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	<title>attenzione Archivi - Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</title>
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	<description>Terapista della neuro psicomotricità</description>
	<lastBuildDate>Fri, 22 May 2026 08:46:50 +0000</lastBuildDate>
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		<title>L&#8217;ADHD è una forma di autismo? Cosa dicono davvero le neuroscienze</title>
		<link>https://centroevoluzionebambino.it/2026/05/22/adhd-forma-di-autismo-differenze-neuroscienze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rossana Giorgi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 07:10:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="550" height="310" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-550x310.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-550x310.png 550w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-980x552.png 980w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-1600x900.png 1600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-768x432.png 768w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-1536x864.png 1536w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-560x315.png 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-600x338.png 600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-240x135.png 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-230x129.png 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11.png 1672w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div>
<p>Capita spesso, tra i genitori, di porsi questa domanda: &#8220;Ma in fondo l&#8217;ADHD non è una forma di autismo?&#8221;. È un dubbio comprensibile, perché nella vita di tutti i giorni i due quadri possono assomigliarsi in molti comportamenti. La risposta breve, però, è no: ADHD e autismo sono due condizioni del neurosviluppo distinte, ciascuna con &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://centroevoluzionebambino.it/2026/05/22/adhd-forma-di-autismo-differenze-neuroscienze/">L&#8217;ADHD è una forma di autismo? Cosa dicono davvero le neuroscienze</a> sembra essere il primo su <a href="https://centroevoluzionebambino.it">Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="550" height="310" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-550x310.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-550x310.png 550w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-980x552.png 980w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-1600x900.png 1600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-768x432.png 768w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-1536x864.png 1536w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-560x315.png 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-600x338.png 600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-240x135.png 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11-230x129.png 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_11_11.png 1672w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div><p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Capita spesso, tra i genitori, di porsi questa domanda: <em>&#8220;Ma in fondo l&#8217;ADHD non è una forma di autismo?&#8221;</em>. È un dubbio comprensibile, perché nella vita di tutti i giorni i due quadri possono assomigliarsi in molti comportamenti. La risposta breve, però, è <strong>no</strong>: ADHD e autismo sono due condizioni del neurosviluppo distinte, ciascuna con i propri criteri diagnostici. Vediamo perché vengono confusi e che cosa ci dice oggi la ricerca scientifica, spiegato con parole semplici.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Perché ADHD e autismo vengono spesso confusi</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il motivo principale è che si <strong>sovrappongono molto</strong>. In entrambi possiamo trovare difficoltà di attenzione e di autoregolazione, oscillazioni emotive e differenze nel modo in cui vengono elaborati gli stimoli sensoriali (suoni, luci, contatto, movimento).</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">A questo si aggiunge un dato importante: le due condizioni <strong>coesistono spesso nella stessa persona</strong>. L&#8217;ADHD è la condizione che più frequentemente accompagna l&#8217;autismo nei bambini, con percentuali di compresenza stimate tra il 40 e il 70%. Esiste inoltre una parziale sovrapposizione sul piano genetico e in alcuni circuiti cerebrali. Tutto questo rende a volte difficile, anche per i clinici, distinguere i due profili a colpo d&#8217;occhio.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Ma sovrapporsi non significa essere la stessa cosa.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Le differenze fondamentali</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il &#8220;cuore&#8221; di ciascuna condizione è diverso.</p>
