-768x576.png 768w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2022/01/rabbia-560x420.png 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2022/01/rabbia-600x450.png 600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2022/01/rabbia-240x180.png 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2022/01/rabbia-230x173.png 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2022/01/rabbia.png 1448w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div><h1 style="text-align: center;">Perché etichettare le emozioni di un bambino può ritorcersi contro (che cosa invece possiamo fare)</h1>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><em>Traduzione e premessa a cura di Rossana Giorgi</em></p>
<p>Non vedevo l&#8217;ora di tradurre un altro articolo della collega americana Mona Delahooke.</p>
<p>Partire da questo argomento mi motiva moltissimo in quanto, nella mia esperienza clinica e famigliare, credo che ci sia molto bisogno di &#8220;accudire&#8221;, comprendere e lavorare con le emozioni dei nostri bambini. Tutt&#8217;altro che semplice.</p>
<p>Ed è una cosa che noi terapisti DIRFloortime sperimentiamo fin da subito con le famiglie dei bambini che trattiamo, in particolare con i nostri bambini nello spettro autistico, spesso in balia delle proprie emozioni. Fin dalle prime sedute cerchiamo di aiutare i genitori , in modo concreto, a gestire e co-regolare le emozioni dei proprio figli in quanto sappiamo che la base per apprendere è proprio la regolazione.</p>
<p>Buona lettura.</p>
<p>Ogni genitore l&#8217;ha fatto. Vedi che tuo figlio o adolescente si trova in difficoltà in una situazione e cerchi di aiutarlo a capire le proprie emozioni: &#8220;Sembri arrabbiato&#8221;. &#8220;Ti senti davvero frustrato.&#8221; &#8220;Vedo che sei arrabbiato.&#8221; Ma invece di calmare il bambino, tali parole fanno da innesco. &#8220;Non lo sono!&#8221; risponde il bambino. &#8220;Non sai come mi sento!&#8221; O semplicemente: &#8220;Stai zitto!&#8221;</p>
<p>Quando di recente ho intervistato centinaia di genitori su questo fenomeno, più di quattro su cinque hanno ammesso che etichettare le emozioni di un bambino spesso si ritorce contro. Perché semplicemente mettere un&#8217;etichetta sull&#8217;emozione del bambino lo rende ancora più agitato?</p>
<p>Ecco alcuni motivi:</p>
<ul>
<li><strong>Valenza negativa</strong>. Per prima cosa, i bambini capiscono fin dalla tenera età che la nostra cultura tratta alcune emozioni come positive e altre come negative. Quindi, quando un genitore suggerisce che un bambino sta vivendo un&#8217;emozione negativa (arrabbiato, triste, geloso, frustrato), potrebbe sentire che gli stai dando la colpa.</li>
<li><strong>Oltrepassare il confine</strong>. In secondo luogo, fin da piccoli, i bambini sviluppano un senso di autonomia. Quando suggeriamo come potrebbero sentirsi, potrebbero sentirsi intrusi e sulla difensiva. Vogliono dare un nome alle proprie emozioni e potrebbero sentire che abbiamo oltrepassato un limite.</li>
<li><strong>Mancanza di ragionamento simbolico</strong>. Inoltre, i bambini piccoli non hanno la capacità innata di collegare le sensazioni del loro corpo con il significato emotivo. Hanno bisogno di sviluppare un ragionamento simbolico, la capacità di far si che una cosa ne rappresenti un&#8217;altra. Quando etichettare le emozioni si ritorce contro, potrebbe essere perché il bambino non ha ancora costruito ponti tra i sentimenti di base nel corpo e le parole. Quindi, quando etichettiamo un&#8217;emozione, è come annaffiare il terreno senza prima piantare semi.</li>
<li><strong>Stato fisiologico</strong>. Infine, un bambino deve essere in uno stato fisiologico sufficientemente calmo per ascoltare ed elaborare qualsiasi cosa diciamo. Il sistema nervoso autonomo corre lungo diversi percorsi che supportano l&#8217;ingaggio sociale, reazioni di attacco-fuga o di chiusura (tra le altre risposte).</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Date tutte queste ragioni, quale modo migliore per aiutare i nostri figli quando stanno vivendo varie emozioni?</strong></em></p>
<ul>
<li><strong>Concentrati prima sulla tua</strong> <strong>sintonizzazione</strong>. Tendiamo a guidare con le parole, ma ciò di cui un bambino in difficoltà ha più bisogno è una calda presenza, espressa attraverso il nostro linguaggio del corpo. Sperimenta i tipi di presenza che calmano il sistema nervoso di tuo figlio. Usa la tua presenza per far passare le grandi ondate di emozioni e dare al bambino il messaggio che sei in grado di tollerare la sua angoscia.</li>
<li><strong>Usa parole semplici</strong>. Quando un bambino è profondamente turbato, puoi anche usare parole semplici per esprimere che il bambino è al sicuro e che sei con lui. Il sistema nervoso autonomo del bambino in difficoltà desidera sentirsi al sicuro. Less is more (&#8220;meno fai meglio è).</li>
