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	<title>comportamento Archivi - Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</title>
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	<description>Terapista della neuro psicomotricità</description>
	<lastBuildDate>Fri, 22 May 2026 08:46:50 +0000</lastBuildDate>
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		<title>L&#8217;ADHD è una forma di autismo? Cosa dicono davvero le neuroscienze</title>
		<link>https://centroevoluzionebambino.it/2026/05/22/adhd-forma-di-autismo-differenze-neuroscienze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rossana Giorgi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 07:10:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="550" height="310" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-550x310.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-550x310.png 550w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-980x552.png 980w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-1600x900.png 1600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-768x432.png 768w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-1536x864.png 1536w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-560x315.png 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-600x338.png 600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-240x135.png 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-230x129.png 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11.png 1672w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div>
<p>Capita spesso, tra i genitori, di porsi questa domanda: &#8220;Ma in fondo l&#8217;ADHD non è una forma di autismo?&#8221;. È un dubbio comprensibile, perché nella vita di tutti i giorni i due quadri possono assomigliarsi in molti comportamenti. La risposta breve, però, è no: ADHD e autismo sono due condizioni del neurosviluppo distinte, ciascuna con &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://centroevoluzionebambino.it/2026/05/22/adhd-forma-di-autismo-differenze-neuroscienze/">L&#8217;ADHD è una forma di autismo? Cosa dicono davvero le neuroscienze</a> sembra essere il primo su <a href="https://centroevoluzionebambino.it">Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="550" height="310" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-550x310.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-550x310.png 550w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-980x552.png 980w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-1600x900.png 1600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-768x432.png 768w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-1536x864.png 1536w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-560x315.png 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-600x338.png 600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-240x135.png 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-230x129.png 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11.png 1672w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div><p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Capita spesso, tra i genitori, di porsi questa domanda: <em>&#8220;Ma in fondo l&#8217;ADHD non è una forma di autismo?&#8221;</em>. È un dubbio comprensibile, perché nella vita di tutti i giorni i due quadri possono assomigliarsi in molti comportamenti. La risposta breve, però, è <strong>no</strong>: ADHD e autismo sono due condizioni del neurosviluppo distinte, ciascuna con i propri criteri diagnostici. Vediamo perché vengono confusi e che cosa ci dice oggi la ricerca scientifica, spiegato con parole semplici.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Perché ADHD e autismo vengono spesso confusi</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il motivo principale è che si <strong>sovrappongono molto</strong>. In entrambi possiamo trovare difficoltà di attenzione e di autoregolazione, oscillazioni emotive e differenze nel modo in cui vengono elaborati gli stimoli sensoriali (suoni, luci, contatto, movimento).</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">A questo si aggiunge un dato importante: le due condizioni <strong>coesistono spesso nella stessa persona</strong>. L&#8217;ADHD è la condizione che più frequentemente accompagna l&#8217;autismo nei bambini, con percentuali di compresenza stimate tra il 40 e il 70%. Esiste inoltre una parziale sovrapposizione sul piano genetico e in alcuni circuiti cerebrali. Tutto questo rende a volte difficile, anche per i clinici, distinguere i due profili a colpo d&#8217;occhio.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Ma sovrapporsi non significa essere la stessa cosa.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Le differenze fondamentali</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il &#8220;cuore&#8221; di ciascuna condizione è diverso.</p>