<ul>
<li class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">L&#8217;<strong>autismo</strong> è definito da differenze persistenti nella comunicazione e nell&#8217;interazione sociale, associate a comportamenti e interessi ristretti o ripetitivi e a particolarità nel funzionamento sensoriale.</li>
<li class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">L&#8217;<strong>ADHD</strong> è definito invece da disattenzione, iperattività-impulsività non adeguate all&#8217;età del bambino.</li>
<li class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">In altre parole: due bambini possono apparire &#8220;simili&#8221; in alcuni momenti, ma le aree centrali del loro funzionamento sono differenti.</li>
</ul>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Cosa dicono le neuroscienze: le differenze strutturali</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Grazie alle tecniche di neuroimaging (le immagini del cervello ottenute con la risonanza magnetica) oggi sappiamo che i due quadri hanno <strong>firme cerebrali distinte</strong>, osservabili anche in studi su migliaia di partecipanti.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Per capirci con un&#8217;immagine: la corteccia cerebrale è lo &#8220;strato esterno&#8221; del cervello, e i ricercatori ne misurano caratteristiche come lo spessore, il volume e l&#8217;estensione della superficie.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Nell&#8217;autismo si tende a osservare un <strong>maggiore spessore e volume corticale</strong>, concentrato soprattutto in una zona chiamata corteccia temporale superiore (un&#8217;area coinvolta nell&#8217;elaborazione dei suoni e delle informazioni sociali). Nell&#8217;ADHD, invece, si riscontrano aumenti di spessore più <strong>diffusi</strong>, ma accompagnati da una riduzione di volume e di superficie corticale in gran parte del cervello.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Sono pattern diversi, non lo stesso fenomeno in gradi diversi.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">…e le differenze funzionali</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Oltre alla struttura conta il <strong>funzionamento</strong>, cioè come il cervello lavora mentre svolge un compito.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Un esempio molto chiaro riguarda la corteccia prefrontale, la regione che possiamo immaginare come la &#8220;cabina di regia&#8221; di attenzione, pianificazione e controllo degli impulsi. Quando si chiede al cervello di tenere a mente e aggiornare di continuo delle informazioni (un classico test di memoria di lavoro), i due gruppi mostrano risposte <strong>opposte</strong>: le persone autistiche tendono a <em>iper-attivare</em> la corteccia prefrontale, mentre le persone con ADHD tendono a <em>ipo-attivarla</em>.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Esistono anche circuiti in parte condivisi — per esempio reti che collegano lobi frontali, gangli della base e cervelletto, e la cosiddetta rete di default — il che spiega alcune somiglianze comportamentali pur dentro profili neurologici differenti.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Il ruolo delle questioni sensoriali</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Le differenze sensoriali meritano un discorso a parte, perché toccano da vicino la vita quotidiana: un bambino può coprirsi le orecchie per rumori che ad altri sembrano normali, infastidirsi per le etichette dei vestiti, oppure cercare costantemente movimento e stimoli forti.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Nell&#8217;autismo l&#8217;iper- o ipo-reattività sensoriale è oggi un vero e proprio criterio diagnostico. Nell&#8217;ADHD la &#8220;sovra-responsività sensoriale&#8221; è sempre più riconosciuta come una dimensione che accompagna il quadro. In entrambi i casi questi aspetti influenzano l&#8217;attenzione, le emozioni e i comportamenti.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">È proprio qui che entra in gioco il lavoro del clinico: gli interventi che agiscono sull&#8217;integrazione sensoriale si fondano sul principio della <strong>neuroplasticità</strong>, cioè sulla capacità del cervello di modificarsi con l&#8217;esperienza, per migliorare funzionamento e benessere del bambino.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Cosa significa tutto questo per le famiglie</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Tre messaggi pratici da portare a casa.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Primo: un bambino <strong>può avere entrambe</strong> le condizioni contemporaneamente; non sono in alternativa.