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	<title>genitorialità Archivi - Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</title>
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	<description>Terapista della neuro psicomotricità</description>
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		<title>Bambini e capricci: la scienza dietro le emozioni</title>
		<link>https://centroevoluzionebambino.it/2025/09/23/capricci-bambini-guida-gestirli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rossana Giorgi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Sep 2025 18:36:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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<p>Capricci e piccoli esploratori: comprendere e supportare i nostri bambini   Ogni genitore sa che la vita con un bambino piccolo può essere un&#8217;avventura selvaggia, fatta di gioie immense e, sì, anche di sfide intense. Tra queste, i capricci occupano un posto d&#8217;onore. Ma cosa sono realmente i capricci? E come possiamo, come genitori, supportare &#8230;</p>
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 </p>
<p>Ogni genitore sa che la vita con un bambino piccolo può essere un&#8217;avventura selvaggia, fatta di gioie immense e, sì, anche di sfide intense. Tra queste, i capricci occupano un posto d&#8217;onore. Ma cosa sono realmente i capricci? E come possiamo, come genitori, supportare i nostri figli in queste manifestazioni emotive a volte così travolgenti?</p>
<p>Il primo passo fondamentale è capire che i capricci non sono una manipolazione o un &#8220;cattivo comportamento&#8221;. Sono, nella maggior parte dei casi, il risultato di un cervello ancora in via di sviluppo, incapace di gestire emozioni intense, frustrazione, delusione o stanchezza. Un bambino non ha ancora gli strumenti cognitivi ed emotivi per verbalizzare ciò che prova o per regolare autonomamente le proprie reazioni.</p>
<p>Dobbiamo imparare a considerare queste esplosioni emotive come momenti in cui il nostro bambino ha più bisogno del nostro supporto. Sono opportunità per guidarli attraverso la loro frustrazione e delusione, aiutandoli a costruire le basi della resilienza.</p>
<p><strong>Cosa scatena un capriccio?</strong><br />
 Le cause di un capriccio possono essere molteplici e spesso si sovrappongono. Ecco alcuni dei fattori scatenanti più comuni:</p>
<ul>
<li>Frustrazione per l&#8217;autonomia: Il bambino vuole fare una cosa da solo, ma non ci riesce.<br />
Stanchezza e fame: La mancanza di sonno o la fame possono trasformare una piccola delusione in una vera e propria tempesta emotiva.</li>
<li>Sovraccarico sensoriale: Troppi rumori, troppe persone o troppe stimolazioni possono mandare il sistema nervoso in tilt.<br />
Comunicazione difficile: Il bambino non ha le parole per esprimere ciò che sente o di cui ha bisogno.</li>
<li>Test dei limiti: A volte, i bambini cercano di capire fin dove possono spingersi. Non è una sfida, ma un&#8217;esplorazione del loro mondo.Pensiamo all&#8217;esempio del bambino che, stanco dopo una lunga giornata, si lancia a terra perché il gioco è finito. Non è una sfida, ma un crollo emotivo dovuto al sovraccarico. In questi momenti, la nostra calma è la loro ancora di salvezza.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Capricci vs. Test dei Limiti: una distinzione importante</strong><br />
 È cruciale distinguere tra un capriccio e il test dei limiti.</p>
<ul>
<li><strong>Test dei Limiti</strong>: È un&#8217;esplorazione del mondo, un modo per il bambino di capire la propria autonomia e l&#8217;ambiente circostante. Non c&#8217;è intento di manipolazione, ma piuttosto di scoperta. In questi casi, è fondamentale stabilire dei confini chiari e calmi.</li>
<li><strong>Capriccio</strong>: È un&#8217;esplosione emotiva dovuta a un sovraccarico. Il bambino è sopraffatto, e il suo cervello entra in modalità di emergenza. È qui che vediamo pianti inconsolabili, urla, calci e, a volte, la sensazione che il bambino sia &#8220;fuori controllo&#8221;.<br />
 </li>
</ul>
<p><strong>Come rispondere ai capricci?</strong><br />
 Invece di ignorare i comportamenti o punire i bambini, dobbiamo offrire supporto empatico e stabilire confini amorevoli, consentendo al bambino di esprimere le proprie emozioni negative.</p>
<ul>