<li><strong>Inizia con il nurturing e la curiosità, non con le etichette</strong>. &#8220;Oh tesoro, vediamo cosa sta succedendo, puoi descrivermelo?&#8221; &#8220;Di cosa hai bisogno in questo momento, come posso aiutarti?&#8221; Il fondamento della consapevolezza dei propri sentimenti di base è la capacità di osservare se stessi. Modella questo mostrando a tuo figlio come osservare se stessi. Quindi alimenta in loro questa capacità, attraverso l&#8217;accettazione e una presenza solida, qualunque cosa accada.</li>
</ul>
<p>Mentre etichettare le emozioni troppo presto può facilmente ritorcersi contro, una volta che un bambino è pronto, l&#8217;alfabetizzazione emotiva fornisce molti benefici alla salute mentale e fisica. Mi concentrerò su come coltivare le emozioni e sulla capacità di parlarne, tra gli altri argomenti, nei webinar e nei post futuri e nel mio prossimo libro, <em>Brain-Body Parenting</em>, disponibile ora per il preordine. </p>
<p><strong><em>Mona Delahooke</em>.</strong></p>
<p>Per avere informazioni su come iniziare una formazione sul modello DIRFloortime, contatta pure il centro via mail.</p>
<p>Per leggere l&#8217;articolo originale <a href="https://monadelahooke.com/emotions/?fbclid=IwAR1ZAAuV_dNJcj5_2zi6e4sEZXVW6GGuNrNAQ8CCxV016MJ0zHnbiaDUz_4">clicca qui</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://centroevoluzionebambino.it/2022/01/11/rabbia-emozioni-nei-bambini-come-aiutarli/">Le emozioni nei bambini: come aiutarli?</a> sembra essere il primo su <a href="https://centroevoluzionebambino.it">Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</a>.</p>
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		<title>Pillole di DIR: Intervista a Jackie Bartell DIR® Expert Training Leader</title>
		<link>https://centroevoluzionebambino.it/2020/04/24/modello-dir-floortime-intervista-a-jackie-bartell-autismo-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rossana Giorgi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2020 21:21:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="156" height="208" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/04/Jackie.jpeg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></div>
<p>Io e la collega Serena Suman abbiamo avuto modo di intervistare Jackie Bartell, special educator. Una breve intervista con la quale si vogliono affrontare alcuni argomenti molto importanti nel modello DIRFloortime: che cos’è la co-regolazione e come possiamo capire se un bambino è regolato o isolato. Jackie Bartell, DIR® Expert Training Leader, risponderà a queste domande in modo chiaro e diretto. &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://centroevoluzionebambino.it/2020/04/24/modello-dir-floortime-intervista-a-jackie-bartell-autismo-italia/">Pillole di DIR: Intervista a Jackie Bartell DIR® Expert Training Leader</a> sembra essere il primo su <a href="https://centroevoluzionebambino.it">Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="156" height="208" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/04/Jackie.jpeg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></div><p>Io e la collega <strong>Serena Suman</strong> abbiamo avuto modo di intervistare <strong>Jackie Bartell</strong>, special educator.</p>
<p>Una breve intervista con la quale si vogliono affrontare alcuni argomenti molto importanti nel modello DIRFloortime: che cos’è la <strong>co-regolazione</strong> e come possiamo capire se un bambino è <strong>regolato o isolato</strong>. Jackie Bartell, DIR® Expert Training Leader, risponderà a queste domande in modo chiaro e diretto.</p>
<p>Troverete l&#8217;intervista su <strong>Youtube: <a href="https://www.youtube.com/watch?v=QPVNsO3cp-I&amp;feature=youtu.be">CLICCA QUI </a></strong></p>
<p>Buona visione </p>
<p>Rossana Giorgi</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-526" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/04/Schermata-2020-04-24-alle-23.04.59-980x559.png" alt="" width="980" height="559" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/04/Schermata-2020-04-24-alle-23.04.59-980x559.png 980w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/04/Schermata-2020-04-24-alle-23.04.59-768x438.png 768w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/04/Schermata-2020-04-24-alle-23.04.59-560x320.png 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/04/Schermata-2020-04-24-alle-23.04.59-600x342.png 600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/04/Schermata-2020-04-24-alle-23.04.59-240x137.png 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/04/Schermata-2020-04-24-alle-23.04.59-230x131.png 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/04/Schermata-2020-04-24-alle-23.04.59-550x314.png 550w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/04/Schermata-2020-04-24-alle-23.04.59.png 1300w" sizes="auto, (max-width: 980px) 100vw, 980px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://centroevoluzionebambino.it/2020/04/24/modello-dir-floortime-intervista-a-jackie-bartell-autismo-italia/">Pillole di DIR: Intervista a Jackie Bartell DIR® Expert Training Leader</a> sembra essere il primo su <a href="https://centroevoluzionebambino.it">Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</a>.</p>