<ul>
<li class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">L&#8217;<strong>autismo</strong> è definito da differenze persistenti nella comunicazione e nell&#8217;interazione sociale, associate a comportamenti e interessi ristretti o ripetitivi e a particolarità nel funzionamento sensoriale.</li>
<li class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">L&#8217;<strong>ADHD</strong> è definito invece da disattenzione, iperattività-impulsività non adeguate all&#8217;età del bambino.</li>
<li class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">In altre parole: due bambini possono apparire &#8220;simili&#8221; in alcuni momenti, ma le aree centrali del loro funzionamento sono differenti.</li>
</ul>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Cosa dicono le neuroscienze: le differenze strutturali</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Grazie alle tecniche di neuroimaging (le immagini del cervello ottenute con la risonanza magnetica) oggi sappiamo che i due quadri hanno <strong>firme cerebrali distinte</strong>, osservabili anche in studi su migliaia di partecipanti.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Per capirci con un&#8217;immagine: la corteccia cerebrale è lo &#8220;strato esterno&#8221; del cervello, e i ricercatori ne misurano caratteristiche come lo spessore, il volume e l&#8217;estensione della superficie.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Nell&#8217;autismo si tende a osservare un <strong>maggiore spessore e volume corticale</strong>, concentrato soprattutto in una zona chiamata corteccia temporale superiore (un&#8217;area coinvolta nell&#8217;elaborazione dei suoni e delle informazioni sociali). Nell&#8217;ADHD, invece, si riscontrano aumenti di spessore più <strong>diffusi</strong>, ma accompagnati da una riduzione di volume e di superficie corticale in gran parte del cervello.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Sono pattern diversi, non lo stesso fenomeno in gradi diversi.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">…e le differenze funzionali</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Oltre alla struttura conta il <strong>funzionamento</strong>, cioè come il cervello lavora mentre svolge un compito.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Un esempio molto chiaro riguarda la corteccia prefrontale, la regione che possiamo immaginare come la &#8220;cabina di regia&#8221; di attenzione, pianificazione e controllo degli impulsi. Quando si chiede al cervello di tenere a mente e aggiornare di continuo delle informazioni (un classico test di memoria di lavoro), i due gruppi mostrano risposte <strong>opposte</strong>: le persone autistiche tendono a <em>iper-attivare</em> la corteccia prefrontale, mentre le persone con ADHD tendono a <em>ipo-attivarla</em>.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Esistono anche circuiti in parte condivisi — per esempio reti che collegano lobi frontali, gangli della base e cervelletto, e la cosiddetta rete di default — il che spiega alcune somiglianze comportamentali pur dentro profili neurologici differenti.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Il ruolo delle questioni sensoriali</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Le differenze sensoriali meritano un discorso a parte, perché toccano da vicino la vita quotidiana: un bambino può coprirsi le orecchie per rumori che ad altri sembrano normali, infastidirsi per le etichette dei vestiti, oppure cercare costantemente movimento e stimoli forti.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Nell&#8217;autismo l&#8217;iper- o ipo-reattività sensoriale è oggi un vero e proprio criterio diagnostico. Nell&#8217;ADHD la &#8220;sovra-responsività sensoriale&#8221; è sempre più riconosciuta come una dimensione che accompagna il quadro. In entrambi i casi questi aspetti influenzano l&#8217;attenzione, le emozioni e i comportamenti.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">È proprio qui che entra in gioco il lavoro del clinico: gli interventi che agiscono sull&#8217;integrazione sensoriale si fondano sul principio della <strong>neuroplasticità</strong>, cioè sulla capacità del cervello di modificarsi con l&#8217;esperienza, per migliorare funzionamento e benessere del bambino.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Cosa significa tutto questo per le famiglie</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Tre messaggi pratici da portare a casa.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Primo: un bambino <strong>può avere entrambe</strong> le condizioni contemporaneamente; non sono in alternativa.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Secondo: contano molto di più la <strong>valutazione individualizzata</strong> e l&#8217;osservazione del singolo bambino che non l&#8217;etichetta. Due bambini con la stessa diagnosi possono avere bisogni molto diversi.