<li><strong>Validare le Emozioni</strong>: Anche se il motivo ci sembra banale, per il bambino è un evento significativo. Riconosci la sua frustrazione (&#8220;Capisco che sei arrabbiato perché il tuo gioco si è rotto&#8221;). Questo semplice gesto dimostra che sei lì per lui.</li>
<li><strong>Rimanere Calmi</strong>: Il nostro sistema nervoso è il &#8220;regolatore&#8221; per quello del bambino. Mantenere la calma, parlare con tono pacato e offrire un abbraccio (se accettato) può aiutarlo a ritrovare la tranquillità.</li>
<li><strong>Offrire Scelte Limitate</strong>: Durante un capriccio, il bambino ha bisogno di sentirsi un minimo in controllo. Offrire due semplici opzioni può aiutare a reindirizzare la sua attenzione (es. &#8220;Vuoi il succo nella tazza blu o in quella rossa?&#8221;).</li>
<li><strong>Ricordare il Contesto</strong>: Un bambino piccolo è ancora in una fase di sviluppo neurologico rapido. La sua capacità di controllare le emozioni è limitata. Non dobbiamo aspettarci da lui qualcosa per cui non è ancora pronto.</li>
<li><strong>Non Prendere sul Personale</strong>: Non è una sfida alla nostra autorità, ma un&#8217;espressione di bisogno.</li>
<li><strong>Concentrarsi sul &#8220;Perché&#8221;</strong>: Invece di etichettare il comportamento, cerchiamo di capire la motivazione sottostante. C&#8217;è fame? Sonno? Sovraccarico sensoriale?<br />
 </li>
</ul>
<p><strong>L&#8217;Importanza della sintonizzazione emotiva</strong><br />
 Come genitori, il nostro compito è aiutare i bambini a gestire le loro emozioni e a sviluppare una sana immagine di sé. Dobbiamo imparare a &#8220;sintonizzarci emotivamente&#8221; con loro, fornendo un ancoraggio sicuro in mezzo alla tempesta emotiva.</p>
<p>I capricci non sono un segnale che stiamo sbagliando come genitori. Sono una parte normale dello sviluppo e un&#8217;opportunità per rafforzare il nostro legame e insegnare ai nostri figli preziose lezioni sull&#8217;intelligenza emotiva. Supportiamoli con calma, amore e comprensione, e aiuteremo questi piccoli esploratori a navigare con successo il vasto e complesso mondo delle emozioni.</p>
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		<title>WEBINAR PER GENITORI (prima parte). &#8220;Mamma, papà non ti rispondo! Piccole strategie per giocare e interagire con il tuo bambino con disturbo dello spettro autistico&#8221;</title>
		<link>https://centroevoluzionebambino.it/2023/06/28/corso-per-genitori-bambini-autismo-gioco-interazione-risposta-al-nome/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rossana Giorgi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jun 2023 22:05:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="533" height="600" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/IMG_3699-533x600.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/IMG_3699-533x600.jpg 533w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/IMG_3699-560x631.jpg 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/IMG_3699-444x500.jpg 444w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/IMG_3699-240x270.jpg 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/IMG_3699-230x259.jpg 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/IMG_3699.jpg 699w" sizes="(max-width: 533px) 100vw, 533px" /></div>
<p>Tu parli e il tuo bambino si volta dalla parte opposta. Lo chiami e il tuo bambino non risponde. Prima di pensare che il tuo bambino debba rispondere al nome (obiettivo sensato, certo ma è l&#8217;unico obiettivo?), prova a capire cosa il quel momento può aiutarlo a interagire, a voltarsi, a essere presente, come aiutarlo &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="533" height="600" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/IMG_3699-533x600.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/IMG_3699-533x600.jpg 533w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/IMG_3699-560x631.jpg 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/IMG_3699-444x500.jpg 444w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/IMG_3699-240x270.jpg 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/IMG_3699-230x259.jpg 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/IMG_3699.jpg 699w" sizes="auto, (max-width: 533px) 100vw, 533px" /></div><p>Tu parli e il tuo bambino si volta dalla parte opposta.</p>
<p>Lo chiami e il tuo bambino non risponde.</p>