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Secondo: contano molto di più la <strong>valutazione individualizzata</strong> e l&#8217;osservazione del singolo bambino che non l&#8217;etichetta. Due bambini con la stessa diagnosi possono avere bisogni molto diversi.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Terzo: la ricerca si muove sempre più verso uno sguardo &#8220;dimensionale&#8221;, che osserva tratti come la reattività sensoriale o l&#8217;autoregolazione <strong>al di là della diagnosi</strong>. Questo aiuta a costruire interventi su misura, anziché ragionare per categorie rigide.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">In sintesi</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">No, l&#8217;ADHD non è una forma di autismo: sono condizioni del neurosviluppo <strong>distinte ma imparentate</strong>, che possono presentarsi insieme e che condividono alcuni meccanismi pur restando diverse nel loro nucleo e nelle loro basi cerebrali. Comprendere il profilo di ciascun bambino è il primo passo per accompagnarlo nel modo più efficace.</p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-809" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_06_08.png" alt="cervelli diversi" width="1448" height="1086" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_06_08.png 1448w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_06_08-980x735.png 980w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_06_08-768x576.png 768w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_06_08-560x420.png 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_06_08-600x450.png 600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_06_08-240x180.png 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_06_08-230x173.png 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/ChatGPT-Image-22-mag-2026-09_06_08-550x413.png 550w" sizes="(max-width: 1448px) 100vw, 1448px" /></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><em>Questo articolo ha finalità informative e divulgative e non sostituisce una valutazione professionale. Se hai dubbi sullo sviluppo del tuo bambino, rivolgiti a un professionista dell&#8217;età evolutiva per un inquadramento personalizzato.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://centroevoluzionebambino.it/2026/05/22/adhd-forma-di-autismo-differenze-neuroscienze/">L&#8217;ADHD è una forma di autismo? Cosa dicono davvero le neuroscienze</a> sembra essere il primo su <a href="https://centroevoluzionebambino.it">Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Quando il corpo cerca regolazione: leggere il movimento del bambino</title>
		<link>https://centroevoluzionebambino.it/2026/05/01/movimento-regolazione-sensoriale-emotiva-iperattivita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rossana Giorgi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 May 2026 18:58:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/ceb-editorial-2026/movimento-regolazione.jpg" alt="Percorso di movimento e materiali sensoriali in un ambiente clinico accogliente" width="1600" height="1067" loading="lazy"></div>
<p>Come osservare il movimento del bambino senza interpretazioni automatiche: contesto, funzione, sicurezza e criteri per chiedere una valutazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://centroevoluzionebambino.it/2026/05/01/movimento-regolazione-sensoriale-emotiva-iperattivita/">Quando il corpo cerca regolazione: leggere il movimento del bambino</a> sembra essere il primo su <a href="https://centroevoluzionebambino.it">Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><img src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/ceb-editorial-2026/movimento-regolazione.jpg" alt="Percorso di movimento e materiali sensoriali in un ambiente clinico accogliente" width="1600" height="1067" loading="lazy"></div><h2 style="text-align: left;"><strong>Neuroscienze, relazione e approccio SPINplay</strong></h2>
<p>Ci sono bambini che sembrano non fermarsi mai.</p>
<p>Saltano, corrono, si arrampicano, cercano il contatto fisico, si buttano sui cuscini, spingono, tirano, girano, cambiano continuamente posizione.</p>
<p>Spesso l’adulto vede solo il comportamento:</p>
<p><span style="color: #008000;"><strong>“È troppo agitato.”</strong></span><br />
<span style="color: #008000;"><strong>“Non ascolta.”</strong></span><br />
<span style="color: #008000;"><strong>“Non riesce a stare fermo.”</strong></span><br />
<span style="color: #008000;"><strong>“Fa apposta.”</strong></span></p>
<p>Ma, dal punto di vista neuroevolutivo, il movimento può avere un significato molto più profondo.</p>
<p>A volte il bambino non si sta semplicemente muovendo troppo.<br />