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Terzo: la ricerca si muove sempre più verso uno sguardo &#8220;dimensionale&#8221;, che osserva tratti come la reattività sensoriale o l&#8217;autoregolazione <strong>al di là della diagnosi</strong>. Questo aiuta a costruire interventi su misura, anziché ragionare per categorie rigide.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">In sintesi</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">No, l&#8217;ADHD non è una forma di autismo: sono condizioni del neurosviluppo <strong>distinte ma imparentate</strong>, che possono presentarsi insieme e che condividono alcuni meccanismi pur restando diverse nel loro nucleo e nelle loro basi cerebrali. Comprendere il profilo di ciascun bambino è il primo passo per accompagnarlo nel modo più efficace.</p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-809" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_06_08.png" alt="cervelli diversi" width="1448" height="1086" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_06_08.png 1448w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_06_08-980x735.png 980w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_06_08-768x576.png 768w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_06_08-560x420.png 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_06_08-600x450.png 600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_06_08-240x180.png 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_06_08-230x173.png 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_06_08-550x413.png 550w" sizes="(max-width: 1448px) 100vw, 1448px" /></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><em>Questo articolo ha finalità informative e divulgative e non sostituisce una valutazione professionale. Se hai dubbi sullo sviluppo del tuo bambino, rivolgiti a un professionista dell&#8217;età evolutiva per un inquadramento personalizzato.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://centroevoluzionebambino.it/2026/05/22/adhd-forma-di-autismo-differenze-neuroscienze/">L&#8217;ADHD è una forma di autismo? Cosa dicono davvero le neuroscienze</a> sembra essere il primo su <a href="https://centroevoluzionebambino.it">Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Integrare i metodi negli interventi sul neurosviluppo: una posizione clinica e neuroscientifica, non ideologica</title>
		<link>https://centroevoluzionebambino.it/2026/01/21/integrazione-dei-metodi-dir-aba-comportamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rossana Giorgi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2026 22:18:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="550" height="313" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/01/Synapses-shutter-550x313.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/01/Synapses-shutter-550x313.jpg 550w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/01/Synapses-shutter-980x557.jpg 980w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/01/Synapses-shutter-768x436.jpg 768w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/01/Synapses-shutter-560x318.jpg 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/01/Synapses-shutter-600x341.jpg 600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/01/Synapses-shutter-240x136.jpg 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/01/Synapses-shutter-230x131.jpg 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/01/Synapses-shutter.jpg 1100w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div>
<p>Negli ultimi anni, lavorando in ambito clinico con bambini con sviluppo atipico, disturbi del neurosviluppo e profili neurodivergenti, mi sono trovata sempre più spesso di fronte a una domanda complessa e ricorrente: è possibile integrare approcci diversi come il modello DIR/Floortime e strumenti di matrice comportamentale? La risposta più onesta, supportata dalla letteratura scientifica e &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://centroevoluzionebambino.it/2026/01/21/integrazione-dei-metodi-dir-aba-comportamento/">Integrare i metodi negli interventi sul neurosviluppo: una posizione clinica e neuroscientifica, non ideologica</a> sembra essere il primo su <a href="https://centroevoluzionebambino.it">Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="550" height="313" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/01/Synapses-shutter-550x313.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/01/Synapses-shutter-550x313.jpg 550w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/01/Synapses-shutter-980x557.jpg 980w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/01/Synapses-shutter-768x436.jpg 768w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/01/Synapses-shutter-560x318.jpg 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/01/Synapses-shutter-600x341.jpg 600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/01/Synapses-shutter-240x136.jpg 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/01/Synapses-shutter-230x131.jpg 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/01/Synapses-shutter.jpg 1100w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div><p>Negli ultimi anni, lavorando in ambito clinico con bambini con sviluppo atipico, disturbi del neurosviluppo e profili neurodivergenti, mi sono trovata sempre più spesso di fronte a una domanda complessa e ricorrente:</p>