<p>Prima di pensare che il tuo bambino debba rispondere al nome (obiettivo sensato, certo ma è l&#8217;unico obiettivo?), prova a capire cosa il quel momento può aiutarlo a interagire, a voltarsi, a essere presente, come aiutarlo piano piano nella quotidianità senza farti influenzare troppo dai test che valuteranno quanto tuo figlio sia più o meno autistico.</p>
<p>Si, tuo figlio risulta nello spettro autistico anche perché non risponde la nome e non indica. Ma fermati un attimo a pensare che il tuo bambino può raggiungere certe tappe con i suoi tempi, che non è un individuo a cui insegnare di &#8220;dover&#8221; rispondere al nome. Può essere invece che in quel momento tuo figlio non colga gli stimoli intorno a sé o ne colga troppi. Prova a capire cosa può aiutarlo a voltarsi verso di te e vedrai che tutto diventa più piacevole e meno frustrante per te e per lui. </p>
<p>Forse nessuno ti ha detto perché non si volta. Ti è solo stato detto che deve voltarsi, è stato messo come obiettivo così la prossima volta al test apparirà più bravo.</p>
<p>Siamo abituati a rincorrere obiettivi solo perché c&#8217;è stato detto che se ad una certa età questo non avviene il bambino è autistico ma nessuno ci dice che se il nostro bambino non lo fa c&#8217;é un perché, e non riguarda la diagnosi ma il suo modo di processare le sensazioni per esempio o di apprendere nuove cose.</p>
<p>Questo incontro non vuole dare indicazioni per il tuo specifico bambino che sicuramente avrà il PROPRIO profilo ma vuole dare un&#8217;altra prospettiva al genitore.</p>
<p>Gli argomenti trattati saranno i seguenti:</p>
<ol>
<li>Il mio bambino non risponde al nome, non si volta quando parlo o lo fa difficilmente, perché? </li>
</ol>
<p>                   -Iniziare a comprendere il suo profilo</p>
<p>                  &#8211; Suggerimenti nel gioco </p>
<p>       2. Il mio bambino si chiude nel proprio gioco.</p>
<p>                  &#8211; Strategie di osservazione: cosa fa il bambino e perché </p>
<p>                  &#8211; Tipi di gioco e scelta del gioco</p>
<p>                  &#8211; Interagire attraverso il gioco</p>
<p>      3. Il gioco è ripetitivo. Cosa fare?  </p>
<p>                  &#8211; Porsi le domande giuste per ottenere le risposte giuste!</p>
<p><strong>INFORMAZIONI E COSTI:</strong></p>
<p>Giorno e orario: Domenica 1 Ottobre dalle ore 9:00 alle 12:00</p>
<p>Dove: online, su Piattaforma Zoom. Agli iscritti sarà inviato il link di connessione qualche giorno prima.</p>
<p>Costo: € 70,00 Iva compresa.</p>
<p>Per iscrizioni <em>entro il 30 Luglio 2023</em>: € 60,00 IVA compresa</p>
<p>Per iscriversi :</p>
<ul>
<li><strong>Scarica</strong>: il modulo di iscrizione qui : <a href="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2023/06/Modulo-iscrizione-1.pdf">Modulo iscrizione</a></li>
<li>e invialo a info@centroevoluzionebambino.it insieme alla copia del bonifico.</li>
<li>Riceverai conferma solo dopo una mail tramite invio della fattura.</li>
<li>Nel caso in cui non riceverai la mail, ti chiediamo gentilmente di scrivere un <span style="text-decoration: underline;">messaggio</span> al numero <strong>3663405514</strong> dati i numerosi problemi che abbiamo avuto con le mail ultimamente.</li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://centroevoluzionebambino.it/2023/06/28/corso-per-genitori-bambini-autismo-gioco-interazione-risposta-al-nome/">WEBINAR PER GENITORI (prima parte). &#8220;Mamma, papà non ti rispondo! Piccole strategie per giocare e interagire con il tuo bambino con disturbo dello spettro autistico&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://centroevoluzionebambino.it">Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>I TIME-OUT FUNZIONANO? È TEMPO DI RIFORMULARE LA DOMANDA</title>
		<link>https://centroevoluzionebambino.it/2019/11/13/time-out-funzionano-tempo-riformulare-la-domanda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rossana Giorgi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Nov 2019 19:31:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="550" height="367" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/11/time-out-2-550x367.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/11/time-out-2-550x367.jpg 550w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/11/time-out-2-980x653.jpg 980w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/11/time-out-2-768x512.jpg 768w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/11/time-out-2-450x300.jpg 450w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/11/time-out-2-600x400.jpg 600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/11/time-out-2-560x373.jpg 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/11/time-out-2-240x160.jpg 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/11/time-out-2-230x153.jpg 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/11/time-out-2.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div>
