<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>bizze Archivi - Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</title>
	<atom:link href="https://centroevoluzionebambino.it/tipologie-disturbi-psicologici/bizze/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://centroevoluzionebambino.it/tipologie-disturbi-psicologici/bizze/</link>
	<description>Terapista della neuro psicomotricità</description>
	<lastBuildDate>Tue, 11 Jan 2022 21:00:25 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>
	<item>
		<title>Le emozioni nei bambini: come aiutarli?</title>
		<link>https://centroevoluzionebambino.it/2022/01/11/rabbia-emozioni-nei-bambini-come-aiutarli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rossana Giorgi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jan 2022 20:59:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://centroevoluzionebambino.it/?p=565</guid>

					<description><![CDATA[<div><img width="550" height="366" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2022/01/istockphoto-1277854974-612x612-1-550x366.jpeg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2022/01/istockphoto-1277854974-612x612-1-550x366.jpeg 550w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2022/01/istockphoto-1277854974-612x612-1-450x300.jpeg 450w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2022/01/istockphoto-1277854974-612x612-1-600x399.jpeg 600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2022/01/istockphoto-1277854974-612x612-1-560x372.jpeg 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2022/01/istockphoto-1277854974-612x612-1-240x160.jpeg 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2022/01/istockphoto-1277854974-612x612-1-230x153.jpeg 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2022/01/istockphoto-1277854974-612x612-1.jpeg 612w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div>
<p>Perché etichettare le emozioni di un bambino può ritorcersi contro (che cosa invece possiamo fare) &#160; Traduzione e premessa a cura di Rossana Giorgi Non vedevo l&#8217;ora di tradurre un altro articolo della collega americana Mona Delahooke. Partire da questo argomento mi motiva moltissimo in quanto, nella mia esperienza clinica e famigliare, credo che ci &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://centroevoluzionebambino.it/2022/01/11/rabbia-emozioni-nei-bambini-come-aiutarli/">Le emozioni nei bambini: come aiutarli?</a> sembra essere il primo su <a href="https://centroevoluzionebambino.it">Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="550" height="366" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2022/01/istockphoto-1277854974-612x612-1-550x366.jpeg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2022/01/istockphoto-1277854974-612x612-1-550x366.jpeg 550w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2022/01/istockphoto-1277854974-612x612-1-450x300.jpeg 450w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2022/01/istockphoto-1277854974-612x612-1-600x399.jpeg 600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2022/01/istockphoto-1277854974-612x612-1-560x372.jpeg 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2022/01/istockphoto-1277854974-612x612-1-240x160.jpeg 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2022/01/istockphoto-1277854974-612x612-1-230x153.jpeg 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2022/01/istockphoto-1277854974-612x612-1.jpeg 612w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div><h1 style="text-align: center;">Perché etichettare le emozioni di un bambino può ritorcersi contro (che cosa invece possiamo fare)</h1>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><em>Traduzione e premessa a cura di Rossana Giorgi</em></p>
<p>Non vedevo l&#8217;ora di tradurre un altro articolo della collega americana Mona Delahooke.</p>
<p>Partire da questo argomento mi motiva moltissimo in quanto, nella mia esperienza clinica e famigliare, credo che ci sia molto bisogno di &#8220;accudire&#8221;, comprendere e lavorare con le emozioni dei nostri bambini. Tutt&#8217;altro che semplice.</p>