<p style="text-align: center;"><strong>è possibile integrare approcci diversi come il modello DIR/Floortime e strumenti di matrice comportamentale?</strong></p>
<p>La risposta più onesta, supportata dalla letteratura scientifica e dall’esperienza clinica, è che dipende da come intendiamo l’integrazione.<br />
Ed è proprio qui che nasce molta della confusione attuale.</p>
<p><strong>Perché questo tema è così dibattuto</strong></p>
<p>Il dibattito sull’integrazione dei metodi non nasce per caso.<br />
Approcci come il DIR/Floortime e l’ABA si fondano su presupposti teorici profondamente diversi, spesso presentati come incompatibili.</p>
<p>Il modello DIR, sviluppato da Stanley Greenspan, è un modello neuroevolutivo e relazionale:<br />
si concentra sui processi interni di sviluppo, in particolare su:</p>
<ul>
<li>regolazione emotiva,</li>
<li>reciprocità affettiva,</li>
<li>intenzionalità,</li>
<li>capacità simbolica e di pensiero.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli approcci comportamentali, al contrario, si basano prevalentemente sull’osservazione e sulla modifica del comportamento attraverso contingenze ambientali, rinforzi e strutturazione.</p>
<p>Questa differenza ha portato, per molti anni, a una contrapposizione rigida, spesso ideologica. Tuttavia, la ricerca neuroscientifica contemporanea ci invita a superare le semplificazioni.</p>
<p><strong>Il nodo centrale: sviluppo e comportamento non sono sullo stesso piano</strong><br />
Uno dei punti chiave, spesso trascurato, è che sviluppo e comportamento non appartengono allo stesso livello di analisi.</p>
<ul>
<li>Il comportamento è ciò che osserviamo</li>
<li>Lo sviluppo è ciò che lo rende possibile</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dal punto di vista neuroevolutivo, i comportamenti non sono la causa primaria del cambiamento, ma l’espressione finale di processi più profondi, che includono:</p>
<ul>
<li>la qualità della regolazione interna,</li>
<li>l’organizzazione delle emozioni,</li>
<li>la capacità di attribuire significato all’esperienza,</li>
<li>l’integrazione tra affetto, azione e pensiero.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo aspetto è ben descritto nella Affect Diathesis Hypothesis (Greenspan, 2001), secondo cui lo sviluppo delle funzioni cognitive e sociali superiori dipende dalla capacità di collegare l’affetto alla pianificazione motoria, alla sequenza dell’azione e alla costruzione simbolica.</p>
<p>Quando questo collegamento non è sufficientemente sviluppato, i comportamenti appresi possono risultare:</p>
<ul>
<li>rigidi,</li>
<li>poco generalizzabili,</li>
<li>dipendenti dal contesto,</li>
<li>scarsamente autoregolati.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-763 alignright" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/01/IMG_7577.jpg" alt="" width="243" height="243" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/01/IMG_7577.jpg 1024w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/01/IMG_7577-980x980.jpg 980w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/01/IMG_7577-150x150.jpg 150w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/01/IMG_7577-768x768.jpg 768w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/01/IMG_7577-560x560.jpg 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/01/IMG_7577-500x500.jpg 500w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/01/IMG_7577-240x240.jpg 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/01/IMG_7577-230x230.jpg 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/01/IMG_7577-550x550.jpg 550w" sizes="auto, (max-width: 243px) 100vw, 243px" /></p>
<p><strong>La mia posizione clinica</strong><br />
Alla luce di queste evidenze, la mia posizione è chiara e dichiarata:</p>
<p style="text-align: center;"><em>non si integrano i modelli, si integrano i livelli di intervento</em></p>
<p>Integrare non significa mescolare tecniche o adottare un approccio eclettico.<br />
Significa invece:</p>
<ul>
<li>distinguere ciò che sostiene lo sviluppo da ciò che agisce sul comportamento,</li>
<li>subordinare gli strumenti alle funzioni di base,</li>
<li>prendere decisioni cliniche motivate, caso per caso.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel mio lavoro clinico parto sempre da una domanda fondamentale:<br />
<strong>questo bambino è regolato abbastanza da poter trarre beneficio da una struttura esterna?</strong></p>