<p>Traduzione a cura di Erika Certosino Articolo originale di Mona Delahooke, Ph.D, consultabile al link sottostante: Do Time-Outs Work? It’s Time to Reframe the Question &#160; I time-out rappresentano una strategia efficace nell&#8217;aiutare i genitori a gestire i problemi comportamentali dei loro figli? Prima di studiare lo sviluppo del bambino nella prima infanzia, ricorrevo occasionalmente &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://centroevoluzionebambino.it/2019/11/13/time-out-funzionano-tempo-riformulare-la-domanda/">I TIME-OUT FUNZIONANO? È TEMPO DI RIFORMULARE LA DOMANDA</a> sembra essere il primo su <a href="https://centroevoluzionebambino.it">Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="550" height="367" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/11/time-out-2-550x367.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/11/time-out-2-550x367.jpg 550w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/11/time-out-2-980x653.jpg 980w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/11/time-out-2-768x512.jpg 768w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/11/time-out-2-450x300.jpg 450w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/11/time-out-2-600x400.jpg 600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/11/time-out-2-560x373.jpg 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/11/time-out-2-240x160.jpg 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/11/time-out-2-230x153.jpg 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/11/time-out-2.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div><p>Traduzione a cura di <strong>Erika Certosino</strong></p>
<p>Articolo originale di Mona Delahooke, Ph.D, consultabile al link sottostante:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="HVGlZyDiUa"><p><a href="https://monadelahooke.com/do-time-outs-work-its-time-to-reframe-the-question/">Do Time-Outs Work? It’s Time to Reframe the Question</a></p></blockquote>
<p><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Do Time-Outs Work? It’s Time to Reframe the Question&#8221; &#8212; Mona Delahooke, Ph.D. - Pediatric Psychologist - California" src="https://monadelahooke.com/do-time-outs-work-its-time-to-reframe-the-question/embed/#?secret=Ate7QBTWH4#?secret=HVGlZyDiUa" data-secret="HVGlZyDiUa" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
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<p><em><strong>I time-out rappresentano una strategia efficace nell&#8217;aiutare i genitori a gestire i problemi comportamentali dei loro figli?</strong></em></p>
<p>Prima di studiare lo sviluppo del bambino nella prima infanzia, ricorrevo occasionalmente ai time-out con i miei figli perché erano considerati una tecnica appropriata per insegnare la disciplina. A distanza di anni, è in atto un dibattito sul fatto che questo sia vero o meno. Un articolo recente sul Time ha cercato di dirimere la questione, ma il tentativo è stato controproducente e ha generato confusione sia tra i genitori e che tra i professionisti.</p>
<p>L’articolo ha menzionato un esperto, lo psichiatra dell&#8217;UCLA Dan Siegel, il quale ha affermato che la “punizione e l’isolamento sociale” che il time-out comporta, sono dannosi per i bambini. Ma, nello stesso articolo, Rachel Knight, una psicologa dell’Università del Michigan, ha obiettato evidenziando l’esistenza di numerosi dati a favore di questa pratica educativa, che dimostrerebbero come, nelle famiglie che usano i time-out, non ci sia una maggior incidenza di “ansia, depressione, aggressività, problemi di auto-regolazione e comportamenti oppositivi”, rispetto a quelle in cui questa strategia non viene adottata.</p>