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		<title>IL GAP NELLE ASPETTATIVE: QUANDO I BAMBINI ACQUISISCONO IL CONTROLLO DEL COMPORTAMENTO?</title>
		<link>https://centroevoluzionebambino.it/2019/09/12/comportamento-impulsivita-gestione-del-bambino-aiuto-genitori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rossana Giorgi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Sep 2019 13:54:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="550" height="405" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920-550x405.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920-550x405.jpg 550w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920-980x721.jpg 980w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920-768x565.jpg 768w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920-1600x1178.jpg 1600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920-560x412.jpg 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920-600x442.jpg 600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920-240x177.jpg 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920-230x169.jpg 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div>
<p>Ringrazio la collega Mona Delahooke per l&#8217;autorizzazione alla traduzione del suo interessante articolo. Credo che sia fondamentale capire la questione &#8220;GAP nelle aspettative&#8220;, concetto alla base dei metodi  neuroevolutivi (tra cui il modello DIR® e DirFloortime®), oltre che di un sano sviluppo. Abbiamo bisogno di mettere in pratica quello che, sia le neuroimmagini sia le vecchie e &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://centroevoluzionebambino.it/2019/09/12/comportamento-impulsivita-gestione-del-bambino-aiuto-genitori/">IL GAP NELLE ASPETTATIVE: QUANDO I BAMBINI ACQUISISCONO IL CONTROLLO DEL COMPORTAMENTO?</a> sembra essere il primo su <a href="https://centroevoluzionebambino.it">Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="550" height="405" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920-550x405.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920-550x405.jpg 550w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920-980x721.jpg 980w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920-768x565.jpg 768w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920-1600x1178.jpg 1600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920-560x412.jpg 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920-600x442.jpg 600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920-240x177.jpg 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920-230x169.jpg 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div><p>Ringrazio la collega <strong>Mona Delahooke</strong> per l&#8217;autorizzazione alla traduzione del suo interessante articolo.</p>
<p>Credo che sia fondamentale capire la questione &#8220;<strong>GAP nelle aspettative</strong>&#8220;, concetto alla base dei metodi  <em><strong>neuroevolutivi</strong></em> (tra cui il modello DIR® e DirFloortime®), oltre che di un sano sviluppo.</p>
<p>Abbiamo bisogno di mettere in pratica quello che, sia le neuroimmagini sia le vecchie e più recenti ricerche in campo neuroscientifico, ci dimostrano sullo sviluppo del cervello.</p>
<p>Di seguito la traduzione.</p>
<p class="p1"><span class="s1">I bambini sono selvaggiamente e meravigliosamente imprevedibili. Un minuto, la tua bambina potrebbe conversare felicemente con te, e il prossimo, essere fuori controllo, rotolando sul pavimento in agonia perché non può avere quel cupcake che ha appena visto in una pubblicità televisiva. Per i genitori, questa mancanza apparentemente imprevedibile di controllo emotivo può essere esasperante, a meno che, cioè, non te lo aspetti.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Uno dei motivi per cui i genitori possono sentirsi così frustrati dal comportamento del bambino è il &#8220;<strong>divario delle aspettative</strong>” (GAP). Molti genitori presumono che i più piccoli siano in grado &#8211; o dovrebbero essere in grado &#8211; di fare cose che il loro cervello semplicemente non è ancora pronto a fare.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Un importante sondaggio della <strong>Zero to Three Foundation</strong>, la più grande organizzazione mondiale dedicata al benessere di neonati e bambini, ha rivelato che il 56% dei genitori crede che i bambini abbiano il controllo degli impulsi per resistere al desiderio di fare qualcosa di proibito prima dei 3 anni. E 36 il percento ritiene che i bambini sotto i 2 anni possano farlo. <b>La verità: i bambini non iniziano a sviluppare queste capacità in modo affidabile fino all&#8217;età di 3 anni e mezzo o 4 , quando questo avviene “presto”.