<p>Se la risposta è no, qualsiasi strumento rischia di diventare compensatorio o addirittura controproducente.</p>
<p><strong>E gli strumenti comportamentali?</strong><br />
Strumenti come la strutturazione, la prevedibilità, i prompt o anche una token economy non sono, di per sé, “il problema”.</p>
<p>La differenza sta nel ruolo che assumono all’interno dell’intervento.</p>
<p>Dal mio punto di vista clinico:</p>
<ul>
<li>gli strumenti comportamentali possono avere una funzione di scaffolding,</li>
<li>possono essere temporanei,</li>
<li>non devono mai sostituire la relazione,</li>
<li>non devono diventare l&#8217;unico motore della motivazione.</li>
<li>quando il rinforzo esterno prende il posto della motivazione intrinseca, il rischio è quello di sostenere la compliance, ma non lo sviluppo.</li>
</ul>
<p>Per questo motivo, una parte fondamentale del mio lavoro consiste anche nel capire quando non integrare, quando fermarsi, quando togliere struttura invece di aggiungerla.</p>
<p><strong>Integrare significa assumersi una responsabilità clinica</strong></p>
<p>Integrare approcci diversi non è una scorciatoia. È, al contrario, una scelta clinica che richiede:</p>
<ul>
<li>una solida cornice teorica,</li>
<li>una lettura fine del profilo individuale,</li>
<li>una continua riflessione sul perché si utilizza uno strumento e non un altro.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel mio lavoro, l’obiettivo non è mai il comportamento in sé, ma la qualità dello sviluppo che quel comportamento esprime.</p>
<p>È da questa cornice che nasce il mio modo di lavorare e di formare: <strong><em>un’integrazione critica, gerarchica e rispettosa del funzionamento neuroevolutivo della persona, lontana sia dalle rigidità ideologiche sia dagli eclettismi privi di fondamento scientifico.</em></strong></p>
<p>Rossana Giorgi</p>
<p>L'articolo <a href="https://centroevoluzionebambino.it/2026/01/21/integrazione-dei-metodi-dir-aba-comportamento/">Integrare i metodi negli interventi sul neurosviluppo: una posizione clinica e neuroscientifica, non ideologica</a> sembra essere il primo su <a href="https://centroevoluzionebambino.it">Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</a>.</p>
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		<title>IL GAP NELLE ASPETTATIVE: QUANDO I BAMBINI ACQUISISCONO IL CONTROLLO DEL COMPORTAMENTO?</title>
		<link>https://centroevoluzionebambino.it/2019/09/12/comportamento-impulsivita-gestione-del-bambino-aiuto-genitori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rossana Giorgi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Sep 2019 13:54:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="550" height="405" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920-550x405.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920-550x405.jpg 550w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920-980x721.jpg 980w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920-768x565.jpg 768w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920-1600x1178.jpg 1600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920-560x412.jpg 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920-600x442.jpg 600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920-240x177.jpg 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920-230x169.jpg 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div>
<p>Ringrazio la collega Mona Delahooke per l&#8217;autorizzazione alla traduzione del suo interessante articolo. Credo che sia fondamentale capire la questione &#8220;GAP nelle aspettative&#8220;, concetto alla base dei metodi  neuroevolutivi (tra cui il modello DIR® e DirFloortime®), oltre che di un sano sviluppo. Abbiamo bisogno di mettere in pratica quello che, sia le neuroimmagini sia le vecchie e &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://centroevoluzionebambino.it/2019/09/12/comportamento-impulsivita-gestione-del-bambino-aiuto-genitori/">IL GAP NELLE ASPETTATIVE: QUANDO I BAMBINI ACQUISISCONO IL CONTROLLO DEL COMPORTAMENTO?</a> sembra essere il primo su <a href="https://centroevoluzionebambino.it">Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="550" height="405" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920-550x405.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920-550x405.jpg 550w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920-980x721.jpg 980w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920-768x565.jpg 768w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920-1600x1178.jpg 1600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920-560x412.jpg 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920-600x442.jpg 600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920-240x177.jpg 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920-230x169.jpg 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div><p>Ringrazio la collega <strong>Mona Delahooke</strong> per l&#8217;autorizzazione alla traduzione del suo interessante articolo.</p>