<p>Potrei obiettare evidenziando i limiti della ricerca sullo sviluppo emotivo nell&#8217;essere umano, ma il vero problema di questo articolo risiede nel fatto di essersi focalizzato su una domanda troppo semplicistica, ovvero se i time-out siano giusti o sbagliati, invece di prendere in esame una questione ben più importante: in che modo i genitori dovrebbero decidere <span style="text-decoration: underline;"><strong>quando e se</strong></span> ricorrere al time-out (o ad <em>altre strategie</em>)?</p>
<p>Per poter rispondere a questa domanda, occorre prima porsene un’altra: il bambino si sta deliberatamente comportando in maniera inappropriata, ovvero, è una scelta volontaria, o il suo comportamento rappresenta una risposta inconscia e autonomica allo stress? <strong><span style="color: #ff0000;">Se il comportamento costituisce una reazione allo stress,</span> <span style="text-decoration: underline; color: #ff0000;"><span>la soluzione</span> <span>NON è ASSOLUTAMENTE PUNIRE IL BAMBINO</span></span></strong>, in quanto non dobbiamo insegnargli una lezione e, in ogni caso, il cervello e il corpo del bambino non sarebbero comunque in condizioni tali da poter apprendere ciò che vogliamo trasmettere. Invece, è necessario e importante che la nostra presenza abbia un effetto calmante e lo aiuti a ridurre lo stress.</p>
<p>Punire un comportamento scatenato da fattori stressogeni equivale a continuare ad asciugare un lavandino bagnato lasciando il rubinetto aperto, ovvero, intervenire sull&#8217;effetto senza agire sulla causa.</p>
<p>Si possono distinguere vari tipi di comportamento. Ad esempio, le reazioni di &#8220;lotta o fuga&#8221; originano da un&#8217;attivazione del Sistema Nervoso Simpatico e rappresentano una risposta adattiva del bambino allo stress. <strong>Punire questi comportamenti ha come risultato soltanto quello di causare ulteriore stress al Sistema Nervoso del bambino, con l&#8217;effetto di <span style="text-decoration: underline;">peggiorare il comportamento piuttosto che di mitigarlo</span>.</strong></p>
<p>Quando i genitori mandano un bambino in time-out, partono dal presupposto che egli debba imparare una lezione. Io lo definisco un <strong><em>bias &#8220;top down&#8221;</em></strong>, cioè un giudizio che nasce dall&#8217;errata assunzione che un bambino si trovi sempre in condizioni idonee ad apprendere. <strong>Prima di adottare qualunque tipo di misura correttiva, è necessario determinare se il Sistema Nervoso del bambino sia ricettivo in quel particolare momento</strong>. Gli esseri umani hanno bisogno di trovarsi in <span style="text-decoration: underline;">uno stato di calma e di allerta per poter imparare a modificare i loro comportamenti</span>.</p>
<p>Nel corso degli anni, facendo consulenze ai genitori o nelle scuole ho spesso riscontrato la tendenza a commettere questo errore. Frequentemente ho osservato bambini i cui problemi comportamentali non rispondevano alle strategie comuni come i time-out. Anzi, spesso, questo tipo di approccio incrementa l&#8217;incidenza di comportamenti disfunzionali, così come la comparsa di ansia e depressione. <strong>Questo accade in molti bambini, ma soprattutto in quelli che sono stati esposti a traumi o stress tossici, in cui l&#8217;isolamento sociale può causare angoscia e disperazione</strong>.</p>
<p><strong>Se proviamo a guardare i problemi comportamentali da un&#8217;altra prospettiva (come nel caso della reazione di lotta o fuga, che costituisce una risposta inconscia allo stress), ci renderemo conto facilmente del fatto che <span style="text-decoration: underline;">il time-out rappresenta una sorta di &#8220;minaccia&#8221; per il Sistema Nervoso del bambino</span>, per cui ricorrervi equivale a ignorare la connessione corpo-cervello</strong>. L&#8217;ossessione collettiva per questa strategia educativa riflette una convinzione superata e ormai datata secondo la quale tutti i comportamenti sarebbero volontari e verrebbero rinforzati.  Ma questa convinzione è errata.</p>
<p>Quanto alla domanda: &#8220;i time-out funzionano? <strong>Essi possono aumentare la compliance del bambino, ma ora abbiamo capito cose che io avrei voluto tanto conoscere quando ero una giovane madre, ovvero che ci sono altri strumenti molto più efficaci e meno pericolosi. Grazie alle scoperte neuroscientifiche, sappiamo che possiamo trovare modi migliori per guidare i nostri bambini, piuttosto che privarli dell&#8217;ingaggio sociale</strong>. Pensate all&#8217;ultima volta in cui qualcuno che amate vi ha ignorato. Come vi siete sentiti?Ha risolto il vostro problema?</p>