</b></span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Lo stesso sondaggio ha rilevato che il 43% dei genitori pensa che i bambini possano condividere in modo affidabile e alternarsi con altri bambini prima dei 2 anni. In realtà, anche questa abilità si sviluppa tra 3 e 4 anni.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Se sei scettico su questi risultati, potresti chiederti perché il tuo bambino a volte può gestire con successo una situazione, ma altre volte si comportano male in circostanze identiche. Questo non significa che il bambino sta scegliendo intenzionalmente di comportarsi male?</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">La risposta breve è no. <b>Il comportamento dei bambini è così imprevedibile perché il raggiungimento della capacità di controllare le proprie emozioni e azioni dipende da un mix di sviluppo del cervello del bambino e stato del suo corpo in un dato momento</b>. Tutti questi fattori influenzano la capacità del bambino di controllare il comportamento:</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><strong>*</strong> <strong>Crescita cerebrale rapida con circuiti neurali in flusso</strong></span></p>
<p class="p1"><strong><span class="s1">* Requisiti di sonno non soddisfatti</span></strong></p>
<p class="p1"><strong><span class="s1">* Fame o livelli fluttuanti di zucchero nel sangue (noti come &#8220;hangry&#8221;)</span></strong></p>
<p class="p1"><strong><span class="s1">* L&#8217;inconscio senso di sicurezza, che può dipendere dall&#8217;ambiente e dalle relazioni</span></strong></p>
<p class="p1"><strong><span class="s1">* Stati del corpo, incluso dolore causato dalla dentizione, un virus in incubazione o iperattività ai suoni o altri input sensoriali</span></strong></p>
<p class="p1"><strong><span class="s1">* Gli alti e bassi previsti della crescita sociale ed emotiva</span></strong></p>
<p class="p1"><span class="s1">In altre parole, è complesso! Quindi, la prossima volta che ti sentirai “sfinito” per qualcosa che tuo figlio ha fatto, ricorda che le sue abilità  stanno ancora emergendo. In effetti, sviluppiamo la capacità di controllo emotivo e comportamentale nella prima età adulta. Essere incoerenti è prevedibile. Un giorno tuo figlio potrebbe gestire una delusione o essere calmo, ma il giorno successivo (o l&#8217;ora) la stessa sfida scatenerà una crisi di nervi (tantrum). Fa tutto parte del modo in cui ci sviluppiamo come esseri umani.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Quindi, cosa puoi fare come genitore quando tuo figlio si comporta in modo imprevedibile e non sei sicuro di come reagire?</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">&#8211; Chiediti se la capacità del bambino di controllare il suo comportamento è ancora completamente sviluppata. Se tuo figlio ha meno di 4 anni, questa capacità sarà incoerente/incostante, quindi è importante rispettare il comportamento con compassione e limiti posti con “affettività”.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">&#8211; Il modo migliore per aiutare un bambino fuori controllo è mantenere la calma. Questo processo di aiutare un bambino a calmarsi condividendo la nostra calma è noto come co-regolazione emotiva.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">&#8211; Per dare ai bambini ciò di cui hanno bisogno, dobbiamo prenderci cura di noi stessi. In questo modo, abbiamo maggiori probabilità di avere l&#8217;energia e la presenza per sostenere con successo i nostri figli.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Ricorda, i disagi emergono anche dal modo in cui i piccoli esseri umani riconciliano la vita in un mondo imprevedibile. Comprendendo che i bambini hanno naturalmente capacità di adattamento irregolari, possiamo ridurre il GAP delle aspettative e ridurre lo stress dei nostri figli &#8211; e il nostro. Nel processo, rafforzeremo le nostre preziose relazioni per tutta la vita con i nostri figli.</span></p>
<p class="p1">Per l&#8217;articolo originale <a href="https://monadelahooke.com/1210-2/?fbclid=IwAR05PsHMQE4k0_qMFGOGbYgRptSuot--tYvd-_CkkHUwb2y-UVgQay6EPfU">CLICCA QUI</a></p>
<p class="p1"><strong>Rossana Giorgi</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://centroevoluzionebambino.it/2019/09/12/comportamento-impulsivita-gestione-del-bambino-aiuto-genitori/">IL GAP NELLE ASPETTATIVE: QUANDO I BAMBINI ACQUISISCONO IL CONTROLLO DEL COMPORTAMENTO?</a> sembra essere il primo su <a href="https://centroevoluzionebambino.it">Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</a>.</p>
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		<title>QUESTIONE CIUCCIO: perché non toglierlo al bambino improvvisamente</title>