<p>Credo che sia fondamentale capire la questione &#8220;<strong>GAP nelle aspettative</strong>&#8220;, concetto alla base dei metodi  <em><strong>neuroevolutivi</strong></em> (tra cui il modello DIR® e DirFloortime®), oltre che di un sano sviluppo.</p>
<p>Abbiamo bisogno di mettere in pratica quello che, sia le neuroimmagini sia le vecchie e più recenti ricerche in campo neuroscientifico, ci dimostrano sullo sviluppo del cervello.</p>
<p>Di seguito la traduzione.</p>
<p class="p1"><span class="s1">I bambini sono selvaggiamente e meravigliosamente imprevedibili. Un minuto, la tua bambina potrebbe conversare felicemente con te, e il prossimo, essere fuori controllo, rotolando sul pavimento in agonia perché non può avere quel cupcake che ha appena visto in una pubblicità televisiva. Per i genitori, questa mancanza apparentemente imprevedibile di controllo emotivo può essere esasperante, a meno che, cioè, non te lo aspetti.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Uno dei motivi per cui i genitori possono sentirsi così frustrati dal comportamento del bambino è il &#8220;<strong>divario delle aspettative</strong>” (GAP). Molti genitori presumono che i più piccoli siano in grado &#8211; o dovrebbero essere in grado &#8211; di fare cose che il loro cervello semplicemente non è ancora pronto a fare.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Un importante sondaggio della <strong>Zero to Three Foundation</strong>, la più grande organizzazione mondiale dedicata al benessere di neonati e bambini, ha rivelato che il 56% dei genitori crede che i bambini abbiano il controllo degli impulsi per resistere al desiderio di fare qualcosa di proibito prima dei 3 anni. E 36 il percento ritiene che i bambini sotto i 2 anni possano farlo. <b>La verità: i bambini non iniziano a sviluppare queste capacità in modo affidabile fino all&#8217;età di 3 anni e mezzo o 4 , quando questo avviene “presto”.</b></span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Lo stesso sondaggio ha rilevato che il 43% dei genitori pensa che i bambini possano condividere in modo affidabile e alternarsi con altri bambini prima dei 2 anni. In realtà, anche questa abilità si sviluppa tra 3 e 4 anni.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Se sei scettico su questi risultati, potresti chiederti perché il tuo bambino a volte può gestire con successo una situazione, ma altre volte si comportano male in circostanze identiche. Questo non significa che il bambino sta scegliendo intenzionalmente di comportarsi male?</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">La risposta breve è no. <b>Il comportamento dei bambini è così imprevedibile perché il raggiungimento della capacità di controllare le proprie emozioni e azioni dipende da un mix di sviluppo del cervello del bambino e stato del suo corpo in un dato momento</b>. Tutti questi fattori influenzano la capacità del bambino di controllare il comportamento:</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><strong>*</strong> <strong>Crescita cerebrale rapida con circuiti neurali in flusso</strong></span></p>
<p class="p1"><strong><span class="s1">* Requisiti di sonno non soddisfatti</span></strong></p>
<p class="p1"><strong><span class="s1">* Fame o livelli fluttuanti di zucchero nel sangue (noti come &#8220;hangry&#8221;)</span></strong></p>
<p class="p1"><strong><span class="s1">* L&#8217;inconscio senso di sicurezza, che può dipendere dall&#8217;ambiente e dalle relazioni</span></strong></p>
<p class="p1"><strong><span class="s1">* Stati del corpo, incluso dolore causato dalla dentizione, un virus in incubazione o iperattività ai suoni o altri input sensoriali</span></strong></p>
<p class="p1"><strong><span class="s1">* Gli alti e bassi previsti della crescita sociale ed emotiva</span></strong></p>
<p class="p1"><span class="s1">In altre parole, è complesso! Quindi, la prossima volta che ti sentirai “sfinito” per qualcosa che tuo figlio ha fatto, ricorda che le sue abilità  stanno ancora emergendo. In effetti, sviluppiamo la capacità di controllo emotivo e comportamentale nella prima età adulta. Essere incoerenti è prevedibile. Un giorno tuo figlio potrebbe gestire una delusione o essere calmo, ma il giorno successivo (o l&#8217;ora) la stessa sfida scatenerà una crisi di nervi (tantrum). Fa tutto parte del modo in cui ci sviluppiamo come esseri umani.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Quindi, cosa puoi fare come genitore quando tuo figlio si comporta in modo imprevedibile e non sei sicuro di come reagire?</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">&#8211; Chiediti se la capacità del bambino di controllare il suo comportamento è ancora completamente sviluppata. Se tuo figlio ha meno di 4 anni, questa capacità sarà incoerente/incostante, quindi è importante rispettare il comportamento con compassione e limiti posti con “affettività”.