<p>Ed è una cosa che noi terapisti DIRFloortime sperimentiamo fin da subito con le famiglie dei bambini che trattiamo, in particolare con i nostri bambini nello spettro autistico, spesso in balia delle proprie emozioni. Fin dalle prime sedute cerchiamo di aiutare i genitori , in modo concreto, a gestire e co-regolare le emozioni dei proprio figli in quanto sappiamo che la base per apprendere è proprio la regolazione.</p>
<p>Buona lettura.</p>
<p>Ogni genitore l&#8217;ha fatto. Vedi che tuo figlio o adolescente si trova in difficoltà in una situazione e cerchi di aiutarlo a capire le proprie emozioni: &#8220;Sembri arrabbiato&#8221;. &#8220;Ti senti davvero frustrato.&#8221; &#8220;Vedo che sei arrabbiato.&#8221; Ma invece di calmare il bambino, tali parole fanno da innesco. &#8220;Non lo sono!&#8221; risponde il bambino. &#8220;Non sai come mi sento!&#8221; O semplicemente: &#8220;Stai zitto!&#8221;</p>
<p>Quando di recente ho intervistato centinaia di genitori su questo fenomeno, più di quattro su cinque hanno ammesso che etichettare le emozioni di un bambino spesso si ritorce contro. Perché semplicemente mettere un&#8217;etichetta sull&#8217;emozione del bambino lo rende ancora più agitato?</p>
<p>Ecco alcuni motivi:</p>
<ul>
<li><strong>Valenza negativa</strong>. Per prima cosa, i bambini capiscono fin dalla tenera età che la nostra cultura tratta alcune emozioni come positive e altre come negative. Quindi, quando un genitore suggerisce che un bambino sta vivendo un&#8217;emozione negativa (arrabbiato, triste, geloso, frustrato), potrebbe sentire che gli stai dando la colpa.</li>
<li><strong>Oltrepassare il confine</strong>. In secondo luogo, fin da piccoli, i bambini sviluppano un senso di autonomia. Quando suggeriamo come potrebbero sentirsi, potrebbero sentirsi intrusi e sulla difensiva. Vogliono dare un nome alle proprie emozioni e potrebbero sentire che abbiamo oltrepassato un limite.</li>
<li><strong>Mancanza di ragionamento simbolico</strong>. Inoltre, i bambini piccoli non hanno la capacità innata di collegare le sensazioni del loro corpo con il significato emotivo. Hanno bisogno di sviluppare un ragionamento simbolico, la capacità di far si che una cosa ne rappresenti un&#8217;altra. Quando etichettare le emozioni si ritorce contro, potrebbe essere perché il bambino non ha ancora costruito ponti tra i sentimenti di base nel corpo e le parole. Quindi, quando etichettiamo un&#8217;emozione, è come annaffiare il terreno senza prima piantare semi.</li>
<li><strong>Stato fisiologico</strong>. Infine, un bambino deve essere in uno stato fisiologico sufficientemente calmo per ascoltare ed elaborare qualsiasi cosa diciamo. Il sistema nervoso autonomo corre lungo diversi percorsi che supportano l&#8217;ingaggio sociale, reazioni di attacco-fuga o di chiusura (tra le altre risposte).</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Date tutte queste ragioni, quale modo migliore per aiutare i nostri figli quando stanno vivendo varie emozioni?</strong></em></p>
<ul>
<li><strong>Concentrati prima sulla tua</strong> <strong>sintonizzazione</strong>. Tendiamo a guidare con le parole, ma ciò di cui un bambino in difficoltà ha più bisogno è una calda presenza, espressa attraverso il nostro linguaggio del corpo. Sperimenta i tipi di presenza che calmano il sistema nervoso di tuo figlio. Usa la tua presenza per far passare le grandi ondate di emozioni e dare al bambino il messaggio che sei in grado di tollerare la sua angoscia.</li>
<li><strong>Usa parole semplici</strong>. Quando un bambino è profondamente turbato, puoi anche usare parole semplici per esprimere che il bambino è al sicuro e che sei con lui. Il sistema nervoso autonomo del bambino in difficoltà desidera sentirsi al sicuro. Less is more (&#8220;meno fai meglio è).</li>
<li><strong>Inizia con il nurturing e la curiosità, non con le etichette</strong>. &#8220;Oh tesoro, vediamo cosa sta succedendo, puoi descrivermelo?&#8221; &#8220;Di cosa hai bisogno in questo momento, come posso aiutarti?&#8221; Il fondamento della consapevolezza dei propri sentimenti di base è la capacità di osservare se stessi. Modella questo mostrando a tuo figlio come osservare se stessi. Quindi alimenta in loro questa capacità, attraverso l&#8217;accettazione e una presenza solida, qualunque cosa accada.</li>