		<link>https://centroevoluzionebambino.it/2019/06/02/come-togliere-il-ciuccio-aiuto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rossana Giorgi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Jun 2019 20:48:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="507" height="600" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/CIUCCIO-507x600.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/CIUCCIO-507x600.png 507w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/CIUCCIO-828x980.png 828w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/CIUCCIO-768x909.png 768w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/CIUCCIO-560x663.png 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/CIUCCIO-422x500.png 422w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/CIUCCIO-240x284.png 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/CIUCCIO-230x272.png 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/CIUCCIO.png 1081w" sizes="auto, (max-width: 507px) 100vw, 507px" /></div>
<p>Ringrazio la Dott.ssa Mona Delahooke, PhD, per l&#8217;autorizzazione alla traduzione. Troverete l&#8217;articolo originale cliccando qui Robby aveva due anni quando il dentista disse ai suoi genitori che era il momento di togliere il ciuccio. Preoccupati per l&#8217;avvertimento del professionista, ovvero che il ciuccio poteva causare il disallineamento della mascella, i genitori lo fecero sparire. Fu &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://centroevoluzionebambino.it/2019/06/02/come-togliere-il-ciuccio-aiuto/">QUESTIONE CIUCCIO: perché non toglierlo al bambino improvvisamente</a> sembra essere il primo su <a href="https://centroevoluzionebambino.it">Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="507" height="600" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/CIUCCIO-507x600.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/CIUCCIO-507x600.png 507w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/CIUCCIO-828x980.png 828w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/CIUCCIO-768x909.png 768w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/CIUCCIO-560x663.png 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/CIUCCIO-422x500.png 422w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/CIUCCIO-240x284.png 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/CIUCCIO-230x272.png 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/CIUCCIO.png 1081w" sizes="auto, (max-width: 507px) 100vw, 507px" /></div><p>Ringrazio la <em><strong>Dott.ssa Mona Delahooke, PhD</strong></em>, per l&#8217;autorizzazione alla traduzione.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-399 aligncenter" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/Mona-delahooke.jpeg" alt="" width="225" height="225" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/Mona-delahooke.jpeg 225w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/Mona-delahooke-150x150.jpeg 150w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px" /></p>
<p>Troverete l&#8217;articolo originale <a href="https://monadelahooke.com/pacifier-question-not-make-toddler-go-cold-turkey/?fbclid=IwAR3gKD8ssF0-HZsCQGQ2gcVwW_4u6oLtthhOvehuWzbHnRUCieTqKxRbGXo#comment-4482790677">cliccando qui</a></p>
<p class="p1"><span class="s1">Robby aveva due anni quando il dentista disse ai suoi genitori che era il momento di togliere il ciuccio. Preoccupati per l&#8217;avvertimento del professionista, ovvero che il ciuccio poteva causare il disallineamento della mascella, i genitori lo fecero sparire.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Fu così che iniziarono i problemi. In poco tempo Robby ebbe difficoltà di addormentamento.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Nel giro di una settimana iniziò a colpire i compagni di classe all’asilo nido.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Nel corso degli anni ho visto questo schema più e più volte. Un dentista o pediatra con buone intenzioni avverte che il ciuccio e succhiarsi il pollice potrebbero portare a problemi a livello orale. Genitori amorevoli, desiderosi di evitare costosi interventi di ortodontia o peggio, prestano ascolto. E in breve tempo sorgono problemi comportamentali.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><b>Il problema è che l&#8217;uso del ciuccio e il succhiarsi il pollice non sono solo cattive abitudini. Sono spesso un modo grazie al quale i bambini si calmano. In quanto tali, possono anche essere una strategia per raggiungere la regolazione emotiva, elemento fondamentale alla base dello sviluppo sociale ed emotivo.</b></span></p>