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">&#8211; Il modo migliore per aiutare un bambino fuori controllo è mantenere la calma. Questo processo di aiutare un bambino a calmarsi condividendo la nostra calma è noto come co-regolazione emotiva.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">&#8211; Per dare ai bambini ciò di cui hanno bisogno, dobbiamo prenderci cura di noi stessi. In questo modo, abbiamo maggiori probabilità di avere l&#8217;energia e la presenza per sostenere con successo i nostri figli.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Ricorda, i disagi emergono anche dal modo in cui i piccoli esseri umani riconciliano la vita in un mondo imprevedibile. Comprendendo che i bambini hanno naturalmente capacità di adattamento irregolari, possiamo ridurre il GAP delle aspettative e ridurre lo stress dei nostri figli &#8211; e il nostro. Nel processo, rafforzeremo le nostre preziose relazioni per tutta la vita con i nostri figli.</span></p>
<p class="p1">Per l&#8217;articolo originale <a href="https://monadelahooke.com/1210-2/?fbclid=IwAR05PsHMQE4k0_qMFGOGbYgRptSuot--tYvd-_CkkHUwb2y-UVgQay6EPfU">CLICCA QUI</a></p>
<p class="p1"><strong>Rossana Giorgi</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://centroevoluzionebambino.it/2019/09/12/comportamento-impulsivita-gestione-del-bambino-aiuto-genitori/">IL GAP NELLE ASPETTATIVE: QUANDO I BAMBINI ACQUISISCONO IL CONTROLLO DEL COMPORTAMENTO?</a> sembra essere il primo su <a href="https://centroevoluzionebambino.it">Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</a>.</p>
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		<title>Bambino difficile da gestire</title>
		<link>https://centroevoluzionebambino.it/2017/05/31/bambino-difficile-gestire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rossana Giorgi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 May 2017 17:28:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="550" height="418" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/stock-photo-child-with-angry-expression-51179569-550x418.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/stock-photo-child-with-angry-expression-51179569-550x418.jpg 550w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/stock-photo-child-with-angry-expression-51179569-980x745.jpg 980w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/stock-photo-child-with-angry-expression-51179569-768x584.jpg 768w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/stock-photo-child-with-angry-expression-51179569-560x426.jpg 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/stock-photo-child-with-angry-expression-51179569-600x456.jpg 600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/stock-photo-child-with-angry-expression-51179569-240x183.jpg 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/stock-photo-child-with-angry-expression-51179569-230x175.jpg 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/stock-photo-child-with-angry-expression-51179569.jpg 1500w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div>
<p>Avete a che fare con un bambino difficile da gestire? Il vostro bambino fa spesso &#8220;bizze&#8221; e/o è facilmente irritabile? E&#8217; oppositivo? Oppure d&#8217;un tratto le insegnanti vi chiamano per riportarvi un fatto che mai vi sareste aspettati da vostro figlio (esempio: appare più agitato, è diventato aggressivo con i compagni, ha un comportamento inadeguato &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://centroevoluzionebambino.it/2017/05/31/bambino-difficile-gestire/">Bambino difficile da gestire</a> sembra essere il primo su <a href="https://centroevoluzionebambino.it">Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="550" height="418" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/stock-photo-child-with-angry-expression-51179569-550x418.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/stock-photo-child-with-angry-expression-51179569-550x418.jpg 550w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/stock-photo-child-with-angry-expression-51179569-980x745.jpg 980w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/stock-photo-child-with-angry-expression-51179569-768x584.jpg 768w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/stock-photo-child-with-angry-expression-51179569-560x426.jpg 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/stock-photo-child-with-angry-expression-51179569-600x456.jpg 600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/stock-photo-child-with-angry-expression-51179569-240x183.jpg 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/stock-photo-child-with-angry-expression-51179569-230x175.jpg 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/stock-photo-child-with-angry-expression-51179569.jpg 1500w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div><p>Avete a che fare con un bambino difficile da gestire?</p>