Sta cercando di <strong>sentire meglio il proprio corpo</strong>, di organizzare il proprio stato interno, di trovare un equilibrio tra attivazione, attenzione, emozione e relazione.</p>
<h2>Il movimento non è sempre un problema</h2>
<p>Il movimento è una delle prime forme attraverso cui il bambino conosce il mondo.</p>
<p>Prima ancora di parlare, il bambino impara attraverso il corpo:<br />
attraverso il tono muscolare, il contatto, l’equilibrio, il ritmo, la postura, la vicinanza, la distanza, la pressione, la forza.</p>
<p>Il cervello non si sviluppa separato dal corpo.</p>
<p>Le neuroscienze ci ricordano che regolazione, emozione, percezione e azione sono profondamente intrecciate. Il cervello riceve continuamente informazioni dal corpo e dall’ambiente, le integra e costruisce risposte adattive. Quando questa integrazione è fragile, il bambino può cercare movimento per aumentare o modulare le informazioni sensoriali di cui ha bisogno.</p>
<p>Per questo, nel nostro lavoro clinico, la domanda non è solo:</p>
<blockquote>
<p>“Come faccio a farlo stare fermo?”</p>
</blockquote>
<p>La domanda più importante diventa:</p>
<blockquote>
<p><span style="color: #008000;"><strong>Che cosa sta cercando il suo sistema nervoso attraverso quel movimento?</strong></span></p>
</blockquote>
<h2>Una lettura diversa: dal comportamento al bisogno</h2>
<p>Quando un bambino si muove molto, possiamo osservare diversi livelli.</p>
<h3>1. Il livello corporeo</h3>
<p>Il bambino può cercare input propriocettivi, vestibolari, tattili o enterocettivi.</p>
<p>Può avere bisogno di:</p>
<ul>
<li><strong>pressione profonda: </strong>abbracci forti, cuscini, spinte, trazioni</li>
<li><strong>movimento vestibolare: </strong>dondolare, saltare, girare, arrampicarsi</li>
<li><strong>confini corporei più chiari: </strong>sentire dove finisce il proprio corpo e dove inizia lo spazio</li>
<li><strong>scarico motorio: </strong>liberare un’attivazione interna troppo alta</li>
<li><strong>organizzazione posturale: </strong>trovare stabilità per poter guardare, ascoltare, partecipare</li>
</ul>
<h3> </h3>
<h3>2. Il livello emotivo</h3>
<p>Il movimento può comparire quando il bambino è:</p>
<p>sovraccarico, eccitato, stanco, frustrato, preoccupato, disorientato, in attesa, oppure quando non capisce cosa sta per succedere.</p>
<p>In questi casi, il corpo parla prima delle parole.</p>
<h3> </h3>
<h3>3. Il livello relazionale</h3>
<p>Il movimento non avviene mai “nel vuoto”.</p>
<p>Anche quando sembra un’azione solo corporea — saltare, correre, arrampicarsi, spingere, cadere sui cuscini — il bambino sta sempre vivendo quell’esperienza dentro un contesto: uno spazio, un adulto, un clima emotivo, una possibilità di essere visto, sostenuto, contenuto o modulato.</p>
<p>Nel lavoro SPINplay, il movimento viene osservato anche per ciò che produce nella relazione.</p>
<p>Un bambino può muoversi e perdere completamente il contatto con l’altro.<br />
Oppure può muoversi e, dentro quel movimento, iniziare a cercare uno sguardo, un turno, una risposta, una variazione, una sorpresa condivisa.</p>
<p>La differenza è clinicamente molto importante.</p>
<p>Non basta quindi chiedersi se il bambino si muove tanto.<br />
È necessario osservare <strong>come il movimento modifica la qualità della sua presenza relazionale</strong>.</p>
<p>Dopo un salto, cerca l’adulto?<br />
Durante una corsa, mantiene un filo di attenzione condivisa?<br />
Quando l’adulto introduce una piccola variazione, il bambino la nota?<br />
Riesce ad aspettare, anticipare, protestare, chiedere ancora, modificare il gioco?</p>
<p>In questa prospettiva, il movimento può diventare una porta d’ingresso per la relazione, ma solo se l’adulto riesce a entrare nell’esperienza del bambino senza spezzarla, aiutandolo gradualmente a trasformare l’azione corporea in un’esperienza condivisa, intenzionale e più organizzata.</p>
<h2>Il punto chiave: il movimento regola o disorganizza?</h2>
<p>Non tutte le attività di movimento aiutano davvero.</p>
<p>Un bambino può saltare e, dopo, essere più presente, più disponibile, più capace di guardare, comunicare e partecipare.</p>
<p>In questo caso il movimento ha probabilmente avuto una funzione regolativa.</p>
<p>Ma può accadere anche il contrario.</p>
<p>Il bambino salta, corre, gira, si eccita sempre di più, perde il contatto con l’altro, non riesce più a fermarsi, urla, ride in modo incontrollato o va in crisi.</p>
<p>In questo caso il movimento non sta regolando.<br />
Sta aumentando la disorganizzazione.</p>
<p>Per questo motivo, non basta proporre “attività sensoriali”.</p>
<p>Serve osservare con precisione <strong>l’effetto dell’esperienza sul bambino</strong>.</p>
<h2>La domanda clinica che guida SPINplay</h2>