<p class="p1"><span class="s1">L’interruzione improvvisa di una tale abitudine in un bambino come Robby, porta il sistema emotivo in via di sviluppo ad una una risposta allo stress. A seconda di come la mente e il corpo di ogni bambino interpretano questa perdita, può avvenire che il corpo del bambino registra ciò che chiamiamo “neurocezione&#8221; difettosa, un senso di minaccia piuttosto che di sicurezza. Certo, alcuni bambini gestiscono questo cambiamento con facilità, ma molti altri non lo fanno, e presto compaiono comportamenti insoliti o provocatori.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Questo non vuol dire che il consiglio del dentista sia sbagliato. Egli indirizza correttamente lo sviluppo fisico del bambino, ma può perdere la componente mentale e lo sviluppo psicologico del bambino.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Questa dicotomia è un chiaro esempio di come i vari campi pediatrici spesso affrontino le proprie specializzazioni senza riconoscere o integrare altri aspetti della salute e dello sviluppo di un bambino.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">I dentisti ricevono una formazione piccola o inconsistente della salute mentale, la &#8220;casa&#8221; dello sviluppo socio-emotivo. È vero anche il contrario: i programmi di formazione per i professionisti della salute mentale in genere non sottolineano come il corpo di un bambino contribuisca allo sviluppo sociale ed emotivo. È come se le emozioni e le relazioni fossero in qualche modo distaccate dal corpo fisico e dal cervello.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><b>L’ approccio migliore sarebbe quello in cui i<span class="Apple-converted-space">  </span>genitori e i professionisti collaborano nel determinare se, eliminare qualcosa che calma e tranquillizza il bambino, un ciuccio, succhiarsi il pollice o tenere una coperta, per esempio, causerà o meno uno stress inutile. Se lo farà, è meglio allontanare il bambino da quell’abitudine in modo sensibile e lento piuttosto che all’improvviso.</b></span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Quando facciamo qualcosa per il bene del bambino, l&#8217;approccio migliore è quello di spiegare il cambiamento al bambino stesso. Naturalmente, i bambini piccoli non sono sufficientemente pronti nella risoluzione dei problemi sociali (mettere insieme molte idee e comprendere l&#8217;impatto su un evento futuro) per comprendere una simile spiegazione.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">E dire al bambino che, qualcosa che ama e che gli piace (un ciuccio) può fargli “male” , può causare stress. Ed eufemisticamente, dire a un bambino che un ciuccio “sarà perso”, non ci sarà più, spesso non diminuisce lo stress che il bambino sta provando a causa della perdita di quell’oggetto “calmante”.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Queste strategie positive aiutano il bambino ad affrontare quei cambiamenti che potrebbero influenzare la regolazione emotiva:</span></p>
<ul>
<li class="p1"><span class="s1"><strong>Determina se sia veramente necessario portare via oggetti o abitudini che aiutano a calmare il corpo e la mente di un bambino.</strong></span></li>
<li class="p1"><strong><span class="s1">Assicurati che il bambino sia pronto, sia al suo livello di sviluppo, prima di portare via un oggetto che è rilassante per il bambino.</span></strong></li>
<li class="p1"><strong><span class="s1">Identifica un oggetto o un&#8217;attività sostitutiva che fornirà al bambino sicurezza emotiva prima che avvenga il cambiamento.</span></strong></li>
<li class="p1"><strong><span class="s1">Prova ad allontanare piano piano il bambino dall’abitudine “calmante” piuttosto che all’improvviso</span></strong></li>
<li class="p1"><strong><span class="s1">Evita cambiamenti durante un periodo di transizione o stress (come un trasferimento o cambiamento di scuola). Piuttosto opta per un momento in cui si è disponibili a giocare in modo rilassato con il bambino. Il coinvolgimento gioioso allevia lo stress.</span></strong></li>
</ul>
<p class="p1"> </p>
<p class="p1"><span class="s1">In definitiva, è salutare e benefico per i bambini sviluppare metodi alternativi o aggiuntivi per calmarsi. Con l&#8217;approccio corretto, aiutare un bambino a scoprire queste opzioni può migliorare lo sviluppo sociale ed emotivo. La chiave non è evitare i cambiamenti necessari per il bambino, ma assicurarsi che siano intrapresi con un profondo rispetto per le differenze individuali e il sistema nervoso del bambino.</span></p>
<p class="p1"><strong>Articolo originale in lingua inglese di Mona Delahooke, PhD.</strong></p>
<p class="p1"><strong>Traduzione a cura di Rossana Giorgi</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://centroevoluzionebambino.it/2019/06/02/come-togliere-il-ciuccio-aiuto/">QUESTIONE CIUCCIO: perché non toglierlo al bambino improvvisamente</a> sembra essere il primo su <a href="https://centroevoluzionebambino.it">Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</a>.</p>
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