</ul>
<p>Mentre etichettare le emozioni troppo presto può facilmente ritorcersi contro, una volta che un bambino è pronto, l&#8217;alfabetizzazione emotiva fornisce molti benefici alla salute mentale e fisica. Mi concentrerò su come coltivare le emozioni e sulla capacità di parlarne, tra gli altri argomenti, nei webinar e nei post futuri e nel mio prossimo libro, <em>Brain-Body Parenting</em>, disponibile ora per il preordine. </p>
<p><strong><em>Mona Delahooke</em>.</strong></p>
<p>Per avere informazioni su come iniziare una formazione sul modello DIRFloortime, contatta pure il centro via mail.</p>
<p>Per leggere l&#8217;articolo originale <a href="https://monadelahooke.com/emotions/?fbclid=IwAR1ZAAuV_dNJcj5_2zi6e4sEZXVW6GGuNrNAQ8CCxV016MJ0zHnbiaDUz_4">clicca qui</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://centroevoluzionebambino.it/2022/01/11/rabbia-emozioni-nei-bambini-come-aiutarli/">Le emozioni nei bambini: come aiutarli?</a> sembra essere il primo su <a href="https://centroevoluzionebambino.it">Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quando un bambino piange, ignora gli &#8220;esperti&#8221; NON le lacrime</title>
		<link>https://centroevoluzionebambino.it/2019/06/04/pianto-del-bambino-cosa-fare-pianto-inconsolabile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rossana Giorgi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jun 2019 19:16:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://centroevoluzionebambino.it/?p=400</guid>

					<description><![CDATA[<div><img width="550" height="405" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920-550x405.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920-550x405.jpg 550w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920-980x721.jpg 980w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920-768x565.jpg 768w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920-1600x1178.jpg 1600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920-560x412.jpg 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920-600x442.jpg 600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920-240x177.jpg 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920-230x169.jpg 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920.jpg 1920w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div>
<p>PREMESSA DI ROSSANA GIORGI Traduco volentieri, sempre su autorizzazione dell&#8217;autore, questo breve articolo (clicca qui per l&#8217;originale), viste le ultime e frequenti domande (oltre che affermazioni) ai miei corsi di certificazione sul modello DIR. Premettendo che &#8220;ignorare&#8221; non è l&#8217;unica strategia delle terapie comportamentali (anticipo già i commenti 🙂 ), questa breve introduzione all&#8217;argomento &#8220;pianto&#8221; &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://centroevoluzionebambino.it/2019/06/04/pianto-del-bambino-cosa-fare-pianto-inconsolabile/">Quando un bambino piange, ignora gli &#8220;esperti&#8221; NON le lacrime</a> sembra essere il primo su <a href="https://centroevoluzionebambino.it">Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="550" height="405" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920-550x405.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920-550x405.jpg 550w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920-980x721.jpg 980w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920-768x565.jpg 768w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920-1600x1178.jpg 1600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920-560x412.jpg 560w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920-600x442.jpg 600w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920-240x177.jpg 240w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920-230x169.jpg 230w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/child-care-worker-624742_1920.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div><p><strong>PREMESSA DI ROSSANA GIORGI</strong></p>