<p>Nel nostro approccio non ci chiediamo semplicemente:</p>
<p><strong>“Questa attività è sensoriale?”</strong></p>
<p>Ci chiediamo:</p>
<blockquote>
<p><span style="color: #008000;"><strong>Questa esperienza aiuta questo bambino, in questo momento, a essere più presente, più connesso, più organizzato e più capace di partecipare?</strong></span></p>
</blockquote>
<p>Questa è una differenza fondamentale.</p>
<p>Il movimento non viene usato solo per “scaricare energia”.<br />
Viene trasformato in un’esperienza evolutiva.</p>
<h2>Dal corpo alla partecipazione</h2>
<p>Nel lavoro SPINplay, il corpo è il punto di partenza, ma non il punto di arrivo.</p>
<p>L’obiettivo non è far muovere il bambino di più. E non è nemmeno farlo muovere di meno.</p>
<p>L’obiettivo è aiutarlo a usare il corpo per:</p>
<ul>
<li><strong>regolarsi: </strong>trovare uno stato più stabile e disponibile</li>
<li><strong>entrare in relazione: </strong>sentire l’altro come presenza sicura e significativa</li>
<li><strong>costruire intenzionalità: </strong>iniziare, continuare, modificare e condividere un’azione</li>
<li><strong>comunicare: </strong>usare sguardo, gesto, corpo, voce e parole in modo più intenzionale</li>
<li><strong>partecipare: </strong>essere più presente nel gioco, nella quotidianità e nei contesti di vita</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Qui il movimento diventa sviluppo.</p>
<h2>Perché dire solo “stai fermo” spesso non funziona</h2>
<p>Molti bambini non riescono a fermarsi perché non hanno ancora costruito sufficienti strumenti interni di autoregolazione.</p>
<p>Chiedere a un bambino non regolato di stare fermo può essere come chiedere a una persona agitata di rilassarsi solo perché qualcuno glielo ordina.</p>
<p>Il bambino può non sapere ancora come fare.</p>
<p>Ha bisogno di un adulto che sappia leggere il suo stato, organizzare l’ambiente, dosare il movimento, creare ritmo, offrire sicurezza e trasformare l’azione in relazione.</p>
<p>Il limite resta importante. Ma il limite da solo non basta.</p>
<p>Serve una cornice che aiuti il bambino a sentire:</p>
<p><span style="color: #008000;"><strong>“Il mio corpo ha un senso.”</strong></span><br />
<span style="color: #008000;"><strong>“L’adulto mi capisce.”</strong></span><br />
<span style="color: #008000;"><strong>“Posso muovermi senza perdermi.”</strong></span><br />
<span style="color: #008000;"><strong>“Posso fermarmi senza sentirmi bloccato.”</strong></span><br />
<span style="color: #008000;"><strong>“Posso condividere questa esperienza con qualcuno.”</strong></span></p>
<h2>Cosa osservare a casa</h2>
<p>Può essere utile osservare quando il bambino cerca più movimento.</p>
<p>Succede soprattutto:</p>
<p><span style="color: #008000;"><em><strong>dopo la scuola?</strong></em></span><br />
<span style="color: #008000;"><em><strong>quando è stanco?</strong></em></span><br />
<span style="color: #008000;"><em><strong>quando deve aspettare?</strong></em></span><br />
<span style="color: #008000;"><em><strong>quando ci sono rumori o confusione?</strong></em></span><br />
<span style="color: #008000;"><em><strong>quando riceve troppe richieste verbali?</strong></em></span><br />
<span style="color: #008000;"><em><strong>quando cambia attività?</strong></em></span><br />
<span style="color: #008000;"><em><strong>quando non sa cosa sta per succedere?</strong></em></span><br />
<span style="color: #008000;"><em><strong>quando l’adulto interrompe un gioco?</strong></em></span></p>
<p>Poi è importante osservare cosa accade dopo.</p>
<p>Dopo essersi mosso, il bambino:</p>
<p><em><span style="color: #008000;"><strong>è più calmo?</strong></span></em><br />
<em><span style="color: #008000;"><strong>guarda di più?</strong></span></em><br />
<em><span style="color: #008000;"><strong>comunica meglio?</strong></span></em><br />
<em><span style="color: #008000;"><strong>riesce a partecipare?</strong></span></em><br />
<em><span style="color: #008000;"><strong>torna al gioco?</strong></span></em><br />
<em><span style="color: #008000;"><strong>oppure si eccita sempre di più?</strong></span></em><br />
<em><span style="color: #008000;"><strong>perde il controllo?</strong></span></em><br />
<em><span style="color: #008000;"><strong>si isola?</strong></span></em><br />
<em><span style="color: #008000;"><strong>va in crisi?</strong></span></em></p>
<p>Queste osservazioni aiutano a capire se il movimento sta sostenendo la regolazione o se sta alimentando la disregolazione.</p>
<h2>Quando può essere utile una valutazione</h2>
<p>Può essere utile approfondire quando il movimento interferisce con la vita quotidiana del bambino.</p>
<p>Ad esempio quando:</p>
<ul>
<li>
<p>non riesce a partecipare al gioco</p>
</li>
<li>