<p>Ci sono modi molto più efficaci del time-out per insegnare ai bambini e sono queste le strategie verso le quali dovremmo guardare, nell&#8217;ottica di una genitorialità positiva.<strong> Una strategia alternativa, ad esempio, è quella del <span style="color: #ff0000;">&#8220;</span><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;">time-in</span></span><span style="color: #ff0000;">&#8220;</span>, che io definisco come <span style="text-decoration: underline;">lo stare con il bambino co-regolandosi</span> con lui e aiutandolo così a passare da una situazione di stress ad uno stato di calma. È importante che le interazioni con i caregiver supportino il bambino, aiutandolo a calmarsi e mettendolo nelle condizioni di poter cominciare a parlare di quello che è accaduto, cercando di trovare insieme delle soluzioni per riuscire a gestire meglio la situazione quando si ripresenterà.</strong></p>
<p>È tempo di modificare il nostro modo di pensare su come insegnare la disciplina e di adottare, invece, un approccio compassionevole e comprensivo basato sulle più recenti scoperte neuroscientifiche. In questo modo tutti ne beneficieranno, perché riusciremo a rafforzare le relazioni e, allo stesso tempo, a fornire ai nostri preziosi bambini insegnamenti importanti  all&#8217;interno di una cornice evolutiva.</p>
<p>Parlerò in maniera più approfondita di come comprendere e supportare i bambini con problemi comportamentali nel mio libro, &#8220;Beyond Behaviors&#8221;.</p>
<h3>Erika Certosino</h3>
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<p>L'articolo <a href="https://centroevoluzionebambino.it/2019/11/13/time-out-funzionano-tempo-riformulare-la-domanda/">I TIME-OUT FUNZIONANO? È TEMPO DI RIFORMULARE LA DOMANDA</a> sembra essere il primo su <a href="https://centroevoluzionebambino.it">Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</a>.</p>
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		<title>GENITORI DI FIGLI DISABILI / FIGLI DISABILI E GENITORI</title>
		<link>https://centroevoluzionebambino.it/2017/11/07/genitori-figli-disabili-figli-disabili-genitori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rossana Giorgi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Nov 2017 20:09:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="550" height="309" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/11/Gaucho-piscina-550x309.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/11/Gaucho-piscina-550x309.jpg 550w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/11/Gaucho-piscina-560x314.jpg 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/11/Gaucho-piscina-600x337.jpg 600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/11/Gaucho-piscina-240x135.jpg 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/11/Gaucho-piscina-230x129.jpg 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/11/Gaucho-piscina.jpg 640w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div>
<p>Problematiche dei Genitori di figli disabili Il comune rapporto letterale con cui si inquadra di solito questa situazione, genitori con figli disabili, non è completa; andrebbe aggiunta la dicitura FIGLI DISABILI E GENITORI. Soltanto in questa accezioni possiamo avere un quadro completa di una dinamica familiare complessa, Una famiglia che rischia di andare in paralisi, &#8230;</p>
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<p class="p1" style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-thumbnail wp-image-233" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/11/images-1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p class="p1"><span class="s1">Il comune rapporto letterale con cui si inquadra di solito questa situazione, genitori con figli disabili, non è completa; andrebbe aggiunta la dicitura FIGLI DISABILI E GENITORI. Soltanto in questa accezioni possiamo avere un quadro completa di una dinamica familiare complessa, Una famiglia che rischia di andare in paralisi, in <i>tilt</i>.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Le problematiche dei genitori disabili sono di ogni tipo: consapevolezza, economica, sostegno, strategie, metodo, conoscenza, frustrazioni aspettative. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Il cervello, organo complesso strutturalmente, ma semplice nel percepire, avverte tutte queste problematiche in due sensazioni semplici e distinte: ansia e confusione.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Tutto questo va concepito come una foresta intricata, ma che due genitori, in un’unica galassia, devono sapere affrontare con progettazione, metodo e strumenti.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Con un progetto chiaro, bisogna entrare in questa foresta con un motosega e farsi strada nella chiarezza. Abbattere i rami secchi dei luoghi comuni, delle conoscenze di basso rango diffuse dai media, dei gruppi di auto-aiuto, di tutto quello che non è scienza medica. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Diradata la foresta, rimane solo la scienza medica, che ancora non ha risposte definitive su nessuna disabilità congenita, contro le certezze assolute delle disabilità acquisite.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">La foresta è comunque diradata, e lo sforzo fisico di azionare una motosega, ci offre una visuale diversa e una calma maggiore</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Cominciamo a vedere nostro figlio con i nostri occhi, senza le informazioni non sostanziali di chi si trova in situazioni analoga.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Ma ora sono i nostri<span class="Apple-converted-space">  </span>occhi a vedere.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Questa prima pulizia genera un panorama più chiaro e senza tutti quei tronchi si può iniziare a scorgere il mare.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Il mare non è l’aspettativa di un miracolo, ma la possibilità di una rotta, che nei prossimi capitoli chiariremo.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><i>Scrive un padre, medico, psichiatra, che a distanza di un anno e due mesi di perfetto sviluppo del proprio bambino lo ha visto sparire nel nulla, e dopo due mesi, insieme alla mamma e ai nonni hanno preso la motosega</i>. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Dopo un anno e mezzo di lavoro, siamo nel mare, con una bussola e non una lanterna magica. Abbiamo rotte e seguiamo le sue indicazioni. Sempre vigili.</span></p>
<p class="p1" style="text-align: center;"><strong><span class="s1">Problematiche dei figli disabili</span></strong></p>
<p class="p1" style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-thumbnail wp-image-234" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/11/Gaucho-piscina-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p class="p1"><span class="s1">Le problematiche dei figli disabili, fino ad una certa età, difficile da stabilire, hanno molti meno problemi dei genitori e questo anche nelle disabilità molto gravi. Non hanno responsabilità, non hanno aspettative, non hanno frustrazioni.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Quando sono più grandi, in alcuni di loro entriamo agevolmente e creiamo un mondo congruo. In altri no. Ma dove non si riesce a entrare, spesso non c’è coscienza e quindi non c’è dolore.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Questo è un tema molto delicato, che varia da situazione a situazione, che meritano chiarimenti specifici nelle prossime sezioni.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Diversamente abile è sinonimo di diverse moto: Honda, Ducati; o auto: Cinquecento, Ferrari. Disabile è un mezzo in panne che crea disagio a tutti quelli che hanno bisogno e amano quel mezzo. Non possiamo diluire con fraseggi, malattie gravi che governano il destino di genitori e figli. Basta con questa ipocrisia. Facciamo luce</span></p>
<p class="p1" style="text-align: right;">Dott.re <em><strong>Stefano Michelini</strong></em></p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://cervello-in-tilt.it" target="_blank">http://cervello-in-tilt.it</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://centroevoluzionebambino.it/2017/11/07/genitori-figli-disabili-figli-disabili-genitori/">GENITORI DI FIGLI DISABILI / FIGLI DISABILI E GENITORI</a> sembra essere il primo su <a href="https://centroevoluzionebambino.it">Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</a>.</p>
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