<p>Traduco volentieri, sempre su autorizzazione dell&#8217;autore, questo breve articolo (<a href="https://monadelahooke.com/when-a-child-cries-ignore-the-experts-not-the-tears/?fbclid=IwAR0kDcwLbkv2ElOjAOKqx9ur59kGj4nqtO0KrNnLtjDkgktJPXK_Xv7ODEA">clicca qui</a> per l&#8217;originale), viste le ultime e frequenti domande (oltre che affermazioni) ai miei corsi di certificazione sul modello DIR.</p>
<p>Premettendo che &#8220;ignorare&#8221; non è l&#8217;unica strategia delle terapie comportamentali (anticipo già i commenti 🙂 ), questa breve introduzione all&#8217;argomento &#8220;pianto&#8221; vuole dare solo <strong>un&#8217;altra prospettiva</strong>, a quanto pare la meno comune (meno conosciuta? O forse più &#8220;difficile&#8221;?), ma essenziale per i bambini a sviluppo tipico e non.</p>
<p>Consiglio di approfondire l&#8217;argomento su testi in cui si spiega la <strong>Teoria Polivagale</strong> e argomenti neuroscientifici interessanti che supportano la spiegazione della collega. In base alle più recenti ricerche in campo neuroscientifico, i terapisti evolutivi vedono i comportamenti come <strong>adattamenti alla percezione della &#8220;sicurezza o della minaccia&#8221;</strong> (safety or threat) nelle relazioni o nell&#8217;ambiente, e non semplicemente come &#8220;accesso&#8221; (un modo per ottenere il comportamento desiderato) o &#8220;fuga&#8221; (es. allontanare il comportamento non desiderato). Un&#8217;altra differenza, punto di vista diverso rispetto all&#8217;approccio comportamentale, è che in ottica neuro-evolutiva lo stato emotivo del bambino è il driver (guida, motivazione interna), e lo stato fisiologico (sistema emozionale, nel nostro caso il pianto) è la variabile che interviene e non il comportamento stesso. In altre parole, quando un bambino piange non lo vediamo come un comportamento intenzionale né condizionabile, ma piuttosto una risposta allo stress istintuale al di fuori della consapevolezza. Ed è e rimane comunque, qualsiasi sia la causa, il segnale di un Sistema Nervoso Simpatico sotto stress. Il nostro trattamento/risposta, sotto questa ottica neuroscientifica, è quindi diversa .</p>
<p><span style="font-size: 1.1rem;">Buona lettura e grazie alla collega Dr. Mona Delahooke, PHD, per l&#8217;articolo e il consenso alla traduzione.</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone  wp-image-399 aligncenter" src="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/Mona-delahooke.jpeg" alt="" width="128" height="128" srcset="https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/Mona-delahooke.jpeg 225w, https://centroevoluzionebambino.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/06/Mona-delahooke-150x150.jpeg 150w" sizes="auto, (max-width: 128px) 100vw, 128px" /></p>
<p><span style="color: #000080;">Ogni genitore sa quanto può essere difficile guardare il proprio bambino scoppiare in lacrime. Il tuo istinto è di fare tutto il possibile per portare conforto e calmare il bambino. Ma nel mio lavoro di psicologa infantile, a volte osservo che i terapisti comportamentali suggeriscono una reazione diversa per i bambini con cui lavorano, compresi quelli con differenze di sviluppo e problemi comportamentali. &#8220;Non prestare attenzione al pianto&#8221;, dicono. &#8220;Questo può dargli solo potere.&#8221; I terapisti comportamentali spesso considerano i comportamenti come qualcosa che un bambino usa per ottenere ciò che lui o lei vuole.</span></p>
<p><span style="color: #000080;">La loro ipotesi di fondo è che il bambino abbia imparato a usare il pianto al fine di ottenere qualcosa (inclusa l&#8217;attenzione) o per evitare di fare qualcosa. Invece di arrendersi, dicono, ignoralo.</span></p>
<p><span style="color: #000080;">Non potrei più essere in disaccordo.</span></p>
<p><span style="color: #000080;"><strong>Il mio consiglio: Prestate attenzione al pianto; è probabilmente un indicatore di un bambino in difficoltà (&#8220;distress&#8221;).</strong></span></p>
<p><span style="color: #000080;">Grida, urla o tantrum, come piangere, è una risposta di &#8220;lotta o fuga&#8221;. È la reazione involontaria di un bambino allo stress.</span></p>
<p><span style="color: #000080;">Come genitori e come persone che lavorano con bambini, dobbiamo prestare attenzione al pianto e cambiare il modo in cui pensiamo a riguardo. Alcuni punti essenziali da considerare:</span></p>