<p>fatica molto a scuola o nei contesti educativi</p>
</li>
<li>
<p>cade spesso o urta gli altri anche involontariamente</p>
</li>
<li>
<p>sembra non percepire il pericolo</p>
</li>
<li>
<p>usa troppa forza</p>
</li>
<li>
<p>passa rapidamente da eccitazione a crisi</p>
</li>
<li>
<p>non riesce a fermarsi anche quando è stanco</p>
</li>
<li>
<p>il movimento ostacola relazione, comunicazione o apprendimento</p>
</li>
<li>
<p>la famiglia vive la quotidianità con forte fatica</p>
</li>
</ul>
<p><span style="color: #800000;">L’obiettivo della valutazione non è “spegnere” il bambino.</span></p>
<p>L’obiettivo è comprendere il suo profilo e costruire un percorso che tenga insieme corpo, regolazione, relazione e sviluppo.</p>
<h2>Come lavoriamo al Centro Evoluzione Bambino</h2>
<p>Al Centro Evoluzione Bambino osserviamo il movimento all’interno di una cornice neuroevolutiva.</p>
<p>Non guardiamo solo cosa fa il bambino.<br />
Osserviamo come lo fa, quando lo fa, con quale intensità, con quale effetto sul suo stato e dentro quale qualità di relazione.</p>
<p>L’approccio SPINplay nasce proprio da questa integrazione:</p>
<ul>
<li><strong>processazione sensoriale</strong></li>
<li><strong>gioco interpersonale</strong></li>
<li><strong>regolazione emotiva</strong></li>
<li><strong>relazione</strong></li>
<li><strong>intenzionalità comunicativa</strong></li>
<li><strong>partecipazione alla vita quotidiana</strong></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_807" style="width: 351px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-807" class=" wp-image-807" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/immagine-movimento-e-spinplay.png" alt="corpo e regolazione" width="341" height="426" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/immagine-movimento-e-spinplay.png 1122w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/immagine-movimento-e-spinplay-784x980.png 784w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/immagine-movimento-e-spinplay-768x960.png 768w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/immagine-movimento-e-spinplay-560x700.png 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/immagine-movimento-e-spinplay-400x500.png 400w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/immagine-movimento-e-spinplay-240x300.png 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/immagine-movimento-e-spinplay-230x287.png 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2026/05/immagine-movimento-e-spinplay-480x600.png 480w" sizes="auto, (max-width: 341px) 100vw, 341px" /><p id="caption-attachment-807" class="wp-caption-text">L&#8217;approccio SPINplay</p></div>
<p>Il setting terapeutico non è pensato come un luogo dove il bambino “sfoga energia”, ma come uno spazio altamente intenzionale in cui il movimento può diventare esperienza condivisa, organizzata e significativa.</p>
<p>Il corpo diventa una porta d’ingresso.</p>
<p>La relazione diventa la cornice.</p>
<p>Il gioco diventa il luogo in cui il bambino può integrare, comunicare e crescere.</p>
<p>Un bambino che si muove tanto non è necessariamente un bambino che non vuole ascoltare.</p>
<p>A volte è un bambino che sta cercando regolazione.</p>
<p><span style="color: #008000;"><em>Sta cercando il proprio corpo.</em></span><br />
<span style="color: #008000;"><em>Sta cercando confini.</em></span><br />
<span style="color: #008000;"><em>Sta cercando ritmo.</em></span><br />
<span style="color: #008000;"><em>Sta cercando sicurezza.</em></span><br />
<span style="color: #008000;"><em>Sta cercando una relazione che lo aiuti a non perdersi dentro l’intensità delle sue sensazioni.</em></span></p>
<p>Quando impariamo a leggere il movimento, iniziamo a vedere qualcosa di più profondo del comportamento.</p>
<p>Vediamo un bambino che sta provando a organizzarsi. Ed è da lì che possiamo iniziare ad aiutarlo davvero</p>
<h2>Vuoi capire meglio il profilo del tuo bambino?</h2>
<p>Se il movimento, l’agitazione, la ricerca continua di contatto o la difficoltà a fermarsi stanno interferendo con la quotidianità, può essere utile un primo colloquio per comprendere meglio cosa osservare e quale percorso potrebbe essere più adatto.</p>
<p><strong>Prenota un appuntamento qui:</strong><br />
<a href="https://calendly.com/centroevoluzionebambino">https://calendly.com/centroevoluzionebambino</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://centroevoluzionebambino.it/2026/05/01/movimento-regolazione-sensoriale-emotiva-iperattivita/">Quando il corpo cerca regolazione: leggere il movimento del bambino</a> sembra essere il primo su <a href="https://centroevoluzionebambino.it">Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</a>.</p>
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