<p>Il vostro bambino fa spesso &#8220;bizze&#8221; e/o è facilmente irritabile? E&#8217; oppositivo?</p>
<p>Oppure d&#8217;un tratto le insegnanti vi chiamano per riportarvi un fatto che mai vi sareste aspettati da vostro figlio (esempio: appare più agitato, è diventato aggressivo con i compagni, ha un comportamento inadeguato in classe, disturba etc) .</p>
<p>Le cause di certi comportamenti possono essere molteplici. L&#8217;importante è che i genitori siano supportati costantemente. Da una semplice punizione è possibile arrivare a conseguenze negative sull&#8217;autostima del bambino e sul suo comportamento futuro. Alla fine, tutto questo porterà davvero a difficoltà che andranno a influenzare diversi contesti di vita e l&#8217;apprendimento in generale.</p>
<p>Il modello DIR-Floortime e l&#8217;interazione sensoriale ci permettono di approfondire alcuni aspetti e di osservare le cose a 360 gradi.</p>
<p>Di seguito un esempio semplice e quindi una possibile causa che un approccio evolutivo può individuare e quindi trattare.</p>
<p><em>Saverio (nome falso) a tre anni viene valutato da una logopedista per difficoltà di linguaggio (linguaggio poco intelligibile). Le urla si sentono da lontano, il bambino è difficile da calmare. Io e la mia collega logopedista ci consultiamo: è possibile che non sia solo un problema di linguaggio. Infatti Saverio, dopo un&#8217;accurata valutazione neuropsicomotoria secondo i criteri del modello DIR-Floortime e un approccio basato sull&#8217;integrazione sensoriale, ha mostrato difficoltà che vanno ben oltre il linguaggio. Una volta entrato nella mia stanza, una stanza accogliente, piena di giochi (sembra un parco giochi!)  si mette a strillare, piange fino a rimanere quasi senza respiro. L&#8217;ambiente non è un ospedale, nessun camice nei d&#8217;intorni. La valutazione ha rivelato diverse difficoltà: il bambino perde l&#8217;attenzione o si sovraeccita davanti ad alcune richieste e stimoli sensoriali. S. mostra importanti difficoltà di regolazione sensoriale e di conseguenza emotiva. Per questo i contesti/attività/giochi nuovi, o gli ambienti sconosciuti e le attività di gruppo, provocano una forte &#8220;ansia&#8221; che scaturisce in comportamenti quali: rifiuto, paura, pianto, opposizione, talvolta provocazione e aggressività. L&#8217;imprevedibilità crea in lui una reazione negativa per sottostanti difficoltà di processamento sensoriale oltre che prassiche. Da qui la scarsa apparente motivazione verso nuovi giocattoli, verso l&#8217;attrezzatura psicomotoria presente nella stanza ed un totale rifiuto di fronte ad alcuni compiti/richieste dirette. Le insegnanti della scuola materna riportano infatti, non solo una difficoltà di gestione del bambino in classe, ma un&#8217;avversione verso certe attività (es. attività grafico-pittoriche, giochi motori, ascolto di storie in gruppo).</em></p>
<p><em>La terapia si è così focalizzata su più aspetti (sensoriali, prassici, emotivo-relazionali) con la presenza dei genitori in stanza. In questi casi i genitori hanno un ruolo importante e difficile: capire le cause del comportamento, saperle gestire grazie ad una <strong>profonda comprensione del profilo</strong> del bambino ed avere la pazienza di un lavoro costante, anche al di fuori della sessione di terapia.</em></p>
<p><em>Ricorrere alla punizione, in questo caso, sarebbe servito a qualcosa? Credo proprio di no. Anzi, avrebbe aumentato l&#8217;ansia e la frustrazione nel bambino, nessuno lo avrebbe compreso e quindi aiutato. Il bambino non è in grado autonomamente di comprendere il perché del suo comportamento non sempre adeguato e la punizione gli fornisce una risposta sbagliata  e non lo aiuta nella riflessione (&#8220;sono in punizione, quindi ho avuto un comportamento negativo&#8230; ma perché?). Il bambino può arrivare a dei &#8220;Perché&#8221; errati e finire per pensare di essere davvero un cattivo bambino. Inoltre non ha gli strumenti per affrontare ciò che sta &#8220;dietro&#8221; il comportamento che osserviamo: sfide sensoriali, sensori-motorie e di regolazione emotiva.</em></p>
<p>Questo era solo un semplice esempio ma credo che aiuti a capire l&#8217;esperienza di molti genitori confusi davanti al comportamento improvviso  e non adeguato del proprio figlio.</p>
<p>Se avete avete dei dubbi sul comportamento di vostro figlio, potete contattarmi anche per una consulenza a distanza.</p>
<p style="text-align: right;">Dott.ssa Rossana Giorgi</p>
<p>L'articolo <a href="https://centroevoluzionebambino.it/2017/05/31/bambino-difficile-gestire/">Bambino difficile da gestire</a> sembra essere il primo su <a href="https://centroevoluzionebambino.it">Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</a>.</p>
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