<ul>
<li><span style="color: #000080;"><strong>Il pianto è il segnale di un sistema nervoso autonomo in difficoltà, sotto stress.</strong> I modelli del comportamento umano rientrano in tre categorie principali: indicano sicurezza, lotta o fuga, o disconnessione. Piangere è un segno che il sistema nervoso simpatico, che ci permette di percepire la minaccia, è stato attivato.</span><br />
 <span style="color: #000080;"> </span></li>
<li><span style="color: #000080;"><strong>È un mito  il fatto che molti bambini usano il pianto per manipolare o ottenere ciò che vogliono</strong>. La nostra visione eccessivamente semplificata secondo cui i comportamenti sono &#8220;buoni&#8221; o &#8220;cattivi&#8221; porta a un altro comune fraintendimento:  anche il modo di &#8220;risolvere&#8221; i comportamenti problematici è positivo o negativo &#8211; Es. ricompense o conseguenze. Seguendo questa logica, ignorare il pianto darà una conseguenza negativa. Ma la verità è che ignorare un bambino che piange come conseguenza semplicemente non funziona.</span></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>
<p><span style="color: #000080;"><strong>Invece di vedere il pianto di un bambino come buono o cattivo, è meglio vederlo come  informazione utile per gli adulti riguardo ciò di cui il bambino ha bisogno</strong>. Un bambino che sta piangendo ha bisogno di supporto relazionale e connessione. La nostra reazione dovrebbe essere quella di calmare il bambino, nel processo che supporta la connessione cervello-corpo del bambino.</span></p>
</li>
<li>
<p><span style="color: #000080;"><strong>Quando smettiamo di percepire il pianto come un &#8220;male&#8221;, possiamo andare oltre le semplici ricompense e conseguenze</strong>. Per esempio, i terapisti del comportamento possono chiedere ai genitori di trattenere l&#8217;animale di peluche di un bambino o un&#8217;attività piacevole &#8211; fino a quando il bambino smette di piangere. Ma così facendo rinforza il messaggio che il pianto è una forma di comportamento scorretto e che i bambini hanno semplicemente bisogno di fermarlo. Invece, dovremmo spostare il nostro obiettivo e rendere la connessione umana stessa una ricompensa.</span></p>
</li>
<li><span style="color: #000080;"><strong>Una delle ragioni per cui fraintendiamo il pianto è un gap nelle aspettative</strong>. Crediamo erroneamente che ad una certa età o fase, i bambini dovrebbero essere in grado di controllare i loro comportamenti ed emozioni. In verità, il momento per acquisire questa capacità si sviluppa lentamente, lungo un ampio arco temporale (tra i 3 e i 26 anni nella maggior parte delle persone). Comprendendo questo, dovremmo adeguare le nostre aspettative per essere più realistici</span></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000080;">La cosa più importante nel rispondere al pianto di un bambino è essere empatici. Invece di vederlo come un atto di ricerca di attenzione, <strong>dovremmo pensare al pianto come appello subconscio per il coinvolgimento e la connessione con l&#8217;altro</strong>. Quando prestiamo attenzione ai nostri piccoli preziosi bambini, costruiamo la comprensione innata che il mondo vedrà e soddisferà i loro bisogni. A loro volta, diventeranno adulti sani, resilienti e flessibili, persone che vedono e affrontano i bisogni emotivi e relazionali di coloro che li circondano.</span></p>
<p>Per approfondire questa tematica e modificare il pensiero e il punto di vista di genitori, educatori e caregivers, potete consultare il mio libro: &#8220;<strong>Beyond Behaviors: Using Brain Science and Compassion to Understand and Solve Children’s Behavioral Challenges</strong>&#8220;.</p>
<p>Dott.ssa <strong>Mona Delahooke, PhD</strong></p>
<p><em><strong>Traduzione di Rossana Giorgi</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://centroevoluzionebambino.it/2019/06/04/pianto-del-bambino-cosa-fare-pianto-inconsolabile/">Quando un bambino piange, ignora gli &#8220;esperti&#8221; NON le lacrime</a> sembra essere il primo su <a href="https://centroevoluzionebambino.it">Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
